Una giovane ragazza incapace di dare un senso alla propria vita. Ferite che tardano a rimarginarsi: sono questi gli ingredienti di “Le parole possono tutto”, appassionante ritratto a fumetti dell’adolescenza.

Il viaggio a fumetti nell’universo complicato dell’adolescenza passa attraverso il nuovo lavoro di Silvia Vecchini e Sualzo edito da Il Castoro e intitolato Le parole possono tutto. Un viaggio in prima persona che stimola magicamente il cuore e la mente dei lettori, riportando la coppia di autori in un ambito narrativo, la letteratura per ragazzi a fumetti, che li ha visti eccellere grazie a opere quali La zona rossa (Il Castoro, 2017) e 21 giorni alla fine del mondo (Il Castoro, 2019).
Della medesima pasta, e animato da un desiderio di verità, è anche Le parole possono tutto, in cui la piccola odissea della protagonista parte da un’irrefrenabile sete di conoscenza ispirata dall’alfabeto ebraico, per poi sanare tutte le ferite e le mancanze sofferte. Il connubio inebriante di piccole meraviglie e voglia di cambiamento cela in realtà una delicata diagnosi su come i ragazzi di oggi vivono la vita, le relazioni con amici e familiari, per ritagliarsi un posto dignitoso in questo mondo. Vecchini e Sualzo, splendida coppia artistica e coppia anche nella vita, accompagnano per mano Sara, la giovane protagonista del fumetto, in una storia universale e perfino straordinaria, siglando con il loro libro una delle opere più in forma di questa nuova stagione.

Silvia Vecchini & Sualzo – Le parole possono tutto (Il Castoro, Milano 2021)
Silvia Vecchini & Sualzo – Le parole possono tutto (Il Castoro, Milano 2021)

LA STORIA DI SARA

A bordo del suo skateboard Sara girovaga per la città, disegnando sui muri con lo spray le lettere che compongono il suo nome. Una sera viene però colta sul fatto e i servizi sociali si mettono subito all’opera offrendole due possibilità per riportarla sulla giusta carreggiata: lavori socialmente utili al parco o in una casa di riposo. Per evitare l’imbarazzo di essere vista dai compagni di scuola, la ragazzina sceglie l’ospizio. Qui, del tutto casualmente, conosce il vecchio signor T e decide di tenergli compagnia aiutandolo nella compilazione dell’alfabeto ebraico, e ascoltando le sue storie che affondano le radici, dice lui, in un lontano passato tra rabbini eruditi e leggende da cui scaturiscono perfino i golem. Il rapporto di Sara con i genitori divorziati è un punto interrogativo, soprattutto quello vissuto con il padre che ha da poco deciso di cambiare città. Anche a scuola la ragazza è abilissima a schivare il più possibile gli altri: nel suo passato c’è stato un incidente che ha lasciato evidenti cicatrici e oggi a preoccuparla è il litigio avvenuto con Greta, la sua migliore amica. Per fortuna c’è il signor T, il quale sembra avere sempre una risposta a tutto. Se non lui, le miracolose lettere dell’alfabeto ebraico.

Silvia Vecchini & Sualzo – Le parole possono tutto (Il Castoro, Milano 2021)
Silvia Vecchini & Sualzo – Le parole possono tutto (Il Castoro, Milano 2021)

UN FUMETTO CHE EMOZIONA E CONQUISTA

Le parole possono tutto di miracoloso ha un immenso bacino di poesia che emerge dalla purezza della sua giovane protagonista: senza ombra di dubbio messo lì a disposizione dei lettori da Silvia Vecchini, autrice dei testi che sappiamo essere anche apprezzata poetessa.
Il tradizionale abito del romanzo di formazione a cui il fumetto rimanda le proprie generalità è quindi più ricco qui, non in senso di appariscente, ma di una ricchezza interiore che collabora al percorso di crescita di Sara. Il tono inquisitorio delle sue domande è lo stesso che qualunque adolescente si è posto in quel periodo dell’esistenza, e Sara è tanto fortunata da aver trovato una guida perfetta nel signor T (ma è davvero fortuna o non sarà forse il destino, il caso o ciò che nel fumetto viene definito con la parola ebraica mikré?).
La cornice che il fumetto, altrettanto magicamente disegnato da Sualzo, aggiunge alla vicenda della ragazzina ha una sua periferia di saggezza che guarda non solo all’alfabeto ebraico posto all’inizio di ogni capitolo, ma pure alla saggezza degli anziani, confinati in una prigione di solitudine in cui si fa presto a dimenticare il passato o a vedere sminuita la propria dignità. Ecco perché il fumetto di Vecchini e Sualzo non racconta solo una bellissima storia di fioritura della giovinezza, ma è a sua volta un racconto morale che ci riguarda tutti. Capace di emozionare e conquistare dalla prima all’ultima pagina.

‒ Mario A. Rumor

Silvia Vecchini & Sualzo – Le parole possono tutto
Il Castoro, Milano 2021
Pagg. 224, € 15
ISBN 9788869667138
www.editriceilcastoro.it

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Mario A. Rumor
Ha scritto di cinema e televisione per Il Mucchio, Empire Italia, Lettera43, Just Cinema e numerose altre riviste italiane e inglesi, tra cui Protoculture Addicts, TelefilmMagazine, Retro, Widescreen, DVD World, ManGa!, Scuola di Fumetto e Leggere:Tutti. Con Weird Book ha collaborato al volume “Joe Dante. Master of Horror” con un saggio su Gremlins, e pubblicato le monografie “Un cuore grande così. Il cinema di animazione di Isao Takahata” (2019, seconda edizione), “Osamu Dezaki. Il richiamo del vento” (2019). È inoltre autore di “Tōei Animation. I primi passi del cinema animato giapponese” (Cartoon Club, 2012), “Created By. Il nuovo impero americano delle Serie Tv” (Tunué, 2005) e “Come bambole. Il fumetto giapponese per ragazze” (Tunué, 2005). Vincitore nel 2015 del Premio Letterario Nazionale “Trichiana Paese del libro” e del premio speciale Casse Rurali Valli di Primiero e Vanoi nell’ambito del prestigioso premio letterario “Grenzen-Frontiere”.