Vibo Valentia è la Capitale Italiana del Libro 2021

La città calabrese si è aggiudicata la seconda edizione del titolo istituito lo scorso anno dal Ministero della Cultura, tra una rosa di finaliste formata anche da Ariano Irpino, Caltanissetta, Campobasso, Cesena e Pontremoli

Vibo Valentia
Vibo Valentia

Vibo Valentia è la Capitale Italiana del Libro 2021. La città è stata insignita del titolo nel corso della conferenza stampa che ha visto la partecipazione del Ministro della Cultura Dario Franceschini e di Romano Montroni, presidente della giuria che ha decretato la città vincitrice tra altre cinque finaliste: Ariano Irpino, Caltanissetta, Campobasso, Cesena, Pontremoli. “La città prescelta”, secondo la giuria, “si è distinta per la qualità delle iniziative presentate, esposte con una chiarezza in cui si fondono rigore ed entusiasmo: ‘l’idea di base’, era scritto nell’introduzione al progetto che ha vinto, ‘è di far entrare prepotentemente il libro nella vita delle persone”. Nel 2020 il titolo della prima edizione è stato conferito dal CdM, su proposta del Ministro della Cultura, alla città di Chiari, in provincia di Brescia, uno dei paesi più colpiti dalla pandemia. “Siamo convinti che questa esperienza lascerà in queste città le tracce di un sistema organizzativo che non può finire in pochi mesi, perché si sono attivate, attraverso la risposta al bando, una serie di sinergie che continueranno nel tempo”, ha dichiarato durante la cerimonia di proclamazione Montroni, che ha inoltre sottolineato come il titolo di Capitale del Libro rivesta “una particolare importanza in Italia perché il nostro Paese è tra gli ultimi in Europa come indici di lettori”.

VIBO VALENTIA CAPITALE ITALIANA DEL LIBRO 2021

“È la prima volta che facciamo la proclamazione della Capitale italiana del libro”, ha dichiarato Franceschini. “Questa idea nasce dall’esperienza della Capitale italiana della Cultura che a sua volte nasce dall’esperienza della Capitale europea della Cultura. Abbiamo visto che questo tipo di procedure mettono in moto un meccanismo virtuoso: l’identificazione della comunità locale nella competizione, la progettazione di un disegno complessivo legato al tema, l’incrocio tra pubblico e privato. La competizione è un momento importante non solo per la città vincitrice ma anche per le altre partecipanti, perché il meccanismo virtuoso produce dei risultati che restano nel tempo e negli anni anche il solo fatto di essere stata candidata diventa un titolo”. 

LA CAPITALE ITALIANA DEL LIBRO

Istituita dal Ministro Franceschini nel 2020, ai sensi della legge 13 febbraio 2020, n. 15 per la promozione e il sostegno della lettura, la Capitale Italiana del Libro viene conferito ogni anno alle città che si distinguono per le attività di promozione dei libri. La città vincitrice riceve un finanziamento pari a 500mila euro per la realizzazione di progetti. Un po’ come accaduto per il titolo di Capitale Italiana della Cultura – che ha tratto “ispirazione” da quello di Capitale Europea –, anche questa nuova iniziativa del Ministero sembra ricalcare le orme di un titolo internazionale, ovvero quello di Capitale Mondiale del Libro, assegnato ogni anno dall’UNESCO alla città che si è particolarmente distinta per la qualità dei programmi rivolti alla promozione del libro e della lettura. Dal 2001, anno di istituzione della Capitale Mondiale del Libro, è stata eletta solo una città italiana: si tratta di Torino, che nel 2006 ha vinto il titolo in collaborazione con Roma.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.