FMR. Rinasce il marchio di Franco Maria Ricci

I non più giovanissimi ricorderanno senza dubbio FMR: una rivista iconica, definita “la perla nera” da Federico Fellini per il suo uso, all’epoca innovativo, di quel colore intenso che permetteva alle immagini sempre splendide di stagliarsi nella pagina stampata. Ora, nonostante la recente scomparsa del suo fondatore, FMR rinascerà a nuova vita

Franco Maria Ricci negli uffici della casa editrice a Milano. Credits: Mirco Braccini (dettaglio)
Franco Maria Ricci negli uffici della casa editrice a Milano. Credits: Mirco Braccini (dettaglio)

Un sogno: costruire il labirinto più grande del mondo. Per realizzarlo, Franco Maria Ricci tredici anni fa cedette ad altri la sua creatura più celebre, forse quella che intimamente più lo rappresentava e non foss’altro perché portava le iniziali del suo nome, “FMR”. Una rivista che rappresentò un’impresa ambiziosa, uscita a partire dal 1982 e ben presto diventata un caposaldo nell’editoria artistica, ma adorata anche da tutti gli appassionati dell’arte e delle cose belle.

“FMR” RISORGE

Da allora il destino della rivista non è stato certo felice, e una volta concluso il grandioso progetto del Labirinto della Masone, con annessa collezione d’arte, Ricci e la moglie Laura Casalis si attivarono per riacquistare il marchio. L’impresa è ora riuscita, l’atto notarile è stato firmato sancendo il ritorno del marchio alla casa del suo creatore, ma purtroppo lui non c’è più, non ha vissuto abbastanza per recuperare tre lettere dell’alfabeto che aveva perduto. “Ci pensava ogni giorno”, rivela la moglie, che rende pubblico anche un testo ritrovato tra gli appunti di Ricci: “Come l’uccello Fenice o come la rosa che Paracelso fece rifiorire dalle sue ceneri, anche la mia rivista, FMR, risorge: eadem sed non eadem, la stessa ma non la stessa, come dicevano i latini della Fenice. Tredici anni fa passò in altre mani, poi in altre ancora. Ricordo che nell’ultimo numero curato da me firmai il commiato dai lettori con una rosa dai petali spezzati. Da allora ho costruito un gigantesco Labirinto che è anche un luogo di Meraviglie; ma sento che, senza quella rosa, qualcosa manca. Per questo tento di ripetere lo strano miracolo di Paracelso: la resurrezione di un fiore, del suo profumo”. Probabilmente Ricci scrisse questo testo pensando all’introduzione per la nuova “FMR”.

L’EREDITÀ DI FRANCO MARIA RICCI

A raccogliere l’eredità del grande editore vi sono però Edoardo Pepino, direttore dell’istituzione culturale, e appunto Laura Casalis, cui abbiamo chiesto quali saranno le linee editoriali della nuova rivista. “Ci sono già alcuni nomi di collaboratori che contribuiranno alla rinascita della rivista? Sto raccogliendo un albo di sostenitori, gli ‘Amici di FMR’, vecchie e nuove conoscenze della casa editrice, studiosi e storici dell’arte che collaboreranno alla rinascita della rivista”, dichiara ad Artribune, anticipando che l’obiettivo è stampare il Numero Zero della rivista per la primavera, attorno al mese di maggio. Non esclude inoltre il recupero di alcuni volumi editi da Franco Maria Ricci e ormai introvabili. Parla di ripartenza, Laura Casalis, e mai come in questo inizio d’anno la parola è carica di significato. Grazie alla nuova “FMR” ci auguriamo che sia anche una ripartenza carica di bellezza. 

– Marta Santacatterina

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Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.