La casa di Meret Oppenheim nelle fotografie di Susanna Pozzoli

Il libro pubblicato da Manfredi Edizioni riunisce gli scatti che Susanna Pozzoli ha realizzato nella casa di famiglia dell’artista Meret Oppenheim, in Canton Ticino

Susanna Pozzoli. Un'estate con Meret Oppenheim (Manfredi Edizioni, Imola 2021)
Susanna Pozzoli. Un'estate con Meret Oppenheim (Manfredi Edizioni, Imola 2021)

Il volume di Susanna Pozzoli (Chiavenna, 1978), Un’estate con Meret Oppenheim, è il primo di una serie dedicata ad artisti “giovani”, ancora da scoprire, da Manfredi Edizioni con la Fondazione VAF. È un’immersione garbata ma totale nella casa di Carona, in Canton Ticino, dove Meret Oppenheim, una delle più significative artiste del XX secolo, nata in Germania nel 1913, ha vissuto molti anni della sua vita. In quella casa, che dal 1917, è appartenuta ai Wenger, suoi nonni materni, Meret passa le proprie vacanze. Il lavoro di Susanna Pozzoli, che da anni vive a Parigi, ha un sapore intimo, ma non certo intimista. Le sue sono perlopiù immagini di dettagli, di tracce che emergono in quella casa ancora vissuta da una piccola parte della famiglia Wenger. I tagli sono arditi ma necessari. In quella casa, chiamata Costanza, nacque anche l’amore fra la zia Ruth ed Herman Hesse, solo per raccontarne una. Sono rimandi a un mondo straordinario, aperto, intelligente.

Susanna Pozzoli. Un'estate con Meret Oppenheim (Manfredi Edizioni, Imola 2021)
Susanna Pozzoli. Un’estate con Meret Oppenheim (Manfredi Edizioni, Imola 2021)

SUSANNA POZZOLI E MERET OPPENHEIM

Nel corso degli anni in quella casa hanno vissuto i genitori di Oppenheim. Alla loro scomparsa, nel 1967, l’artista opera, con l’aiuto di Aurelio Galfetti, l’architetto ticinese appena scomparso, una trasformazione totale degli ambienti, rendendo la casa di famiglia una Gesamtkunstwerk, un’opera d’arte totale, la sua, tuttavia vivibile, in cui si sviluppano degli itinerari dello spirito.
È una sorta di grande gioco, di cui il libro ci offre una delicata testimonianza attraverso le immagini di Pozzoli, ma anche attraverso le molte annotazioni dei suoi familiari, dell’architetto e di altri ancora fra i quali Bice Curiger e Barbara Stehle.

Susanna Pozzoli. Un'estate con Meret Oppenheim (Manfredi Edizioni, Imola 2021) _copertina
Susanna Pozzoli. Un’estate con Meret Oppenheim (Manfredi Edizioni, Imola 2021) _copertina

LA CASA DI MERET OPPENHEIM

La nipote Lisa, che passa molto del suo tempo in quella casa, scrive: “Casa Costanza è animata di piccoli personaggi che ci fanno sorridere e rispecchia Meret che è sempre stata curiosa, aperta, ironica, fino alla fine della sua vita. Passiamo distrattamente ed ecco una Vanitas che ci fa l’occhiolino: un topo ritrovato mummificato dalla mamma durante i lavori di restauro che Meret ha trasformato in un personaggio che si osserva estasiato o sorpreso in uno specchio all’interno di una teca di cristallo”. Le foto di Susanna Pozzoli, che percorrono il libro, non sono certo un reportage di quegli ambienti, ma riescono perfettamente a condurre chi le osserva nell’atmosfera di un luogo che ancora vive, che è testimonianza unica di un momento tra i più straordinari della cultura europea del XX secolo.

– Angela Madesani

Susanna Pozzoli ‒ Un’estate con Meret Oppenheim
Manfredi Edizioni, Imola 2021
Pagg. 212, € 25
ISBN 9791280049131
https://www.manfrediedizioni.com

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AutoriSusanna Pozzoli, Meret Oppenheim
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Angela Madesani
Storica dell’arte e curatrice indipendente, è autrice, fra le altre cose, del volume “Le icone fluttuanti. Storia del cinema d’artista e della videoarte in Italia”, di “Storia della fotografia” per i tipi di Bruno Mondadori e di “Le intelligenze dell’arte” (Nomos edizioni). Ha curato numerose mostre presso istituzioni pubbliche e private italiane e straniere. È autrice di numerosi volumi di prestigiosi autori fra i quali: Gabriele Basilico, Giuseppe Cavalli, Franco Vaccari, Vincenzo Castella, Francesco Jodice, Elisabeth Scherffig, Anne e Patrick Poirier, Luigi Ghirri. Ha recentemente curato un volume sugli scritti d’arte di Giuseppe Ungaretti. Insegna all’Accademia di Brera e all’Istituto Europeo del Design di Milano.