Il piacere di leggere Woody Allen

“A proposito di niente” è l’autobiografia di Woody Allen edita in Italia da La nave di Teseo. Un libro ironico, malizioso, di sottrazione come tutte le volte che Allen entra in scena. Un libro destinato non al gossip su Mia Farrow ma a entrare in contatto con le vulnerabilità di un regista e autore maldestro e straordinario.

Woody Allen – A proposito di niente (La nave di Teseo, Milano 2020)
Woody Allen – A proposito di niente (La nave di Teseo, Milano 2020)

Rimarreste allibiti nel sapere tutto quello che non so, non ho letto e non ho visto. Dopo tutto sono un regista, uno scrittore. Non ho mai visto l’Amleto a teatro. Non ho mai visto Piccola città. Non ho mai letto Ulisse, Don Chisciotte, Lolita, Comma 22, 1984. Mai letto una riga di Virginia Woolf, E. M. Foster, D. H. Lawrence; lo stesso vale per Dickens e le sorelle Brontë”. Con queste parole Woody Allen si presenta ai lettori e demolisce l’immagine dell’intellettuale che tutti hanno di lui. Dell’uomo di ottantaquattro anni con occhiali neri e il più delle volte vestito male. Woody Allen firma l’autobiografia A proposito di niente, edita in Italia da La nave di Teseo.
Un libro ironico e sincero che Elisabetta Sgarbi, a capo della casa editrice, ha deciso di fare uscire ugualmente nel nostro Paese nonostante negli USA Hachette ne abbia cancellato la pubblicazione. “Una cosa è un processo e un’eventuale condanna giudiziaria. Un’altra cosa è il giudizio estetico su un’opera d’arte. Woody Allen, per quello che ne sappiamo, è un genio, un grande scrittore umoristico, e non colpevole. E ha scritto una delle più belle autobiografie che mi sia capitato di leggere”. Questo scrive la stessa Sgarbi in un articolo di giornale. E bando a ogni pregiudizio, A proposito di niente è un’opera assai interessante che aiuta a riscoprire il piacere della lettura anche in un momento di noia come quello della quarantena.

NON È UN LIBRO SU MIA FARROW

Quando mi chiedono quale personaggio dei miei film mi assomiglia di più, dico sempre di dare un’occhiata a Cecilia nella Rosa purpurea del Cairo”. Woody Allen fa riferimento al film da lui scritto e diretto nel 1985 e al personaggio femminile interpretato da Mia Farrow, sua ex moglie e forse in seguito peggiore nemica. Un nome che in A proposito di niente torna spesso e per nessun tipo di accanimento, in quanto questo libro non è la storia del loro innamoramento e seguente divorzio. È un libro sulla vita di un uomo ansioso, maldestro, malinconico nato e cresciuto a Brooklyn sognando il benessere degli attici di Manhattan. “Park Avenue, la Fifth Avenue, Central Park: era nella Manhattan dei film di Hollywood che fuggivo”, scrive a un certo punto. Woody Allen, in questa autobiografia, confessa la sua vita così normale e a volte noiosa in cui il talento nella scrittura, la perseveranza e un po’ di fortuna hanno permesso “una certa affermazione” mondiale.

IL FANTASTICO MONDO DI ALLEN

Sono un pessimo studente, lo ammetto, ma una cosa ho sempre saputo fare: scrivere. Sapevo scrivere prima di leggere. Ho imparato a leggere solo in prima elementare, ma quando tornavo a casa dall’asilo sapevo già scrivere. Cioè inventavo storie. Scrivevo senza scrivere nulla, secondo le antiche consuetudini della tradizione orale. Ma le mie storie non erano cupe come il Beowulf o la ballata di Lord Randall: si svolgevano in attici lussuosi, in anticipazione di un futuro mai contaminato da un solo giorno di onesto lavoro”. Woody Allen è questo, un uomo che inventa storie. Prima per la tv e poi per il cinema, prima per gli altri e poi per se stesso. Prima scrive e basta divertendo gli altri con la sua comicità diversa da quella dei suoi coetanei e poi trova il successo come cabarettista.

