Il fumettista scampato all’attacco di Charlie Hebdo ha scritto un nuovo libro. E parla d’arte

Il nuovo graphic novel del fumettista francese Luz ripercorre il Novecento esplorandone i lati più complessi e delicati. Tra censura e dinamiche di potere, l’opera invita il lettore a riflettere sul ruolo fondamentale dell’arte come testimonianza civile

Parte da un’idea decisamente singolare il nuovo fumetto di Luz, il disegnatore francese sopravvissuto all’attentato alla redazione di Charlie Hebdo nel 2015: raccontare gli orrori della storia attraverso lo sguardo immobile di un dipinto, passato di mano in mano nella Germania del Novecento e divenuto testimone silenzioso di un’epoca travagliata.
Ma facciamo un passo indietro, e soffermiamoci sull’autore prima di addentrarci nel volume. Il 7 gennaio 2015, giorno del suo quarantatreesimo compleanno, il fumettista (noto per le sue controverse e provocatorie vignette e caricature su temi politici e religiosi) arrivò in ritardo alla riunione di redazione del settimanale satirico per cui lavorava da anni; un ritardo casuale che gli permise di sfuggire al massacro in cui persero la vita Charb, Wolinski, Tignous e altri membri della storica rivista.
Dopo l’attentato, Luz decise di allontanarsi dal giornale e di intraprendere un percorso artistico più personale, dando vita negli anni successivi a una serie di opere accolte con favore dalla critica. Tra queste spiccano Catarsi, intenso racconto della sua vita privata e professionale dopo la tragedia, e Indélébiles, vincitore del Prix France Info. Due ragazze nude, la sua opera più recente, arriva ora sugli scaffali italiani grazie all’edizione pubblicata da Coconino Press.

Luz, Due ragazze nude, Coconino Press, 2026
Luz, Due ragazze nude, Coconino Press, 2026

Il fumetto “Due ragazze nude” di Luz

La prospettiva da cui si sviluppa il racconto, dicevamo, è decisamente insolita. Protagonista del volume (già vincitore lo scorso anno del prestigioso Fauve d’Or al Festival di Angoulême) è infatti l’omonimo dipinto realizzato nel 1919 dal pittore tedesco Otto Müller. Nato in un bosco nei pressi di Berlino, mentre l’artista lavorava insieme alla sua musa Maschka, il quadro intraprende successivamente un lungo viaggio attraverso proprietari, epoche e contesti storici differenti, trasformandosi in uno spettatore silenzioso delle tragedie e delle contraddizioni del tempo in cui venne concepito. Dalla fragile stagione culturale della Repubblica di Weimar fino alle persecuzioni naziste e ai roghi della cosiddetta “arte degenerata”, il fumetto tocca alcune delle tappe più crude della nostra storia recente. Ciò che è singolare è però, appunto, lo stratagemma narrativo attraverso cui si dipana la storia.

Il nazismo “visto” dalla prospettiva di un quadro

Nonostante il rapido susseguirsi degli eventi e la portata spesso drammatica delle vicende che travolgono le vite dei personaggi, l’autore sceglie di mantenere uno sguardo immobile. Ovvero quello dell’opera stessa: un oggetto statico che “osserva” ciò che gli scorre davanti, impotente. Ora posizionato su un cavalletto, ora appoggiato a terra o appeso a parete, il dipinto di Otto Müller “registra” il passaggio della storia di fronte a esso, rendendo a suo volta il lettore uno spettatore passivo, costretto a osservare quelle porzioni limitate di realtà, senza poter modificare il corso degli avvenimenti.
Volevo proporre ai lettori un’esperienza unica: essere i protagonisti di un’opera d’arte che sopravvive a un secolo di tribolazioni, facendogli attraversare il tempo come testimoni silenziosi”, ha dichiarato Luz. “È strano ma, nonostante il soggetto opprimente, credo che sia il mio libro più fluido e arioso”. E forse ha ragione, perché il ritmo incalzante e la palette cromatica garantiscono una lettura rapida, scandita da ampi salti storici sui quali ci si sofferma quanto basta, senza correre il rischio di cadere nella retorica o nella pedanteria storiografica.

Luz, Due ragazze nude, Coconino Press, 2026
Luz, Due ragazze nude, Coconino Press, 2026

Il fumetto di Luz tra ideologia e memoria

Sul piano estetico, il disegno di Luz arricchisce ogni tavola di dettagli e soluzioni compositive che dialogano apertamente con la tradizione pittorica europea, richiamando le opere dei grandi maestri del passato, a partire dallo stesso Müller. Il segno è ruvido, veloce ma sempre controllato, rendendo il volume un interessante ibrido tra diario storico e taccuino d’artista.
Il risultato è un’opera assai ambiziosa, potente nella sua componente tecnica e concettuale; una riflessione sull’arte e sulle sue tensioni di fronte allo spettro delle ideologie; un invito al lettore a interrogarsi sulle diverse forme di controllo e di censura a cui la cultura è soggetta, quando si trova al cospetto della politica. Ieri come oggi.

Alex Urso

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Alex Urso

Alex Urso

Artista e curatore. Diplomato in Pittura (Accademia di Belle Arti di Brera). Laureato in Lettere Moderne (Università di Macerata, Università di Bologna). Corsi di perfezionamento in Arts and Heritage Management (Università Bocconi) e Arts and Culture Strategy (Università della Pennsylvania).…

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