Nasce Ŏpĕra. Una nuova rivista dedicata ai giovani artisti

Cinque giovani professioniste con vocazioni differenti decidono di far confluire la propria ricerca in un magazine d’artista, una vetrina per creativi non ancora sotto le luci della ribalta. Ce ne ha parlato Martina Campese, tra le ideatrici del progetto e fondatrice del collettivo ATTIVA Cultural Projects.

Opera magazine
Opera magazine

Una rivista sperimentale dedicata interamente agli artisti emergenti, senza vincoli d’espressione. Nasce Ŏpĕra, il primo progetto editoriale concepito dalla neonata associazione culturale campana ATTIVA Cultural Projects. Un collettivo formato da cinque giovani professioniste, operanti in città e ambiti diversi: la curatrice Martina  Campese (Napoli), con all’attivo un Master in Mercato e Fiscalità dell’Arte; Maria Apicella (Salerno), curatrice d’arte contemporanea per diverse realtà museali del territorio ed esperta di comunicazione digitale; Raffaella Ferraro (Milano), curatrice interessata alla scena artistica emergente e Art Consultant specializzata in servizi di consulenza per il collezionismo d’arte sia privato e aziendale; Giulia Ferrari (Torino) focalizzata su gestione di progetti culturali e organizzazione di eventi fieristici; Giulia Cacciola (Venezia), che sta per specializzarsi in Economia e Gestione delle Arti. Ingredienti complementari che hanno portato a un progetto condiviso, in grado di unire la ricerca di nuovi profili artistici a una modalità espositiva che si cimenta con la carta stampata. Martina Campese ci ha raccontato tutti i dettagli in questa intervista (e anche come aderire all’iniziativa!).

Come avete concepito l’idea di questo progetto?
Il nostro progetto di magazine d’artista, Ŏpĕra, muove proprio dalla volontà di ATTIVA Cultural Projects di fare scouting, di approfondire e rendere visibile la ricerca artistica italiana emergente. Prendendo ispirazione dal concept del libro d’artista, Ŏpĕra si presenta come un campo libero d’espressione creativa, uno spazio interamente dedicato alla pura creazione, che offre al fruitore l’opportunità di scoprire nuovi artisti o di approfondire le loro ricerche più recenti. Ci interessiamo agli artisti e vogliamo incuriosire, parlare e far parlare di loro direttamente attraverso le opere inedite che realizzano per il nostro progetto editoriale in edizione limitata. 

Ŏpĕra: da dove viene il nome?
Dalla parola latina ŏpĕra – intesa come lavoro, attività. Ci piace non solo il significato, ma anche l’estetica stessa del termine, che riporta graficamente i due segni tipici delle vocali brevi sulla “o” e sulla “e”, da cui poi abbiamo deciso di improntare tutta la comunicazione visiva del magazine.

Raccontaci di più.
Il riferimento vuole creare una connessione diretta al nome stesso della nostra Associazione Culturale, “ATTIVA”, ponendo l’accento sull’approccio proattivo che abbiamo nei confronti delle voci e delle proposte artistiche emergenti del nostro paese. Il termine lascia poi emergere anche la dimensione processuale del magazine, che si configura come un work in progress: da un lato, infatti, rappresenta la conclusione di una prima fase creativa da parte degli artisti; dall’altro è il preludio a ciò che avverrà dopo, come mostre e altri progetti che abbiamo in mente di realizzare con loro.

A proposito di Attiva Cultural Projects. Qual è il suo punto di forza?
ATTIVA Cultural Projects nasce a Portici nel luglio del 2019, quindi il nostro campo base è in Campania. Viviamo in cinque città diverse ma questa lontananza fisica non ci ha scoraggiate, anzi, è diventata il nostro punto di forza e il maggiore stimolo per attivarci in un progetto creativo unico, che potesse unire le nostre diverse passioni e competenze e innescare focolai creativi in varie zone del nostro paese.

Tornando a Ŏpĕra… come scegliete gli artisti da “esporre” sui numeri della rivista?
Vengono selezionati dopo una accurata attività di ricerca sia sul campo, quindi girando per mostre ed eventi, oppure online. Abbiamo intuito fin da subito che il digitale potesse essere un ottimo mezzo per fare ricerca e avere un primo contatto anche con chi è geograficamente lontano. Inoltre, abbiamo deciso di non darci troppi vincoli, né imporre limitazioni agli artisti che invitiamo a diventare parte attiva del nostro progetto.

