Le serie TV hanno raggiunto negli ultimi anni livelli di popolarità mai conosciuti prima. Un nuovo libro – presto in uscita per Nicola Pesce Editore – ripercorre i successi più eclatanti di questo genere televisivo con saggi, vignette e illustrazioni per veri amatori.

Nell’era mediatica in cui viviamo, il vero colosso dell’intrattenimento non è più il cinema ma la TV. Film, romanzi, fumetti, videogiochi, fatti di cronaca ed eventi storici vengono oggi risucchiati in televisione. Qui, vengono suddivisi in episodi e impacchettati in stagioni. Una valanga di serial pronta a essere consumata con avidità da un pubblico sempre più ingordo”.
Comincia così l’introduzione a La storia delle serie TV: da Magnum P.I all’altro ieri, il nuovo volume illustrato dedicato ai grandi successi del cinema serializzato.
Scritto da Vincenzo Recupero e arricchito dai disegni di Fabio Franchi, il libro – in uscita il 17 settembre per NPE – ripercorre in maniera cronologica le più grandi serie televisive dagli Anni Ottanta a oggi. Dalle imprese “militaresche” dell’A-Team all’ingegno dell’agente MacGyver, dalla rivoluzione estetica e narrativa compiuta da Twin Peaks di David Lynch a quella non meno roboante di Beverly Hills 90210 e X-Files. E poi ancora Breaking Bad, Stranger Things e l’opera italiana Gomorra: una staffetta di nomi, immagini, sketch e vignette inedite capaci di raccontare non solo l’evoluzione del fenomeno seriale, ma anche i cambiamenti dei nostri gusti, del linguaggio e delle tendenze della cultura pop del nostro tempo.

Una tavola tratta dal libro La storia delle serie TV, da Magnum P.I all'altro ieri (NPE, 2020)
Una tavola tratta dal libro La storia delle serie TV, da Magnum P.I all’altro ieri (NPE, 2020)

L’INTERVISTA A RECUPERO E FRANCHI

Il libro si presenta come una cronistoria illustrata del fenomeno delle serie TV. Come avete impostato il volume, e che taglio avete dato alla narrazione?
Vincenzo Recupero: L’idea è quella di raccontare come è cambiata la TV dal “militarismo buono” degli Anni Ottanta (con produzioni come Magnum P.I., MacGyver e l’A-Team) alle maxi-produzioni di oggi come Westworld e Game of Thrones. Tuttavia, non volevamo che il libro fosse una banale descrizione in stile Wikipedia, quindi abbiamo inserito curiosità e chicche che rafforzano l’aspetto critico. Inoltre i disegni di Fabio sono il perfetto panorama da ammirare durante il viaggio.

Perché la scelta di partire proprio da Magnum P.I.?
Vincenzo Recupero: Sono nato nel 1979 e tra le serie TV degli Anni Ottanta Magnum P.I. è stata indubbiamente la mia preferita. Il protagonista, con quel suo baffo autoritario, la Ferrari e la villa alle Hawaii (tutte cose che non erano di sua proprietà, a parte i baffi), era un po’ lo zio che qualunque bambino avrebbe voluto avere… oltre che un fulgido esempio di come godersi la vita!

Secondo voi quali sono le produzioni che, più di altre, hanno influito sullo sviluppo del linguaggio delle serie televisive?
Vincenzo Recupero: Prima di tutto Twin Peaks, perché ha avuto il merito di accendere la scintilla del “Big Bang” che ha cambiato la televisione. David Lynch ha dimostrato che in TV si poteva sperimentare, si potevano contaminare generi e stimolare gli spettatori con forti suggestioni. Inoltre, aspetto non da poco, Twin Peaks ha dato impulso allo sviluppo di trame orizzontali: un primo passo verso l’abbandono dell’impostazione squisitamente episodica delle serie. Poi c’è stato Lost, un fenomeno culturale globale che ha incollato per anni gli spettatori davanti alla TV, portando la serializzazione a un nuovo grado di popolarità. Infine scelgo Breaking Bad, un prodotto di totale rottura con il passato che ha contribuito a elevare enormemente il medium televisivo dal punto di vista qualitativo.
Fabio Franchi: X-Files perché dà una lettura diversa e originale rispetto alle precedenti serie di crimine e fantascienza; Scrubs, per l’innovazione della sitcom comica; e Game of Thrones per la cura dei particolari, al pari di un prodotto cinematografico – aspetto che ha contribuito ad alzare l’asticella della qualità per tutte le serie successive.

Una tavola tratta dal libro La storia delle serie TV, da Magnum P.I all'altro ieri (NPE, 2020)
Una tavola tratta dal libro La storia delle serie TV, da Magnum P.I all’altro ieri (NPE, 2020)

Torniamo al volume: Fabio, qual è stata la scelta stilistica delle tavole, e più in generale come hai gestito la componente grafica?
Il progetto iniziale prevedeva solo alcuni capitoli e per i disegni si era deciso di puntare sulla realizzazione dei soli personaggi principali. Successivamente, però, i capitoli aumentavano e anche la mole di lavoro, cosa che ci ha spinti a optare per la reinterpretazione di intere scene “cult” delle diverse serie, utilizzando anche dei frame. Per le illustrazioni ho scelto una linea chiara, inserendo qualche tono di grigio e mantenendo l’immagine pulita, affinché non appesantisse la lettura.

Quali serie ti è piaciuto di più disegnare?
Sicuramente il ciclo dei supereroi, e in seconda battuta direi il capitolo su GoT, dove mi è stato dato più campo libero nella scelta delle immagini.

Per concludere, in che direzione stanno andando le serie TV?
Vincenzo Recupero: A mio avviso le serie si stanno “contraendo”. Oggi l’offerta è enorme e il vecchio formato da 20 episodi a stagione è obsoleto, così come è difficile che una serie possa mantenere alta l’attenzione del pubblico per molti anni. Proprio per questo i produttori stanno puntando molto di più sulle miniserie (vedi i recenti successi di Chernobyl o di The Loudest Voice), o comunque su stagioni di formato ridotto: da 8-10 episodi al massimo.

Alex Urso

Vincenzo Recupero, Fabio Franchi – La storia delle serie TV: da Magnum P.I all’altro ieri
Edizioni NPE, Battipaglia 2020
Pagg. 400, € 16,90
ISBN 9788894818901
www.edizioninpe.it

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Alex Urso
Artista e curatore. Diplomato in Pittura (Accademia di Belle Arti di Brera). Laureato in Lettere Moderne (Università di Macerata, Università di Bologna). Corsi di perfezionamento in Arts and Heritage Management (Università Bocconi) e Arts and Culture Strategy (Università della Pennsylvania). Tra le istituzioni con cui ha collaborato in questi anni: Zacheta - National Gallery of Art di Varsavia, Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, Padiglione Polacco - 16. Mostra Internazionale di Architettura Biennale di Venezia, Fondazione Benetton (catalogo “Imagus Mundi”), Adam Mickiewicz Institute. Nel 2017 è stato curatore della “Biennale de La Biche”. Dal 2014 scrive di arte per Artribune. Sempre per Artribune cura “Fantagraphic”, la rubrica di fumetti del sito. Suoi articoli e testi critici sono apparsi su cataloghi e testate di settore nazionali e internazionali.