Il 15 marzo del 2026 Artribune soffia sulle sue prime 15 candeline: le pubblicazioni iniziarono proprio il 15 marzo del 2011. La partenza fu a razzo, anche grazie all’entusiasmo di uno straordinario gruppo di professioniste e professionisti, poi seguirono anni difficili come è sempre difficile e impegnativo far germogliare un progetto neonato.
Siamo stati bravi e fortunati, e quindi ben presto il giornale aveva conquistato, sebbene con fatica, la sua sostenibilità economica da una parte e la sua autorevolezza giornalistica dall’altra. Tutti questi aspetti negli anni si sono consolidati sempre di più e ci hanno permesso di allargare il bacino delle nostre attività. Vediamole.
Tutto quello che Artribune ha fatto in questi 15 anni
Il sito ha migliorato sempre le sue prestazioni mantenendosi attuale grazie ad accorti e continui interventi di manutenzione. Partito come un portale per l’arte è ben presto diventato una piattaforma di approfondimento, informazione e dibattito su mille temi culturali: architettura, archeologia, artigianato, cinema, design, musica, fumetto, teatro, politica… I social sono stati gestiti con una grande attenzione avendo cura di non concentrarsi solo su Instagram o Facebook, ma lavorando anche su TikTok, Twitch, LinkedIn con palinsesti pensati ad hoc e seguitando ad aggiornare ogni ora i nostri profili su X e Threads. Non ci siamo fatti mancare i sistemi di messaggistica istantanea con una seguita presenza su Telegram e WhatsApp. Oggi questo ecosistema di profili social è per numero di follower e per coinvolgimento degli stessi qualcosa di ineguagliabile nel settore delle cultura. In questi 15 anni poi non abbiamo mai smesso di pubblicare il nostro magazine cartaceo, ogni due mesi, aggiungendo una serie di numeri speciali e di collane dedicate, come quella sulla moda e sul design. Negli ultimi tempi, dopo la pandemia, la solidità economica dell’azienda è ulteriormente migliorata permettendoci di investire su ulteriori progetti e prodotti editoriali per arrivare ad ancor più lettori e utenti: sono nate così le nostre newsletter verticali sul mercato dell’arte, sulla rigenerazione urbana, sulla moda e sul turismo culturale. E da pochissimo è spuntata anche Art Radar, una mappa cartacea delle mostre in corso che sta cambiando il modo di fruire gli eventi d’arte a Milano, Roma, Bologna e Torino. Abbiamo poi percorso delle strade extra-editoriali misurandoci nel campo dell’arte pubblica come consulenti e curatori soprattutto a beneficio dei grandi gruppi di sviluppo immobiliare (Artribune Produzioni); nel campo della formazioni (Artribune University) e nel campo dell’organizzazione di viaggi (Artribune Travel): queste ultime sono tutte attività nuove ma già partite e in fase di consolidamento. Ultimo ma non ultimo, il nostro rapporto con Sky Italia che ci vede partner di Sky Arte dal primo giorno della sua fondazione: la redazione del sito dell’emittente culturale più importante d’Italia siamo noi, da sempre.
Tutto quello che Artribune farà nei prossimi 15 anni
Fin qui, molto in sintesi, quanto abbiamo fatto in questi 15 anni, ma cosa vogliamo fare nei prossimi 15? Eccoci dunque ad anticiparvi tutti i nostri segreti industriali, tutti i progetti in fase di ideazione, di analisi, di studio, di dibattito interno. Ce ne sono alcuni pronti a partire in questo 2026 e altri che necessiteranno di tempi maggiori e di risorse ancora da trovare. Però su tutti questi progetti (elencati qui di seguito e che ci sembra generoso anticipare a lettrici e lettori in occasione di questo compleanno: soprattutto per chiedere il loro parere) stiamo lavorando: testimoniano il modo con cui interpretiamo questo quindicennio ovvero come un punto di partenza più che di arrivo.