UNA MACCHINA DA SCRIVERE E NIENTE PIÙ

Woody Allen va in ordine cronologico. Parla della sua nascita, della sua infanzia e adolescenza condendo il racconto con aneddoti familiari per nulla brillanti e non da ricco ebreo, come si potrebbe erroneamente presumere. Ricorda la gavetta, quella che non tutti hanno fatto o che in pochi ammettono di avere cercato e coltivato per affermarsi. L’Allen giovane scopre la scrittura, la disinvoltura nello scrivere che rimedia all’essere impacciato di persona. E con la sua macchina da scrivere – che usa tutt’oggi senza utilizzare il computer, aggeggio alieno per lui –, battuta dopo battuta, raggiunge il successo, la notorietà e la Manhattan tanto desiderata. Innamoratissimo ma sfortunatissimo con le donne, si descrive come una persona senza alcun vero talento. O almeno nessuno di quelli che in molti gli riconoscono. Da sempre accompagnato dalla passione per la sala cinematografica e per il jazz, non riconosce in queste due arti i suoi più interessanti talenti, forse anche per le persone che lo circondano. Scrive così: “Giocavo a basket all’aperto e sapevo lanciare la palla a un miglio di distanza. Non mi aspetto che ci crediate ma, se incrociate qualcuno del mio vecchio quartiere, chiedetelo a loro. Quando capita a me di incontrarli, finiscono sempre per parlare del mio talento nei giochi di squadra e mai, chissà perché, dei miei film”.

LE ACCUSE DI MIA FARROW

E poi, nella seconda parte del libro, arriva Mia Farrow e tutta la storia più nota e spettegolata. Con A proposito di niente Allen si leva qualche sassolino dalla scarpa. Ricostruisce per la prima volta le accuse che lo hanno visto come uno dei massimi nemici del #MeToo e fornisce la sua versione su Mia e Ronan Farrow, che, in base al punto di vista di Allen, non fanno proprio una bella figura. Andiamo con ordine. Il 4 agosto 1992 Woody Allen viene accusato di abuso sessuale ai danni di Dylan, figlia adottiva della compagna Mia Farrow, mamma di Ronan e musa di una dozzina di film di Allen tra gli Anni Ottanta e Novanta. Il 7 ottobre del 1993, dopo 14 mesi, le accuse contro Woody Allen vengono ritirate perché, come notificato dalla lettera giudiziaria, non ci sono prove credibili e le accuse risultano infondate. I problemi tornano a galla e ancora più accentuati quando Woody e Soon-Yi – a cui è dedicata questa autobiografia –, l’altra figlia adottiva di Mia Farrow, annunciano pubblicamente la loro relazione.

IL DUBBIO SU RONAN FARROW

Il regista di Io e Annie scrive dettagli terribili riguardanti il rapporto tra le due donne, vessazioni psicologiche e fisiche. Dalle parole di Allen, che in gran parte del libro parla del fascino della Farrow e della loro relazione prima felice, vengono fuori racconti macabri anche su Ronan Farrow, giornalista che nel 2017 fu insignito del Premio Pulitzer per l’inchiesta pubblicata sul New Yorker contro Harvey Weinstein, ora condannato. Allen riporta di un rapporto morboso tra madre e figlio. Senza dilungarci oltre e lasciando al lettore il piacere di scoprire tutti i particolari della “confessione” di Allen, va ricordato che l’aver deciso di dare la sua versione della vicenda è costata al regista lo stracciamento del suo contratto con Amazon e l’impossibilità di distribuire i suoi film futuri in America. Un giorno di pioggia a New York è uscito infatti solo in alcuni Paesi d’Europa, in Italia con Lucky Red.
Chi è dunque Woody Allen? Lo dice bene lui stesso così: “Al cinema ero lo sbruffone che faceva una battuta durante una scena romantica e faceva scoppiare a ridere quelli che la sentivano. Anche se molti altri mi intimavano di stare zitto”.
A proposito di niente è disponibile in versione eBook dal 23 marzo e in libreria arriva il 9 aprile.

Margherita Bordino

Woody Allen – A proposito di niente
La nave di Teseo, Milano 2020
Pagg. 400, € 22
ISBN 9788834603345
www.lanavediteseo.eu

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.