Dal fumetto alla poesia. In anteprima “Lo specchio dell’amore” di Alan Moore

Arriva in libreria una nuova edizione de “Lo Specchio dell’amore”, la raccolta di poesie scritte dal fumettista Alan Moore nel 1988, e riproposte oggi in una nuova versione, accompagnata dalle foto di José Villarrubia.

Lo specchio dell'amore. Alan Moore e Jose Villarubia (Feltrinelli Comics, 2020). Pagina 57
Lo specchio dell'amore. Alan Moore e Jose Villarubia (Feltrinelli Comics, 2020). Pagina 57

Che cosa succede quando uno dei più geniali autori di fumetti di ogni tempo decide di cimentarsi con la poesia? Il risultato è raccontato all’interno di una nuova pubblicazione, portata sugli scaffali da Feltrinelli Comics.
In uscita il 6 febbraio, Lo specchio dell’amore esplora un aspetto forse non a tutti noto della ricerca di Alan Moore – vate del fumetto americano e autore di capolavori della letteratura a balloon contemporanea come Watchmen e V for Vendetta. A comporre le 130 pagine del volume, infatti, non sono i disegni bensì le poesie dell’artista.
Pubblicate per la prima volta alla fine degli Anni Ottanta, e ripresentate oggi in una versione inedita, queste opere in versi raccontano il mondo del desiderio e dell’amore, la ferocia del patriarcato e della politica, la forza delle lotte e dei movimenti LGBT. A caratterizzare ognuna delle poesie qui presentate è il sentimento omosessuale, esplorato dalle parole (ruvide e lievissime) di Moore, e interpretato dalle immagini (spesso crude e carnali) di José Villarrubia, in accompagnamento ai singoli componimenti.
Nell’attesa di sfogliare il volume, vi presentiamo in anteprima la prefazione scritta da Robert Rodi e una serie di pagine estratte dal volume.

Lo specchio dell'amore. Alan Moore e Jose Villarubia (Feltrinelli Comics, 2020). Copertina
Lo specchio dell’amore. Alan Moore e Jose Villarubia (Feltrinelli Comics, 2020). Copertina

LA PREFAZIONE DI ROBERT RODI

Quando Lo specchio dell’amore venne pubblicato per la prima volta, nel 1988, costituiva il pezzo forte di un’antologia fumettistica intitolata AARGH! (un acronimo che stava per “Artists Against Rampant Government Homophobia”, cioè Artisti contro la dilagante omofobia del governo), ideata espressamente per combattere la proposta omofoba avanzata in Inghilterra denominata Legge 28. AARGH! era rilevante perché riuniva una serie di pezzi da novanta del mondo del fumetto, disposti a schierarsi per una causa (i diritti degli omosessuali) che in quel momento si presentava più che mai incendiaria, se non peggio. Gli attivisti gay avevano ottenuto una serie di risultati concreti, eppure in quel modo avevano finito per allarmare e rianimare i loro avversari. E la crisi dell’Aids aveva dato agli oppositori un nuovo manganello da brandire. AARGH! venne pubblicato dalla casa editrice che Alan Moore aveva all’epoca, la Mad Love Publishing e quindi, per forza di cose, il contributo con le tematiche più ambiziose fu proprio il suo.
Quando lo recensii, sul numero 126 di The Comics Journal, definii Lo specchio dell’amoreun tentativo di distillare la storia dell’omosessualità per usarla come sottinteso generale alla relazione appassionata tra due angeli ermafroditi, immagine speculare uno dell’altro”. In questa nuova edizione, gli angeli – insieme alle illustrazioni originali di Steve Bissette e Rick Veitch – sono spariti, sostituiti da una serie di struggenti fotografie di José Villarrubia, che vanno a comporre una riflessione tutta personale, quasi autonoma. Quel che resta della prima incarnazione di quest’opera è (per citare di nuovo la mia recensione) “una cadenza poetica che permette di passare agevolmente da Saffo a Shakespeare fino al drammaturgo Joe Orton”, in un modo “meravigliosamente commovente: non tanto come omaggio all’amore omosessuale, ma proprio come omaggio all’amore in sé”.
È raro che un’opera d’impronta politica meriti di essere ancora letta a quindici anni di distanza. Gran parte di ciò che ha fatto nascere Lo specchio dell’amore non è più così rilevante, perché per quanto oggi i diritti degli omosessuali restino un tema dibattuto in buona parte del mondo occidentale, è vero anche che le persone omosessuali, le storie omosessuali e le idee omosessuali sono entrate nel mainstream culturale in un modo che nel 1988 sarebbe stato impensabile. Tuttavia, in questa nuova edizione, affrancata dal resto dell’antologia, appare evidente che Lo specchio dell’amore non ha niente dell’invettiva. È anzi il tentativo di ridimensionare la politica al di sotto dell’imponente edificio della Storia, della Cultura e dell’Arte. Che oggi quest’opera sia ancora attuale, e che ci incoraggi a pensare e a provare sentimenti, mentre la famigerata Legge 28 ci appare così lontana e, nella sua natura grottesca, una cosa davvero d’altri tempi, è una specie di grande vittoria.

Alex Urso

Alan Moore, Jose Villarrubia ‒ Lo specchio dell’amore
Feltrinelli Comics, Milano 2020
Pagg. 136, € 20
ISBN 9788807550461
www.feltrinellieditore.it

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Alex Urso
Artista e curatore. Diplomato in Pittura (Accademia di Belle Arti di Brera). Laureato in Lettere Moderne (Università di Macerata, Università di Bologna). Corsi di perfezionamento in Arts and Heritage Management (Università Bocconi) e Arts and Culture Strategy (Università della Pennsylvania). Tra le istituzioni con cui ha collaborato in questi anni: Zacheta - National Gallery of Art di Varsavia, Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, Padiglione Polacco - 16. Mostra Internazionale di Architettura Biennale di Venezia, Fondazione Benetton (catalogo “Imagus Mundi”), Adam Mickiewicz Institute. Nel 2017 è stato curatore della “Biennale de La Biche”. Dal 2014 scrive di arte per Artribune. Sempre per Artribune cura “Fantagraphic”, la rubrica di fumetti del sito. Suoi articoli e testi critici sono apparsi su cataloghi e testate di settore nazionali e internazionali.