La pandemia colpisce i colossi dell’editoria. Chiude la UTET Grandi Opere

La collana dedicata alle Grandi Opere nata in seno alla storica casa editrice torinese UTET chiude i battenti a causa della crisi economica: l’epidemia non perdona il sistema di vendite rateali e porta a porta

UTET Grandi Opere - via Facebook
UTET Grandi Opere - via Facebook

Il Coronavirus continua a mietere vittime anche nel mondo della cultura, e questa volta a subire le conseguenze della crisi economica causata dalla pandemia è un colosso della storia dell’editoria italiana, la UTET Grandi Opere. La prestigiosa collana nata in seno alla UTET – casa editrice tra le più antiche d’Italia, fondata a Torino nel 1791 dai librai fratelli Poma – ha infatti chiuso i battenti (è stato disattivato anche il sito web dedicato), e a darne notizia è stato, sul proprio profilo Facebook, il linguista Raffaele Simone“ricevo oggi (10 novembre 2020, ndr) la comunicazione che la UTET Grandi Opere è stata dichiarata fallita. Dopo anni di pene e di gravissimi errori di gestione, chiude la più antica casa editrice italiana (1791), a cui dobbiamo magnifiche collezioni di classici di ogni arte e di diverse scienze e una tradizione di dizionari, dal Tommaseo-Bellini al Battaglia al De Mauro al mio (il Grande Dizionario Analogico della Lingua Italiana, 2011, ndr), di trattati e di enciclopedie che non ha pari al mondo, per non parlare di collezioni che hanno fatto la storia culturale d’Italia, come la Scala d’Oro”.

LA CHIUSURA DELLA UTET GRANDI OPERE

“Ricevo da varie parti”, continua il post di Raffaele Simone, “inclusi da alcuni addetti della UTET libri, la segnalazione che a fallire è stata la UTET Grandi opere, ma che le altre denominazioni UTET (Libri, Giuridica, Medicina) sono sempre vive, anche se tutte queste branche appartengono a società diverse. Questo fatto, che ben conoscevo, mi allieta molto. Ma nessuno può negare che, quando si dice UTET, si pensa subito all’editore delle grandi opere (enciclopedie, trattati, classici)…”. Una fine che era già stata scritta lo scorso marzo, quando la UTET Grandi Opere, a causa dell’avvento della pandemia, è stata costretta a richiedere al Tribunale di Torino il concordato preventivo, decisione questa preceduta dalla scelta da parte della società controllante Cose Belle d’Italia di sciogliere la UTET Grandi Opere per “l’andamento delle società partecipate e il contesto di mercato avverso, dovuto principalmente all’emergenza sanitaria in corso, che rendono impossibile elaborare un piano in continuità e di rilancio del gruppo”.

UTET. STORIA DI UNA GRANDE PROTAGONISTA DELL’EDITORIA ITALIANA

Quella della UTET è una storia tutta italiana, nata dall’intuizione di Giuseppe Pomba che decide di trasformare una piccola bottega familiare in un’impresa editoriale e a fondare nel 1854 la UTET – Unione Tipografico-Editrice Torinese. Obiettivo di Pomba è da subito quello di dedicarsi alla pubblicazione delle grandi opere, come la Biblioteca Popolare, la Storia Universale di Cesare Cantù, l’Enciclopedia Popolare. La casa editrice si afferma negli anni Trenta, grazie anche alla vendita rateale attraverso agenzie che operano su tutto il territorio nazionale. Tra le Grandi Opere pubblicate da UTET sono anche il Grande dizionario enciclopedico fondato da Pietro Fedele, il Grande dizionario della lingua italiana fondato da Salvatore Battaglia, il Dizionario enciclopedico universale della musica e dei musicisti diretto da Alberto Basso. Dagli anni Ottanta la casa editrice si espande, con la nascita di nuove consociate: la UTET Libreria, la UTET Periodici Scientifici. Nel 2002 la casa editrice viene acquisita dal Gruppo De Agostini Editore che, nel 2013, perfeziona la cessione della partecipazione in UTET S.p.A. alla società FMR Art’è, cedendole il settore delle Grandi Opere e delle opere di pregio distribuite attraverso il canale della vendita diretta. Il Gruppo UTET Grandi Opere-FMR, infine, dal 2014 è diventata parte di Cose Belle d’Italia.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.