TBD Ultramagazine: un progetto “più che editoriale” rivolto all’arte emergente e al suo dibattito

Da un’idea degli studenti di Campo, nasce un magazine che coinvolge gli artisti nel dibattito sui temi dell’attualità e li invita a realizzare opere che saranno esposte in occasione di eventi dedicati.

TBD ultramagazine #1 - Il cartaceo
TBD ultramagazine #1 - Il cartaceo

È in arrivo un progetto “ultraeditoriale”, concepito da giovani curatori per giovani artisti. Il concetto è collegare il tradizionale contenuto scritto della rivista alla pratica artistica, collegandosi di volta in volta a questioni e temi specifici. TBD, acronimo di To Be Defined, nasce da un gruppo di studenti di Campo, il corso curatoriale della fondazione torinese Sandretto Re Rebaudengo: loro sono Anna Casartelli, Irene Sofia Comi, Camilla Compagni, Eleonora Fascetta, Roberto Malaspina, Francesca Manni, Daria Miricola, Sofia Pirandello, Iacopo Prinetti e Miriam Rejas Del Pino. Come per Ŏpĕra (un progetto similare partito da giovani curatrici) anche TBD testimonia un interesse delle giovani generazioni a indagare le nuove tendenze artistiche attraverso una pluralità di linguaggi, facendone uno strumento di indagine dei temi più critici dell’attualità. Ma come funziona esattamente?

TBD ultramagazine #1 Visual synthesis
TBD ultramagazine #1 Visual synthesis

TBD ULTRAMAGAZINE

“TBD è un progetto ultra-editoriale che prevede la pubblicazione di un magazine e la collaborazione con artisti per la realizzazione di eventi ad esso collegati”, spiega ad Artribune il team del nascente magazine. “Gli artisti vengono invitati a rispondere ai contenuti, alle teorie e alle posizioni critiche espresse nel magazine attraverso la presentazione di un’azione o di un’opera. Il percorso critico si sviluppa a partire da fatti d’attualità che noi definiamo ‘zeitgeisting’, ovvero potenziali produttori e icone virali dello spirito culturale del tempo. Tali fatti sono sintomo e/o coadiuvante di tematiche ampie, trattate sotto forma di saggi scritti e contenuti visivi. A partire da un focus specifico sulla contemporaneità, il magazine apre quindi finestre di dialogo e un’interrogazione continua sull’arte e sull’estetica. L’intento è quello di mettere in discussione il rapporto tra artista, critico e curatore, definendo una pratica che solleciti uno scambio reciproco di idee e apra infinite possibilità interpretative e non esclusive”.

TBD ultramagazine Il logo
TBD ultramagazine Il logo

TBD ULTRAMAGAZINE: IL PRIMO NUMERO

Nel concreto, si tratterà di periodiche uscite del giornale cartaceo, ognuna con un concept specifico (e una grafica aggiornata di volta in volta), che verranno presentate attraverso degli eventi. In tali occasioni, verranno anche esposte le opere che si collegano alle tematiche affrontate nella rivista. In questo modo, lo spazio del dibattito presentato dal magazine e quello dell’opera, esposta nello spazio reale, diventano parte di un unico progetto. “La base del progetto e degli eventi di riferimento è Torino, ma sicuramente lo proporremo anche in altre città”, specificano gli organizzatori di TBD. Nell’attuale impossibilità di organizzare occasioni di aggregazione, il team di TBD ha scelto di rendere pubbliche le prime pagine sul sito della rivista. Il primo numero parte con un tema inerente all’estetica e a come gli strumenti tecnologici – soprattutto l’immersività digitale – possano influire sulla vita e sul benessere degli esseri viventi. Ovvero l’esperimento condotto nel 2019 a Krasnogorsk, cittadina a nord-ovest di Mosca, dove sono stati messi dei visori alle mucche di un allevamento, trasmettendo immagini di luoghi verdi e bucolici per ottimizzare la produzione di latte. Parallelamente, i contenuti vengono anticipati anche sulla pagina Instagram @tbd.ultramagazine.

– Giulia Ronchi

https://www.tbdultramagazine.com/
https://www.instagram.com/tbd.ultramagazine/?igshid=1cwml5cdpgi1j

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.