C’è qualche regola fissa?
Gli unici criteri di riferimento sono la giovane età – intesa soprattutto in termini anagrafici, ma anche, se si può dire, di “età artistica” – e poi la varietà delle ricerche e delle proposte. In poche parole, cerchiamo di presentare per ciascun numero rappresentanti di medium e tecniche artistiche differenti (grafica, pittura, scultura, installazione, fotografia), in modo da creare un progetto interdisciplinare che inneschi un dialogo corale dinamico, ma pur sempre armonico.

È pronto il primo numero. Fateci un identikit.
I primi sei artisti invitati a partecipare al primo numero di Ŏpĕra sono: Elisa Bertaglia (Rovigo, 1983), Lavinia Cestrone (Latina, 1993), Federica Gonnelli (Firenze, 1981), Matteo Messori (Reggio Emilia, 1993), Nicholas Perra (Trieste, 1988), Marco Rossetti (Capua, 1987). La scelta riflette l’eterogeneità sia tecnica che estetica che noi di ATTIVA vogliamo dare al progetto: ogni artista ha creato per Ŏpĕra un progetto ad hoc che sarà introdotto da una breve bio e da un testo critico. Proprio come gli artisti, abbiamo creato una impaginazione grafica specifica anche per ogni testo critico che abbiamo curato.

Dove saranno disponibili i numeri?
Il primo numero è già pre-ordinabile contattando l’associazione tramite tutti i nostri canali. Inoltre, il nostro posizionamento sul territorio nazionale ci permette di diffondere il progetto in quattro città d’arte: Napoli, Venezia, Torino, Milano. In queste città abbiamo avuto riscontri decisamente positivi negli spazi e nelle librerie indipendenti in cui Ŏpĕra è stato finora presentato, stimolando molta curiosità soprattutto a Napoli e a Torino, in cui stiamo organizzando delle presentazioni.

Quali sono i progetti che potranno svilupparsi in seguito alla pubblicazione?
Ŏpĕra, oltre ad essere un progetto editoriale, una sorta di “preview cartacea”, rappresenta un work in progress per diversi progetti espositivi. Per ciascuna pubblicazione, andremo a selezionare tra gli artisti partecipanti dei vincitori, con i quali svilupperemo successivamente delle mostre curate (personali, bipersonali o progetti site specific) in diverse location partner dell’Associazione.

Un giovane artista che vi legge qui potrebbe cercare spazio sul vostro numero?
Assolutamente sì! Siamo aperte anche a proposte spontanee da parte di giovani artisti, che possono contattarci liberamente attraverso i nostri canali social (Instagram, in particolare) o per mail, presentandosi e inviandoci il loro portfolio. Siamo costantemente alla ricerca di novità emergenti. Da questo punto di vista la nostra attività non si ferma mai.

Ovvero?
Crediamo che sarà un progetto dalla lunga vita, per cui avremo un bel po’ di artisti da selezionare in futuro. Analizziamo sempre attentamente i portfolio che ci vengono inviati e approfondiamo la conoscenza degli artisti contattandoli direttamente. In fin dei conti, il nostro scopo è quello di fare network con i giovani talenti, di promuovere e far conoscere le loro ricerche e i loro lavori, dar loro uno spazio alternativo di visibilità. E se non sarà per Ŏpĕra, li coinvolgeremo in altri progetti, perché ne abbiamo diversi in cantiere!

All’inizio di un nuovo progetto è sacrosanta una buona dose di entusiasmo. Ma c’è anche qualche timore a riguardo?
Sì, siamo davvero entusiaste, ma soprattutto orgogliose! Ovvio che l’ansia c’è, e agitazione nel veder stampato finalmente il primo numero. In questo percorso siamo riuscite a superare tutto e quasi non sembra vero avere il cartaceo tra le nostre mani e, si spera, anche in quelle di tanti altri collezionisti, amanti e appassionati dell’arte emergente.

In che modo si può sostenere il progetto?
Per Ŏpĕra abbiamo avviato un crowdfunding su Produzioni dal Basso che permette a chi vuole sostenerci di acquistare il primo numero in uscita o semplicemente di sostenere il progetto con una donazione. Di seguito il link per contribuire: https://www.produzionidalbasso.com/project/opera-magazine-attiva-cultural-projects/

-Giulia Ronchi

https://www.produzionidalbasso.com/project/opera-magazine-attiva-cultural-projects/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.