7 nuovi libri d’arte e cultura per riflettere sul presente a fine febbraio 2026 

Sette libri, sette traiettorie che attraversano il presente con strumenti diversi: filosofia, urbanistica, fotografia, teoria anticoloniale e cartografia culturale. Accomunati non da un tema ma da un’attitudine, quella di provare a leggere le crepe del nostro tempo

Quello che li accomuna non è un tema, ma un’attitudine. Ognuno, a suo modo, prova a leggere le crepe del nostro tempo. C’è chi interroga il rapporto tra umano e macchina e scorge nel capitalismo avanzato una nuova forma di gotico; chi osserva la città come campo di forze invisibili, tra mimetismi e sculture monumentali; chi entra in uno studio bolognese per fotografare oggetti che continuano a emanare luce; chi trasforma il circo in pratica politica e la cura in atto di resistenza; chi ricompone l’immaginario di Roma come archivio vivente di immagini e narrazioni. 

Dario Moalli 

Mark Fisher, Materialismo gotico. Vivere e morire al tempo delle macchine
Mark Fisher, Materialismo gotico. Vivere e morire al tempo delle macchine

Materialismo gotico – Mark Fisher 

C’è una domanda che attraversa Materialismo gotico come una corrente elettrica: e se le macchine fossero vive? E, ancora più inquietante, se fossimo noi a esserci progressivamente svuotati, diventando automi perfettamente funzionanti? Mark Fisher, alla fine degli Anni Novanta, intercetta con impressionante lucidità un presente che allora sembrava remoto. Il suo Materialismo gotico descrive un mondo in cui le distinzioni tra organico e inorganico, reale e virtuale, teoria e finzione si dissolvono. Il gotico non abita più castelli in rovina, ma universi ipermoderni dominati da tecnologie scintillanti eppure spettrali. L’immaginario cyberpunk, da Blade Runner a Terminator, diventa il banco di prova per un’analisi filosofica che dialoga con Deleuze e Guattari, Spinoza e Baudrillard senza mai scivolare nell’accademismo. Ne emerge una riflessione potente e anticipatrice: il capitalismo avanzato non è solo un sistema economico, ma un’atmosfera che plasma soggettività e desideri, rendendo difficile perfino immaginare un’alternativa. Libro breve ma densissimo, Materialismo gotico è il nucleo originario del pensiero di Fisher e resta una lente affilata per leggere le inquietudini del nostro presente. 

Materialismo gotico – Mark Fisher 
Einaudi, 2026 
pag. 312, € 19

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Antonello e Jacopo Boschi, Camouflage. Dalla città profonda alla città superficiale
Antonello e Jacopo Boschi, Camouflage. Dalla città profonda alla città superficiale

Camouflage. Dalla città profonda alla città superficiale – Jacopo e Antonello Boschi  

Il camouflage nasce nella natura, esplode nei conflitti armati e finisce per insinuarsi nelle pieghe della città contemporanea. In Camouflage. Dalla città profonda alla città superficiale, Jacopo e Antonello Boschi trasformano l’arte del nascondersi in una chiave di lettura dello spazio che abitiamo. 
Il libro si muove come un’esplorazione a tre livelli: biologico, bellico, urbano. Dalla mimetizzazione animale alla sparizione strategica di mezzi e architetture, il gesto tecnico del rendere invisibile si carica progressivamente di implicazioni culturali. Non si tratta più soltanto di difesa o sopravvivenza: scomparire diventa un desiderio, una postura esistenziale. La città “profonda”, fatta di sotterranei, infrastrutture e spazi occultati, dialoga con la città “superficiale”, dove ciò che sparisce è spesso sotto i nostri occhi. 
Arte, architettura, cinema, fotografia e letteratura si intrecciano in un percorso che indaga ciò che c’è ma non si vede. I Boschi non offrono un semplice saggio tematico, ma un viaggio che attraversa le stratificazioni del territorio contemporaneo, interrogando il rapporto tra visibilità e potere, presenza e assenza. Ne emerge un libro che invita a guardare meglio – e più a fondo – i luoghi che crediamo di conoscere. 

Camouflage. Dalla città profonda alla città superficiale – Jacopo Boschi, Antonello Boschi 
LetteraVentidue Edizioni, 2025 
pag. 100, € 13,50 

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Joel Meyerowitz, Morandi's objects. The complete archive of Casa Morandi
Joel Meyerowitz, Morandi’s objects. The complete archive of Casa Morandi

