Fantagrahic. Nicolas de Crécy e la storia di un disegno

Come si fa a diventare disegno? Cosa succede se colui che è incaricato di dar forma a un’opera lascia direttamente all’opera il compito di costruirsi sola? A queste domande prova a rispondere Nicolas de Crécy nel suo “Diario di un fantasma”, magnifica riflessione sul processo creativo, da oggi anche in italiano.

Nicolas de Crécy. Diario di un fantasma (Eris Edizioni, 2017). Copertina
Nicolas de Crécy. Diario di un fantasma (Eris Edizioni, 2017). Copertina

Pubblicato in Francia nel 2007 per Futuropolis, Diario di un fantasma arriva finalmente anche in Italia grazie al lavoro di Eris Edizioni.
Scritto e illustrato da Nicolas de Crécy (Lione, 1966), maestro visionario del fumetto contemporaneo, il libro racconta le avventure di un disegno pubblicitario in divenire, un bozzetto in progress chiamato a prendere forma sotto la guida del suo manager goffo e impacciato, con l’obiettivo di diventare una celebrità del mercato francese.
Per portare a termine questa bizzarra missione i due si recano in Giappone. È qui, tempio del marketing mondiale, che il piccolo bozzetto, senza nome e dai contorni confusi, è chiamato a confrontarsi con i suoi “colleghi”: ammaliato da ogni tipo di gadget e prodotto commerciale, il piccolo disegno tenta disperatamente di lasciarsi ispirare da Pokemon, pupazzetti e altre sorte di diavolerie grafiche nel tentativo di perfezionarsi e diventare anch’egli un’icona del mercato, in grado di accattivare con la sua forma il pubblico e di fidelizzare i suoi clienti a vita.

Nicolas de Crécy. Diario di un fantasma (Eris Edizioni, 2017)
Nicolas de Crécy. Diario di un fantasma (Eris Edizioni, 2017)

UNA RIFLESSIONE SUL PROCESSO CREATIVO

La prima parte del libro racconta dunque le tappe di questa bizzarra avventura giapponese, in cui il protagonista, una massa informe e di volta in volta mutevole, cammina per le strade di Tokyo alla ricerca della grafica più adatta al suo scopo, accompagnato da un manager rozzo e senza cuore, che nel piccolo bozzetto ripone solo avide speranze di successo e fama.
La seconda parte è invece più introspettiva e autobiografica: a entrare nel mezzo della storia sarà infatti proprio l’autore, Nicolas de Crécy, che incontrerà il bozzetto per caso sul volo di ritorno verso la Francia. È qui che i due inizieranno un confronto, che avrà termine in una riflessione profonda sul processo creativo, sulle sue dinamiche e sulle difficoltà del lavoro di un illustratore.

IL DISEGNO, TRA FINZIONE E REALTÀ

Al centro della storia c’è dunque il disegno, il modo in cui esso prende forma, il modo in cui è chiamato a rappresentare il mondo, spesso proprio mancando alla sua dimensione più nobile e pura per adeguarsi, invece, alle regole del mercato. Ma, soprattutto, a essere indagato è il lavoro dell’artista, le sue incertezze, le sue pulsioni nascoste e le dinamiche sottili che costellano la zona d’ombra nella quale egli opera, tra finzione e realtà.

Alex Urso

Nicolas de Crécy – Diario di un fantasma
Eris Edizioni, Torino 2017
Pagg. 224, bicromia, € 18
ISBN 9788898644407
www.erisedizioni.org

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Alex Urso
Artista e curatore. Diplomato in Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Laureato in Lettere Moderne presso le Università di Macerata e Bologna. Attualmente vive a Varsavia. I suoi interessi in ambito critico e curatoriale sono prevalentemente rivolti all'investigazione e alla concezione di punti di incontro tra artisti e istituzioni italiane e polacche. In questi anni Urso ha collaborato con spazi privati e pubblici, come la Galleria Nazionale di Varsavia – Zachęta e l'Istituto Italiano di Cultura di Varsavia. Nel 2017 è stato curatore della Biennale de La Biche. Dal 2014 scrive di arte per Artribune come corrispondente dalla Polonia. Dal 2013 al 2017 è stato redattore per Lobodilattice. Suoi articoli e testi critici sono apparsi su cataloghi e testate di settore nazionali e internazionali. Sempre per Artribune cura Fantagraphic, la rubrica di fumetti del sito.

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