Il Graffiti Writing in Italia raccontato nel libro di Alessandro Mininno

320 pagine di Writing. Di nomi, spray, strade e lettere. Con le fotografie e le parole dei protagonisti. Una manciata di ragazzi che ha cambiato per sempre il volto delle nostre città. A dieci anni dall’uscita, il libro di Alessandro Mininno torna con una nuova edizione

The Mls, 2020
The Mls, 2020

Il Writing esiste in Italia da quarant’anni, ma ancora molte persone confondono le Tag con le scritte politiche, coi graffiti della Val Camonica e con la Street Art. Il libro è una fotografia del fenomeno, scattata da un punto di vista interno, da parte di chi ha vissuto alcuni aspetti del Writing e li racconta con coscienza”. Sono queste le parole scelte da Alessandro Mininno per descrivere Graffiti Writing in Italy 1989-2021, nuova edizione di un testo che, a oltre dieci anni dalla pubblicazione, è diventato oggetto di culto, con una primissima edizione che si vende a caro prezzo sui principali canali di distribuzione online.
Un testo pensato in origine per raccontare una sottocultura criptica a un pubblico generalista: spiegare i graffiti alle casalinghe (o ai casalinghi). Un utile supporto per chi vuole studiare il fenomeno e soprattutto per un pubblico internazionale. Così come numerosi collezionisti, appassionati del movimento, che conservano tutti i materiali esistenti in merito al fenomeno.

Peeta, Venezia Lido, 2012
Peeta, Venezia Lido, 2012

CHI È ALESSANDRO MININNO

Alessandro Mininno ha lavorato per anni nella consulenza per istituzioni culturali, occupandosi di modelli di business e di gestione dei diritti della proprietà intellettuale.
Dal 2003 ha curato diverse mostre sul Writing e su artisti che, in vario modo, hanno fatto parte del movimento in Italia. Le prime di queste con artisti internazionali quali D*Face e Alexone, oggi inseriti a pieno titolo nel mondo dell’arte. Poi, con Marco Klefisch, ha curato MI NAME IS, l’esposizione sulla storia del Writing a Milano in Triennale Bovisa: la storia milanese del fenomeno raccontata attraverso una visione storicizzante. Infine, negli ultimi anni ha collaborato con le istituzioni più disparate, private e pubbliche, su progetti collegati al Writing. I suoi testi sull’argomento appaiono in diverse pubblicazioni, sia generiche che specifiche su singoli argomenti.

MOD Cento Zuek, 2005
MOD Cento Zuek, 2005

IL WRITING IN ITALIA SECONDO MININNO

Graffiti Writing in Italy 1989-2021 è il frutto di un elaborato lavoro di ricerca che ha saputo raccogliere le principali personalità del movimento. “Il Writing assume forme diverse in base alle inclinazioni dei singoli Writer. Chi dipinge per vandalismo e per quei dieci minuti di azione nel tunnel del metrò, e chi, al contrario, più vicino a un sentimento artistico, preferisce ridefinire le lettere per giorni e giorni su un muro legale concesso dal proprietario. Talvolta (in realtà spesso) queste due anime convivono in un’unica persona”, afferma Mininno.
Un dualismo interno quello dell’artista urbano, capace di scindere il proprio individualismo in più componenti, per regalare sé stesso e la sua pratica al pubblico urbano. E in tale dualismo si scindono anche gli obiettivi: chi fa a gara per la fama e chi, invece, preferisce porre l’accento sulla qualità delle proprie creazioni.

Snitch, Milano, 2020
Snitch, Milano, 2020

ARTE SUI TRENI IN ITALIA

L’Italia, in questo senso, non ha mai ceduto alla concorrenza internazionale e, anzi, ha fatto della fervida scena dei Trainbomber il proprio cavallo di battaglia (motivo per il quale nel libro compaiono così tanti treni). Un’attività repressiva più debole rispetto ad altri Paesi, con una rete ferroviaria di oltre ventiseimila e cinquecento chilometri, innumerevoli depositi e dozzine di linee locali che hanno reso la penisola il paradiso dei graffiti.
Ogni tentativo di cancellare queste scritte è stato, e sarà sempre, peregrino. Forse, sarebbe opportuno iniziare a leggerle”. Un invito, quello che chiude il settimo capitolo, che risuona come un mantra per educare il lettore a una nuova visione.
Imparare a leggere i graffiti nella loro multispecificità (Tag sui treni compresi) significa relazionarsi con l’ambientazione architettonico-urbana circostante, imparare a leggere la città come se fosse un libro, attraverso il riconoscimento degli stili dei Writer, comprendendone le intenzioni e i movimenti. Il Writing diviene così la chiave di lettura per il contesto urbano, che a sua volta consente di comprendere il Writing.

Zeus, Napoli, 2020
Zeus, Napoli, 2020

LE CARATTERISTICHE DEL WRITING

Partendo come un movimento illegale (e lo resterà per sempre) è capace di generare, autorealizzandosi, energie positive. Dalle agguerrite schiere dei Writer sono emersi innumerevoli personaggi illustri, quali art director, calligrafi, artisti, grafici e scenografi. Una massa intraprendente di personaggi comuni, che hanno avuto la fortuna di comprendere come violare le regole possa talvolta essere un vantaggio.
Nonostante la pubblicazione del testo, Alessandro lo dice chiaramente: Il Writing non può essere arrestato, né congelato in una galleria, un museo o un libro. Il Writing è fuori, per strada, nelle stazioni dei treni e della metropolitana, un fermento che continua senza sosta a modellare il paesaggio urbano.
Graffiti Writing in Italy 1989-2021 è disponibile online sulla piattaforma di b-r-u-n-o.it.
Sarà presentato a Milano, da Base, alla rassegna The Art Chapter, il 20 novembre. In questa occasione Mininno parlerà di Writing e arte contemporanea con Davide Giannella (curatore) e Guido Guerzoni (storico). Un’altra presentazione avverrà nella cornice della Triennale il prossimo 4 dicembre.

‒ Nicola Bacchetti

Alessandro Mininno ‒ Graffiti Writing in Italy 1989-2021
bruno, Venezia 2021
Pagg. 320, € 25
ISBN 9788899058579
www.b-r-u-n-o.it

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Nicola Bacchetti
Nicola Bacchetti (Gavardo, 1996) ha studiato presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna, dove nel 2019 ha conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione e Semiotica. Successivamente si è iscritto al biennio specialistico in Arti Visive e Studi Curatoriali alla NABA di Milano. Residente tra Milano e le terre dell’alto mantovano, ama vivere il binomio dettato dal dinamismo cittadino e l’armonia agricola, cercando di assimilare quanto due dimensioni abitative agli antipodi possano trasmettere. Con una forte propensione alla scrittura, appassionato di letteratura e arte, si avvicina a quest’ultima da bambino, affascinato dai dipinti del bisnonno Ermanno Gagliardo, sceneggiatore e pittore della Palermo anni ’50 e storico direttore della galleria d’arte Flaccovio.