Special Exits. Il fumetto della pioniera Joyce Farmer

Un graphic mémoir costruito nel corso di tredici anni, delicato e personale, perché tocca tematiche vicinissime alla vita della sua autrice, ma in fondo di ognuno di noi. “Special Exits” è la storia di una coppia di simpatici anziani che si apprestano a finire la loro esistenza. Un lavoro del 2010, pluripremiato, e che – finalmente – vede la sua traduzione italiana.

Intenso, dolcissimo e brutale: un po’ come sa esserlo la vita, nelle sue infinite accezioni. Special Exits è un caso unico nella scena del fumetto contemporaneo, firmato da un’autrice altrettanto singolare, storica per una fetta di affezionati al genere, ma che – nonostante la portata – suonerà nuova a gran parte dei lettori italiani. Stiamo parlando di Joyce Farmer (Los Angeles, 1938), pioniera del fumetto underground americano, attivissima oltreoceano per decenni con le sue irriverenti vignette di stampo femminista.
Scritto nel 2010 – ma solo oggi vede una traduzione italiana grazie al lavoro dell’ottima Eris Edizioni – Special Exits è il suo primo romanzo grafico, ed è un’opera che nomi illustri del fumetto contemporaneo (su tutti Robert Crumb) non hanno esitato a inserire fin da subito nell’olimpo di questo genere letterario, al fianco di mostri sacri come Maus e Fun Home.

UN’OPERA AUTOBIOGRAFICA

Il motivo dell’entusiasmo suscitato – a ragione – dal libro, è tutto nella sua capacità di rimanere fedele al reale, mettendo in scena un romanzo che devia da ogni volontà di intrattenimento per restare piuttosto ancorato alla vita.  Special Exits è infatti un’opera autobiografica, che tocca argomenti solitamente estranei al fumetto, o quantomeno mai affrontati prima in maniera così diretta e onesta: la vecchiaia, la malattia, la morte e, più in generale, il rapporto tra una figlia e i suoi genitori nei momenti conclusivi della loro vita.
Protagonisti del libro sono il padre e la madre dell’autrice, Lars e Rachel, due coniugi che affrontano la parte finale della propria esistenza. Il romanzo copre gli ultimi quattro anni spesi insieme dall’anziana coppia, colpita da un progressivo declino fisico, nella sua casa a South Los Angeles.
Gli acciacchi che diventano sempre più frequenti, la debolezza fisica e mentale che avanza rapidissima e prepotente, fino alla totale perdita di autosufficienza; tutto questo viene narrato da Joyce Farmer la quale, figlia unica, diviene la sola ad assistere e ad accompagnare i genitori in questo percorso terminale, riportando tra le pagine in bianco e nero del libro un mondo costellato di piccoli gesti, lacrime, umiliazioni e profonda compassione.

Joyce Farmer, Special Exits (Eris Edizioni, Torino 2016)

Joyce Farmer, Special Exits (Eris Edizioni, Torino 2016)

IL PESO DEI DETTAGLI

Nonostante il carattere decisamente commovente, la narrazione è affrontata senza alcuna autocommiserazione né sentimentalismo, ma attraverso l’occhio consapevole di chi vede la vita dei propri cari concludersi, ne prende atto e, con grosse dosi di coraggio, affronta con serenità e disillusione il peggio.
Lo stile è secco, così come il tratto dell’autrice, con disegni in bianco e nero ricchi di tratteggi, in piena aderenza alla tradizione underground. Grande attenzione è invece riservata ai dettagli, tanto nella narrazione quanto nella presentazione grafica: piccoli gesti, espressioni, frammenti di una routine quotidiana in cui ogni secondo diventa massiccio e, pertanto, ha necessità di essere assaporato nella sua interezza.

Joyce Farmer – Special Exits
Eris Edizioni, Torino 2016
Pagg. 208, bianco e nero, € 17
ISBN 9788898644315
www.erisedizioni.org

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Alex Urso

Alex Urso

Artista e curatore. Diplomato in Pittura (Accademia di Belle Arti di Brera). Laureato in Lettere Moderne (Università di Macerata, Università di Bologna). Corsi di perfezionamento in Arts and Heritage Management (Università Bocconi) e Arts and Culture Strategy (Università della Pennsylvania).…

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