UNA CASA EDITRICE PER FARE LIBRI
Proprio così: vogliamo iniziare anche noi a fare libri. Abbiamo tanti contenuti, tante firme di talento, tante idee e la convinzione della immortale centralità del libro di carta. E siamo convinti che il nostro ecosistema (tra web, carta, mail, social) abbia grandi potenzialità nel comunicare e promuovere al giusto target le uscite librarie che proporremo. I lavori per far partire Artribune Books sono in fase avanzata.
EVENTI E FESTIVAL
Ci stiamo dicendo sempre di più di quanto siamo rimasti colpevolmente fermi sugli eventi. Ormai le case editrici più complete ed evolute e quelle che stimiamo e apprezziamo maggiormente si misurano sempre di più su questo fronte: dobbiamo farlo anche noi. Cosa stiamo progettando? Due festival: il primo festival del mercato dell’arte e il primo festival sul turismo culturale.
UNA NUOVA RIVISTA
La nostra rivista Artribune Magazine continua a darci straordinarie soddisfazioni. Dopo gli anni d’oro della freepress culturale, è praticamente rimasta l’unica a resistere, e ogni due mesi ci sorprendiamo della qualità che riusciamo a mettere in questo prodotto e ci rallegriamo che sponsor e inserzionisti continuino a sostenerla così continuativamente. Ecco perché vogliamo provare a fare un’altra cosa sul fronte dell’editoria periodica culturale: una rivista diversa che si affianchi e che sia complementare a quella che già facciamo, con carta di qualità, con una distribuzione mirata nei luoghi (sempre più diffusi) dedicati ai magazine indipendenti e alle riviste di qualità. E con ambizioni di essere ben diffusa all’estero. L’argomento? Sarà l’artigianato. Un magazine internazionale con testi chiari e approfonditi e foto straordinarie e inedite che racconterà storie di artigiani storici, di giovani maker, di distretti, di materiali antichi e tecnologici. Uscirà probabilmente due volte l’anno, pronta per il tavolino basso di fronte al vostro divano.
NUOVE NEWSLETTER A TEMA
Abbiamo vissuto 12 anni avendo ‘solo’ una newsletter, quella che si chiama “Lettera”, che probabilmente conoscete e che esce ogni mattina. Poi abbiamo provato timidamente con la prima newsletter periodica, Incanti, dedicata al mercato dell’arte. Il successo è stato così inatteso e dilagante che abbiamo dal 2023 in poi lanciato altre tre newsletter: Render, sulla rigenerazione urbana a base culturale, Tailor, sui rapporti tra moda e cultura, e infine Pax, sul turismo culturale. Questo network sta funzionando così bene che vogliamo arricchirlo ancora: già sono in cantiere una newsletter sui festival culturali (in Italia ce ne sono tantissimi al punto che siamo un caso mondiale, ma non c’è un luogo che faccia ordine: produrremo una mail a cui iscriversi per avere la certezza di non perdersi nulla) e una sul mondo della didattica museale a livello italiano e internazionale.
ESPANSIONE INTERNAZIONALE
Continuiamo infine a immaginare un’espansione internazionale di questa piattaforma o per lo meno di alcune sue parti. Vogliamo farlo però in maniera peculiare e con un angolo specifico. Cercheremo di trasferire il nostro modello – individuando volta per volta dei partner locali – non come si è spesso fatto in contesti maturi e già saturi di editoria di qualità (Londra, New York…), bensì in aree dove c’è una vivace vita culturale ma dove il mercato editoriale non è ancora troppo affollato: dopo l’esperimento di Artribune Israel, abbiamo ragionato con la Polonia, l’Albania, il Portogallo e la Turchia. E speriamo che nascerà prestissimo un Artribune fuori dall’Italia.
Verificheremo tra 15 anni cosa siamo davvero riusciti a fare. Per il momento auguri ad Artribune.
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