L’arte della fotografia in 5 libri

Quattro fotografi italiani in altrettante monografie, in rigoroso ordine cronologico per nascita. Dal pioniere Francesco Malacarne a due colossi nati negli Anni Quaranta, Guigo Guidi e Francesco Radino, fino a Massimo Baldini. Per chiudere con un bel progetto editoriale stampato in occasione di Foto/Industria, la rassegna di Bologna che compie quattro anni.

1. FRANCESCO MALACARNE

Anna Bedon & Italo Zannier ‒ Francesco Malacarne (Quinlan, Castel Maggiore 2019)

Credevate che la diatriba su chi abbia inventato la fotografia fosse definitamente chiusa, sigillata da quello scatto onestamente poco intelligibile di Joseph Nicéphore Niépce realizzato nel 1826-27? E invece no. Perché ora, grazie alle ricerche di Anna Bedon e Italo Zannier, spunta tal Francesco Malacarne (1779-1855), che del sunnominato Niépce era contemporaneo e che mise a punto la papirografia, prima di dedicarsi come il francese all’eliografia. E a dirla tutta, le proto-fotografie di Malacarne sono ben più chiare di quelle di Niépce. Qualcosa vorrà pur dire, no? Intanto la discussione continua, e siamo ragionevolmente certi che presto i cugini d’Oltralpe risponderanno a suon di carta stampata.

Anna Bedon & Italo Zannier ‒ Francesco Malacarne pioniere della fotografia
Quinlan, Castel Maggiore 2019
Pagg. 72, € 18
ISBN 9788899390242
www.aroundphotography.it

Marco Enrico Giacomelli

2. GUIDO GUIDI

Guido Guidi – In Veneto, 1984 89 (Mack Books, Londra 2019)

Diteci voi se è normale che un maestro-della-fotografia italiano debba andare a Londra per trovare un editore. Poi ci si lamenta di un sistema che funziona poco e male, di quotazioni troppo basse eccetera eccetera. E allora ben venga la casa editrice londinese di contro ai piagnistei. Mack manda così in stampa un bel libro oblungo che, in accoppiata con la mostra al Museo Casa Giorgione di Castelfranco, racconta il Veneto in un pugno di scatti inediti, realizzati da Guido Guidi (Cesena, 1941) fra il 1984 e il 1989 utilizzando – fatto atipico per lui – il grande formato di una Deardorff 8X10. Un brano di storia, quando la campagna cedeva il passo a un’urbanizzazione discontinua, gorgheggiante, quasi cancerosa. (Attenzione: sempre da Mack, a giugno Guidi ha stampato tre volumi in cofanetto dedicati alla Sardegna.)

Guido Guidi – In Veneto, 1984-89
Mack Books, Londra 2019
Pagg. 64, £ 30
ISBN 9781912339624
mackbooks.co.uk

3. FRANCESCO RADINO

Francesco Radino – Fotografie 1968 2018 (Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2019)

È di fatto una retrospettiva su carta, quella proposta da Silvana Editoriale in occasione della mostra personale di Francesco Radino (Bagno a Ripoli, 1947) che si è tenuta alla Fondazione Mudima di Milano a settembre-ottobre 2019. Si ri-scoprono così gli esordi paesaggistici del fotografo toscano – sono gli anni che generano quell’esigenza di uno sguardo contemporaneo sull’Italia che porterà, nel 1984, alla celeberrima mostra e all’altrettanto celebre libro Viaggio in Italia – e poi un percorso che qualcuno cercherà di ricondurre docilmente a un fil rouge, a un basso continuo, a una sotterranea coerenza. E che invece, forse in maniera beatamente ingenua, forse invece per scelta consapevole e magari politica, pare proprio un percorso libero, che non teme di spaziare dal ritratto alle campagne, dai luoghi più antropizzati agli animali e via dicendo. In altre parole: Radino non è un fotografo tematico, a meno che la Terra e i suoi abitanti non siano un tema.

Francesco Radino – Fotografie 1968-2018
Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2019
Pagg. 320, € 49
ISBN 9788836644766
www.silvanaeditoriale.it

4. MASSIMO BALDINI

Massimo Baldini – Gli italiani (il Mulino, Bologna 2019)

Si ispira nientemeno che a The Americans di Robert Frank il volume appena distribuito dalla casa editrice il Mulino di Bologna. Le fotografie sono del sociologo Massimo Baldini mentre i testi che punteggiano il volume sono stati selezionati dal docente di Letteratura italiana Claudio Giunta, non nuovo a intelligenti incursioni nel mondo dell’arte (memorabile il reportage dall’Islanda firmato nel 2014 a quattro mani con Giovanna Silva per Humboldt Books). Un ritratto spesso impietoso del nostro Paese e soprattutto dei suoi abitanti, con connotati tragicomici che rimandano talora allo sguardo che Martin Parr posa sul Regno Unito, però in bianco e nero. E a metterci il carico ci pensa proprio Giunta, inanellando strali di Corrado Alvaro e Luciano Bianciardi, Alberto Arbasino e Raffaele La Capria, Luigi Meneghello e Leonardo Sciascia – fra gli altri.

Massimo Baldini – Gli italiani
il Mulino, Bologna 2019
Pagg. 200, € 26
ISBN 9788815285348
www.mulino.it

5. ANTHROPOCENE

Francesco Zanot (a cura di) – Foto Industria 2019 (Fondazione MAST, Bologna 2019)

Rilegati – o meglio: legati – da un elastico giallo fluo, i dodici volumetti pinzati raccontano ognuno una delle undici mostre (più un fascicolo introduttivo con testi di Isabella Seràgnoli e Francesco Zanot, rispettivamente patron e curatore) che costituiscono la quarta edizione di Foto/Industria, ovvero la Biennale di Fotografia dell’Industria e del Lavoro promossa dalla Fondazione MAST di Bologna e quest’anno dedicata alla Tecnosfera. Proprio al MAST è allestita fino a gennaio la mostra di Edward Burtynsky, Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier, ma poi ci si deve (attenzione: le altre mostre chiudono il 24 novembre!) mettere di buona lena per andare a Santa Maria della Vita per Lisetta Carmi, allo Spazio Carbonesi per David Claerbout, a Palazzo Bentivoglio per Luigi Ghirri, alla Biblioteca Universitaria per Armin Linke – e poi ci sono ancora Yosuke Bandai al Museo della Musica, Matthieu Gafsou alla Pinacoteca – Palazzo Pepoli, Délio Jasse alla Fondazione del Monte, André Kertész alla Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna, Albert Renger-Patzsch alla Pinacoteca e Stephanie Syjuco al MAMbo. Bologna val bene una messa.

Francesco Zanot (a cura di) – Foto/Industria 2019
Fondazione MAST, Bologna 2019
12 voll., s.i.p.
www.fotoindustria.it

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.