LibriSottoCasa, storia del libraio a domicilio di Milano. Intervista a Luca Ambrogio Santini

Vorrei essere più veloce di Amazon, racconta Santini ad Artribune. Storia di un libraio che ha chiuso il negozio e ha inventato un servizio a domicilio a Milano. Malgrado la pandemia

LibriSottoCasa - Luca Ambrogio Santini
LibriSottoCasa - Luca Ambrogio Santini

Tra i librai in Italia è il pioniere della consegna a domicilio. Qualcuno in città l’ha addirittura definito il “Don Chisciotte dei librai“, per la sua lotta contro i grandi rivenditori online come Amazon, che negli ultimi anni hanno divorato il mercato delle librerie indipendenti. Luca Ambrogio Santini è un personaggio molto conosciuto dalle parti di corso San Gottardo, nella zona dei Navigli per intenderci, perché titolare fino al 2013 della libreria in largo Mahler che si trovava davanti all’Auditorium. Un luogo che era molto apprezzato per la sua cura nel soddisfare le richieste dei clienti (“Una volta anche Carlo Feltrinelli, oggi titolare della famosa catena di librerie milanese, è venuto ad acquistare nella mia libreria“, ricorda Santini con grande orgoglio).

LibriSottoCasa - Luca Ambrogio Santini
LibriSottoCasa – Luca Ambrogio Santini

LIBRISOTTOCASA

Sette anni fa poi, come altri suoi colleghi, la chiusura per i costi troppo elevati di gestione. Da questa triste esperienza, Santini non ha perso la sua voglia di fare. E così circa un anno dopo, nel 2015, è nata “LibriSottoCasa”, la sua libreria itinerante che si muove nella zona sud della città. Santini, che punta molto sul ruolo che possono avere i consigli di un esperto libraio nell’era dell’e-commerce, usa una semplice bicicletta rossa a cui è collegato un carrettino pieno di libri (che funge anche da banchetto). Porta in giro la sua piccola e poetica libreria itinerante, girando per il suo quartiere ed effettuando consegne a domicilio. “La mia è la libreria più piccola del mondo”, spiega. “Appena 2 metri quadri, in cui c’è tutto quello che serve. Quello che propongo oggi è un lavoro diverso. Nella libreria fisica avevo circa 12mila titoli, ora nel mio magazzino ne ho poco meno di mille.  Devo essere sempre molto tempestivo per fare la mia proposta. Quotidianamente faccio ricerca per trovare i titoli più interessanti e validi da proporre al pubblico. È un duro lavoro, importante però per salvaguardare questa fetta di mercato“. Un servizio che promuove da sempre, e che tanti suoi colleghi, sempre nel circuito indipendente, hanno deciso di promuovere con la pandemia. Da quando Milano è entrata nella zona rossa, infatti, per lui (ma anche per tante altre piccole librerie della città) le richieste di consegne raccolte direttamente attraverso la sua pagina Facebook, ma anche su Whatsapp e via mail, sono aumentate (e di molto). “Vorrei essere più veloce di Amazon”, racconta il titolare di LibriSottoCasa. “Con la pandemia le persone devono uscire il meno possibile, quindi le consegne a domicilio e la promozione online sono determinanti. E non è facile per le librerie indipendenti. Dobbiamo resistere alla pandemia. Se è vero che l’e-commerce arriva anche laddove non ci sono librerie, è altrettanto vero che la presenza fisica del libraio che può consigliare e dialogare con il cliente è un valore aggiunto. Un elemento che sta scomparendo e che non dobbiamo perdere”.

LE DIFFICOLTÀ DOVUTE ALLA PANDEMIA

La pandemia però ha complicato, e non di poco, l’organizzazione di eventi e attività extra legate alla vendita dei libri. Santini, facendosi spesso “ospitare” dai negozianti amici della zona sud di Milano, organizza anche letture e incontri. Ha una pagina Facebook dove si possono seguire le sue iniziative: collabora con scuole, associazioni e biblioteche; partecipa a festival, fiere e mercati. Collabora con l’associazione LIM, con Bookcity e BookPride. È preparatissimo anche sui libri per bambini ed è tra i librai che propongono “Hai visto un re?”, festival di letteratura per bambini e ragazzi che si tiene ogni anno in città. Tutte attività che a oggi sono sospese. “Tante cose non possiamo più farle”, conclude Santini. “Le attività extra non ci sono più, ma ci rimane la vendita. Bisogna continuare a resistere. Questo periodo passerà”.

Carlo d’Elia

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Carlo d'Elia
Giornalista freelance, pugliese di nascita e di carattere, ho trasformato la mia passione nel lavoro dei sogni. Vivo a Lodi e lavoro a Milano. Da tempo collaboro con il quotidiano Il Giorno e la rivista online Lettera43. Ho partecipato a diversi concorsi con due documentari che ho realizzato. Uno dal titolo "Filocontinuo" che parla di integrazione e l'altro sul sociale, "Teste d'amianto", che descrive una realtà difficile delle periferia Est di Napoli.