La luna e i falò: il capolavoro di Cesare Pavese diventa un graphic novel

Capolavoro di Cesare Pavese, “La luna e i falò” diventa un fumetto grazie alle parole e ai disegni di Marino Magliani e Marco D’Aponte. Un racconto per immagini dedicato al testamento letterario del grande scrittore piemontese.

Marco D’Aponte & Marino Magliani – La luna e i falò (Tunué, Latina 2021)
Marco D’Aponte & Marino Magliani – La luna e i falò (Tunué, Latina 2021)

I fumetti ispirati alle grandi opere letterarie del passato sono ormai una consuetudine nell’ambito della nona arte: riadattamenti a balloon di ogni tipo riempiono gli scaffali delle nostre librerie, interessando sia capisaldi storici della parola scritta – come nel caso dell’ardita versione manga della Divina Commedia – che romanzi più recenti. Rientra in quest’ultima categoria la rivisitazione compiuta per Tunué dalla coppia formata da Marino Magliani e Marco D’Aponte, autori de La luna e i falò, il nuovo graphic novel in omaggio all’omonimo capolavoro di Cesare Pavese.

LA TRAMA DEL LIBRO DI PAVESE

Ultimo romanzo dello scrittore, pubblicato nel 1950 (pochi mesi prima del suicidio in una camera d’albergo a Torino), il libro è considerato ancora oggi uno dei massimi esempi letterari del secondo Novecento: un classico intergenerazionale, simbolo dell’Italia contadina e della società tra le due guerre mondiali e la Resistenza.
Al centro della storia ci sono le vicende e i sentimenti del quarantenne Anguilla. Siamo negli anni successivi alla liberazione. Dopo aver vissuto a lungo in America, il protagonista decide di ritornare nel suo paese natale, Santo Stefano Belbo, nelle Langhe. Spinto dalla malinconia per la sua terra di origine, l’uomo si ritrova di fronte un mondo che non corrisponde più a quello nella sua memoria. La campagna dove era cresciuto è sempre la stessa, così come la cultura contadina, basata ancora sulle antiche credenze popolari, ma le persone che la caratterizzavano sono quasi tutte scomparse, morte o cadute in disgrazia. I ricordi personali si mescolano così alla realtà, la nostalgia del rientro lascia spazio all’amarezza. Per citare un passaggio della prefazione di Marta Barone: “Man mano che Anguilla rivede i luoghi dove è stato bambino e adolescente, il passato si apre in spazi sempre più ampi, mostrando l’infanzia dura e meravigliosa, il paesaggio sì bellissimo e vivo ma mai idealizzato, mai aulico, perché – come scrisse Piero Jahier – qui appare per la prima volta nella letteratura italiana una rappresentazione anche linguistica di cose e creature che non risponde a stati d’animo romantici o a decorativismo: il paesaggio è ritornato la terra modellata dalla dura fatica dell’uomo”.

Marco D’Aponte & Marino Magliani – La luna e i falò (Tunué, Latina 2021)
Marco D’Aponte & Marino Magliani – La luna e i falò (Tunué, Latina 2021)

LA TRASPOSIZIONE A FUMETTI DE LA LUNA E I FALÒ

Disegnato interamente a mano – a ribadire la valenza artistica, più che grafica, del progetto –, il fumetto di Magliani e D’Aponte segue, passo dopo passo, le vicende cantate da Pavese nella versione originale, rimanendovi fedele sia nella successione cronologica degli eventi che nella sceneggiatura, cruda e lenta.
È solo nella seconda parte del libro, invece, che i due autori si prendono la “licenza” di offrire una nuova lettura della trama: è qui, quando la rassegnazione del protagonista si esaspera e il dialogo si fa più nostalgico e introspettivo, che l’autore si “sdoppia”: Anguilla si trova a parlare con il suo alter ego, o meglio, con lo scrittore che gli ha dato vita. Raffigurato in bianco e nero, Pavese entra ed esce dalla narrazione, come una figura spettrale che commenta e osserva la storia immaginata. Sono parti, queste ultime, dense di malinconia e rassegnazione, e dunque premonitrici di quello che sarebbe accaduto pochi mesi dopo, con la scomparsa volontaria dell’autore. “Alternati alla storia, in bianco e nero, ci sono il vero Pavese e il vero Nuto, il suo amico Pinolo”, scrive la Barone nelle pagine introduttive. “Come fantasmi compaiono a lato, in una sorta di metanarrazione che si spezza quando Pavese, adesso solo, si fa preparare una valigetta dalla sorella ed entra nella stanza dell’Hotel Roma di Torino, il 27 agosto 1950”.
Nel complesso una trasposizione notevole che, seppur non voglia e non possa essere considerata una “sostituzione” del capolavoro di partenza, riesce quanto meno a essere un compendio validissimo per rivivere in maniera alternativa quel mondo onirico e spietato amato – nonostante tutto – da Pavese. Perché sì, “un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via”.

– Alex Urso

Marco D’Aponte & Marino Magliani – La luna e i falò
Tunué, Latina 2021
Pagg. 160, € 19,90
ISBN 978886790451
www.tunue.com

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Alex Urso
Artista e curatore. Diplomato in Pittura (Accademia di Belle Arti di Brera). Laureato in Lettere Moderne (Università di Macerata, Università di Bologna). Corsi di perfezionamento in Arts and Heritage Management (Università Bocconi) e Arts and Culture Strategy (Università della Pennsylvania). Tra le istituzioni con cui ha collaborato in questi anni: Zacheta - National Gallery of Art di Varsavia, Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, Padiglione Polacco - 16. Mostra Internazionale di Architettura Biennale di Venezia, Fondazione Benetton (catalogo “Imagus Mundi”), Adam Mickiewicz Institute. Nel 2017 è stato curatore della “Biennale de La Biche”. Dal 2014 scrive di arte per Artribune. Sempre per Artribune cura “Fantagraphic”, la rubrica di fumetti del sito. Suoi articoli e testi critici sono apparsi su cataloghi e testate di settore nazionali e internazionali.