Le nuove copertine di Harry Potter firmate da un grande architetto italiano

L’architetto e designer Michele De Lucchi ha realizzato le copertine della nuova edizione di Harry Potter. Dopo oltre vent’anni la saga più amata della letteratura torna in una nuova veste grafica tutta italiana.

J.K. Rowling. Harry Potter e i Doni della Morte. La copertina di Michele De Lucchi (Salani Editore), dettaglio
J.K. Rowling. Harry Potter e i Doni della Morte. La copertina di Michele De Lucchi (Salani Editore), dettaglio

A partire dalla sua prima pubblicazione, la famosissima saga letteraria di Harry Potter è stata segnata da tante, tantissime copertine. Illustrazioni a volte più fantasy, altre più pop, scelte per riflettere temi e personaggi dei sette libri scritti da J.K. Rowling dal 1997 al 2007. Mai prima d’oggi, tuttavia, il compito di racchiudere all’interno di un’immagine le avventure del giovane maghetto era stato affidato a un architetto di livello internazionale. Per questo motivo la nuova collaborazione tra la casa editrice Salani e Michele De Lucchi appare decisamente degna di nota.
Protagonista della progettazione e del design italiano degli ultimi cinque decenni, “allievo” di Ettore Sottsass e autore di edifici fra i più iconici della Milano moderna (suoi sono il Padiglione Unicredit, la ristrutturazione del Teatro Franco Parenti e il ridisegno della sala della Pietà Rondanini al Castello Sforzesco), l’architetto ferrarese ha recentemente firmato la nuova veste grafica della serie di romanzi: un progetto complesso e ambizioso, realizzato grazie alla collaborazione tra lo studio AMDL CIRCLE (fondato dallo stesso De Lucchi) e l’artista digitale portoghese Andreas Rocha.

LE ARCHITETTURE FANTASY DI MICHELE DE LUCCHI

Ognuna delle cover dei sette volumi ritrae una serie di architetture oniriche: strutture colossali innalzate all’interno di scenari epici ed evocativi. Il concept gioca inoltre con la luce colta nelle varie ore del giorno, cambiando dal primo all’ultimo libro – un’evoluzione supportata anche dal font tipografico ideato da Elias Hanzer e Fabian Harb, leggermente diverso a seconda dei tomi. In questo modo le copertine riflettono gli sviluppi narrativi e la crescita di Harry Potter, creando una progressione ascendente in cui storia e grafica interagiscono davanti agli occhi del lettore.

J.K. Rowling. Harry Potter e la camera dei segreti. La copertina di Michele De Lucchi (Salani Editore)
J.K. Rowling. Harry Potter e la camera dei segreti. La copertina di Michele De Lucchi (Salani Editore)

LE PAROLE DELL’EDITORE

Tante e assai varie, molte bellissime, sono le copertine della saga di Harry Potter”, ha commentato Mariagrazia Mazzitelli, direttore editoriale di Salani. “Mancava ancora però un progetto grafico creato da un artista, un architetto e designer che ci rappresentasse a livello internazionale, un’eccellenza del ‘made in Italy.’ Salani ha individuato il visionario Michele De Lucchi: c’è qualcosa di ‘potteriano’ nel personaggio, nello studio che dirige, basta guardare il suo sito.
La nostra proposta è stata accolta con immediato entusiasmo e, sin dal primo incontro, l’architetto aveva in mente in modo chiaro come realizzare le copertine. Abbiamo lavorato con una sintonia assoluta, mettendo insieme due team di lavoro – Salani e lo studio AMDL CIRCLE – come se stessimo realizzando un edificio, utilizzando elementi naturali come il legno, il paesaggio, il colore e la luce per amplificare l’immaginazione del lettore e l’immaginario di Harry Potter. Perché la saga stessa non è altro che un’architettura esemplare di parole dove tutto si tiene insieme”.

IL COMMENTO DI MICHELE DE LUCCHI

La fantasia alimenta la fantasia”, ha dichiarato Michele De Lucchi. “Le visioni alimentano le visioni. Tutta la nostra immaginazione è un processo di trasformazione, un divenire che si nutre di altre visioni consone e non per forza coerenti. Nel progetto delle copertine di Harry Potter, con il mio studio AMDL CIRCLE abbiamo inserito elementi iconici della nostra ricerca architettonica per amplificare l’immaginazione del lettore e l’iconografia della saga attraverso scenari mai visti finora, ponendo il genere fantasy in dialogo con l’architettura contemporanea. Le ambientazioni che ne derivano vogliono creare un ponte tra l’immaginario collettivo su Harry Potter e l’immaginario di ciascuno di noi. È stato bello animare i nostri edifici con le storie fantastiche di J.K. Rowling, perché dall’intreccio sono nati nuovi paesaggi immaginari”.

Alex Urso

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Alex Urso
Artista e curatore. Diplomato in Pittura (Accademia di Belle Arti di Brera). Laureato in Lettere Moderne (Università di Macerata, Università di Bologna). Corsi di perfezionamento in Arts and Heritage Management (Università Bocconi) e Arts and Culture Strategy (Università della Pennsylvania). Tra le istituzioni con cui ha collaborato in questi anni: Zacheta - National Gallery of Art di Varsavia, Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, Padiglione Polacco - 16. Mostra Internazionale di Architettura Biennale di Venezia, Fondazione Benetton (catalogo “Imagus Mundi”), Adam Mickiewicz Institute. Nel 2017 è stato curatore della “Biennale de La Biche”. Dal 2014 scrive di arte per Artribune. Sempre per Artribune cura “Fantagraphic”, la rubrica di fumetti del sito. Suoi articoli e testi critici sono apparsi su cataloghi e testate di settore nazionali e internazionali.