30 anni di Biennale dell’Umorismo di Tolentino e Biumor: il tema dell’odio secondo la satira

Nell’anno del trentennale, continua la collaborazione tra Biennale dell’Umorismo e Popsophia nella creazione del festival Biumor nelle Marche: il comune tema dell’odio sarà interpretato da vignettisti e filosofi.

Nel 2019 ricorre il trentesimo anniversario della Biennale internazionale dell’Umorismo nell’Arte di Tolentino, manifestazione nata dall’idea di Luigi Mari, un medico della cittadina marchigiana che nel tempo libero coltivava l’hobby del caricaturista. Per celebrare questa importante ricorrenza, la rassegna/concorso – in programma dal 20 al 23 novembre – ha scelto di interrogarsi su un argomento forte, una parola d’ordine politicamente dirompente e culturalmente dominante: l’odio, che declinerà in termini satirici grazie alla partecipazione di 239 autori, provenienti da 46 Nazioni.

BIENNALE DELL’UMORISMO E BIUMOR: TEMI, LUOGHI E PREMI

A tutto questo si aggiungeranno due mostre, Fellini e la Biennale, in omaggio al centenario del regista e il ritratto di Norberto Bobbio del fotografo Maurizio Galimberti, oltre ai consueti Premi speciali, quest’anno a Lercio.it e al Terzo segreto di satira, mentre il Premio alla carriera andrà Iginio Straffi della Rainbow. L’odio è anche il tema di Biumor, il festival di filosofia dell’umorismo, nato sette anni fa dalla collaborazione tra la Biennale internazionale dell’Umorismo nell’Arte e il festival del contemporaneo Popsophia. Si tratta di un ritorno di Biumor in autunno (negli stessi giorni della Biennale) a Tolentino dopo i trascorsi in agosto, ma in una nuova sede: non più il Castello della Rancia, ma nei luoghi più caratteristici del centro storico, tra cui il Teatro Vaccaj. “L’odio verrà declinato pure a Biumor, utilizzando come al solito i nostri linguaggi, tra filosofia e cultura pop”, spiega l’organizzatrice della manifestazione, Lucrezia Ercoli, direttrice artistica di Popsophia. “L’odio attira odio, dice il protagonista di un film cult di Mathieu Kassovitz. L’odio, la parola più citata del momento, ingenera un circolo vizioso destinato ad alimentare se stesso. E l’universo degli odiatori della Rete degli haters, dei troll, delle shitstorm e del cyberbullismo fa prosperare in maniera esponenziale il seme della violenza verbale. All’interno di questa conversazione ininterrotta, sono state sdoganate le offese, gli insulti, le molestie, il bullismo. Che sta succedendo? Anche odiare è diventato un diritto?”. Da queste domande sul presente parte l’idea del festival, nel tentativo di comprendere le radici culturali e antropologiche di un fenomeno recente che ha un’origine antica, insieme a vari ospiti.

BIENNALE DELL’UMORISMO E BIUMOR: GLI OSPITI

Tra questi Andrea Colamedici e Maura Gancitano (Tlon), che porteranno l’esperienza di Odiare ti costa, campagna nazionale contro l’hate speech che sta riscuotendo molto interesse; e due produzioni filosofico musicali di Popsophia: All That Jazz, con Saverio Marconi, sulla leggerezza del musical e All You Need is Love, con Carlo Massarini, sulla levità dei brani dei Beatles. “La rete non produce odio, ma funge da potente catalizzatore di un fenomeno originario inestirpabile. La tecnologia, cioè, è un megafono che amplifica ciò che, già da sempre, siamo”, conclude Ercoli. “E le tre giornate di Tolentino – legate al concorso della Biennale dell’Umorismo – ci costringeranno a riflettere sull’odiatore che è in ciascuno di noi attraverso il punto di vista alternativo, esterno e distaccato, della satira”.

-Claudia Giraud

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Claudia Giraud

Claudia Giraud

Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate…

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