Morandi’s Objects. The Complete Archive of Casa Morandi – Joel Meyerowitz 

Entrare nello studio di via Fondazza 36, a Bologna, significa entrare in una costellazione silenziosa di bottiglie, vasi, scatole, conchiglie. Con Morandi’s Objects, Joel Meyerowitz compie un gesto tanto semplice quanto radicale: fotografare uno per uno tutti gli oggetti che abitavano lo spazio di Giorgio Morandi, restituendo loro un’identità autonoma. 
Nel 2015, a cinquant’anni dalla morte del pittore, Meyerowitz si immerge nella luce polverosa dello studio, maneggia gli oggetti, li ricolloca sul tavolo segnato dall’uso, lascia che le ombre si posino come un’eco del passato. Non si limita a documentare: entra in dialogo. La fotografia non copia la pittura, ma ne riattiva la tensione silenziosa. Ogni bottiglia, isolata dall’insieme, rivela una personalità in attesa; e insieme, nell’archivio completo, compone una sorta di anatomia del processo morandiano
Il volume presenta per la prima volta l’intero archivio degli oggetti di Casa Morandi, ampliato in questa nuova edizione con oltre 130 fotografie aggiuntive, un saggio di Amanda Renshaw e una bibliografia aggiornata. Ne emerge un libro che è insieme catalogo, omaggio e meditazione sulla natura dello sguardo. 

Morandi’s Objects. The Complete Archive of Casa Morandi – Joel Meyerowitz  
Damiani Books, 2026 
pag. 200, € 55

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Fulvio Irace (a cura di), Francesco Somaini. Corpo urbano. Dalla scultura alla città. Scritti polemici 1970-1982
Fulvio Irace (a cura di), Francesco Somaini. Corpo urbano. Dalla scultura alla città. Scritti polemici 1970-1982

Corpo Urbano: dalla scultura alla città. Scritti polemici (1970-1982) – Francesco Somaini 

Ci sono artisti che scolpiscono la materia. E poi ci sono artisti che vogliono scolpire la città. Corpo Urbano, gli scritti polemici di Francesco Somaini restituiscono la voce teorica di uno dei pionieri dell’arte urbana europea, nel momento in cui la scultura decide di uscire dal piedistallo e affrontare il caos metropolitano. 
Tra il 1970 e il 1982 Somaini attraversa un passaggio cruciale: l’esperienza americana – dalle mostre newyorkesi ai progetti monumentali per Atlanta, Baltimora e Rochester – lo mette di fronte alla scala vertiginosa della città moderna. Le sue letture di sociologia e urbanistica, fitte di annotazioni ai margini, alimentano una riflessione sempre più radicale contro l’astrazione fredda dell’International Style e contro le utopie megastrutturali che sacrificano il territorio sull’altare dell’industrializzazione. 
La scultura, per Somaini, deve farsi critica sociale. Non decorazione, ma atto politico capace di ri-sacralizzare lo spazio pubblico. Nei suoi manifesti, nelle lezioni, nei disegni visionari e soprattutto nei fotomontaggi – vero laboratorio progettuale – la forma plastica diventa strumento per incidere nel tessuto urbano, per restituire densità simbolica a una città svuotata. 
Attraverso testi, appunti e schizzi anche inediti, il volume curato da Fulvio Irace ricompone il profilo di un artista che ha pensato la scultura come organismo urbano, come “corpo” in dialogo e in conflitto con l’architettura. Un libro che non è solo antologia teorica, ma documento di un’epoca in cui l’arte si assumeva il rischio di intervenire, davvero, sul destino delle città. 

Francesco Somaini. Corpo Urbano: dalla scultura alla città. Scritti polemici (1970-1982) a cura di Fulvio Irace
Johan & Levi Editore, 2026 
pag. 172, € 23

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Raffaele De RItis, Destrezza e libertà. Circo e resistenza tra memoria e presente
Raffaele De RItis, Destrezza e libertà. Circo e resistenza tra memoria e presente

Destrezza e libertà. Circo e resistenza tra memoria e presente – Raffaele De Ritis 

Il circo come forma di resistenza. Non slogan, ma pratica concreta. Destrezza e libertà, prima uscita dei “Quaderni dell’Accademia Cirko Vertigo”, assume una posizione netta: il circo non è solo intrattenimento o linguaggio spettacolare, è uno spazio politico implicito, una comunità mobile che ha attraversato il Novecento sopravvivendo a ideologie, dittature e marginalizzazioni. 
Curato da Raffaele De Ritis, con prefazione di Daniele Jalla, il volume intreccia saggi e testimonianze per restituire al circo la sua natura di “patria invisibile”: territorio senza confini, fondato sulla trasmissione dei saperi, sull’equilibrio tra corpi e sulla fiducia reciproca. Non opposizione frontale al potere, ma resistenza per adattamento. La destrezza diventa così categoria etica prima ancora che tecnica: capacità di restare in piedi quando il terreno cede. In questo quadro, il circo emerge come rifugio per identità non conformi, laboratorio di inclusione e modello fragile ma radicale di convivenza. Temi come precarietà, mobilità e sostenibilità dei corpi non sono trattati in astratto: sono inscritti nella pratica quotidiana di chi vive sospeso tra rischio e disciplina.
Il libro inaugura la collana dell’Accademia Cirko Vertigo, unico corso di laurea triennale in Italia per Artista di Circo Contemporaneo, riconosciuto a livello internazionale. Non un semplice volume celebrativo, ma un atto programmatico: affermare il circo come disciplina artistica e patrimonio immateriale vivo, capace di assumere oggi una responsabilità civile piena. In un tempo che tende alla rigidità, la destrezza diventa una forma di libertà. 

Destrezza e libertà. Circo e resistenza tra memoria e presente a cura di Raffaele De Ritis 
Edizioni SEB27, 2026 
pag. 120, € 16

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Tithi Bhattacharya, Susan Ferguson, Morire e vivere in Palestina- Cura e riproduzione sociale contro il genocidio
Tithi Bhattacharya, Susan Ferguson, Morire e vivere in Palestina – Cura e riproduzione sociale contro il genocidio

Morire e vivere in Palestina. Cura e riproduzione sociale contro il genocidio – Susan Ferguson, Tithi Bhattacharya 

Questo libro non chiede soltanto di essere letto: chiede di essere attraversato con lucidità. In Morire e vivere in Palestina, Susan Ferguson e Tithi Bhattacharya propongono una chiave di lettura netta e radicale della distruzione in atto a Gaza e nei Territori occupati: non solo guerra, non solo violenza militare, ma un processo che definiscono “riprodutticidio sociale”. 
La lente è quella della teoria della riproduzione sociale, un approccio femminista che guarda alla vita quotidiana – cura, educazione, accesso all’acqua, alla casa, al cibo – come infrastruttura fondamentale della società. Colpire scuole, ospedali, reti idriche e terre coltivabili significa colpire la capacità stessa di una comunità di continuare a esistere. In questo quadro, la distruzione non è episodica ma sistemica: un logoramento che incide soprattutto su donne e bambini, su chi sostiene materialmente e simbolicamente la continuità della vita. 
Il libro mette a fuoco una tensione strutturale: il capitalismo ha bisogno di riprodurre forza lavoro, ma il colonialismo d’insediamento mira a cancellare la presenza indigena. È in questa frizione che le autrici leggono la Palestina contemporanea. E tuttavia, accanto all’analisi, emerge un altro movimento: la persistenza della vita. Attraverso reti di solidarietà, pratiche di cura reciproca e forme di sussistenza comunitaria, prende forma il Sumud, lo “stare fermi” palestinese, inteso non come immobilità ma come ostinazione a esistere. 
Morire e vivere in Palestina è un saggio politico e teorico che non separa mai l’astrazione dall’esperienza concreta. La vita, qui, non è un concetto: è un atto quotidiano di resistenza. E la cura, lungi dall’essere un gesto privato, diventa terreno di conflitto e possibilità. 

Morire e vivere in Palestina. Cura e riproduzione sociale contro il genocidio – Susan Ferguson, Tithi Bhattacharya 
Edizioni Alegre, 2026 
pag. 240, € 18

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Fabrizio Toppetti e Vincenzo Moschetti, Mirabilia. Itinerari nell’immaginario di Roma e dintorni
Fabrizio Toppetti e Vincenzo Moschetti, Mirabilia. Itinerari nell’immaginario di Roma e dintorni

Mirabilia. Itinerari nell’immaginario di Roma e dintorni – Fabrizio Toppetti e Vincenzo Moschetti 

Roma non è soltanto una città. È un dispositivo immaginativo che da secoli produce mappe, vedute, racconti, proiezioni. Mirabilia prova a fare qualcosa di ambizioso: restituire, per la prima volta in forma sintetica, la stratificazione di questo immaginario attraverso cartografie, iconografie e testi che vanno dalle origini fino a oggi.  
Il volume, curato da Fabrizio Toppetti e Vincenzo Moschetti, è insieme guida e atlante critico. La struttura si articola in cinque grandi periodi, con un perno simbolico nel 1670, data convenzionale di nascita del Grand Tour: momento in cui Roma diventa tappa obbligata della formazione europea e si consolida come capitale dello sguardo. Da lì in avanti, l’immagine della città si moltiplica, si teatralizza, si mitizza. 
Il libro orchestra un dialogo serrato tra testi e immagini, accostando materiali eterogenei secondo una logica di associazioni, contrasti, rimandi. Non è una semplice raccolta documentaria: è una narrazione per montaggio, dove le vedute antiche dialogano con la cronaca contemporanea e i saggi teorici aprono a una riflessione multidisciplinare. 
Ne emerge una Roma plurale, fatta di sedimentazioni ma anche di tensioni. Una città che non coincide mai con sé stessa, e che proprio attraverso le sue rappresentazioni rivela possibilità future. Mirabilia non si limita a celebrare l’eredità monumentale: propone uno sguardo critico che intreccia memoria e sostenibilità, invitando a ripensare il turismo e il rapporto con la città eterna come pratica consapevole, non consumo distratto. 

Mirabilia. Itinerari nell’immaginario di Roma e dintorni a cura di Fabrizio Toppetti e Vincenzo Moschetti 
Quodlibet, 2026 
pag. 976, € 28

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Dario Moalli

Dario Moalli

Dario Moalli (Vigevano 1991) studia Storia e critica dell’arte all’università di Milano, nel 2013 si è laureato in Scienze dei Beni culturali, e da qualche anno vive stabilmente a Milano, dove vaga in libertà. Condivide l’interesse per l’arte con quello…

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