I bambini e la balena. Il nuovo libro di Daniel Frost

Un piccolo libro per l’infanzia che potrebbe essere utile anche a molti adulti. Lo ha scritto e illustrato un talentuoso inglese che si chiama Daniel Frost. Racconta di due bambini e di una balena.

Daniel Frost - The Children and the Whale (Gestalten, Berlino 2018). PP. 27-28
Daniel Frost - The Children and the Whale (Gestalten, Berlino 2018). PP. 27-28

Ha vinto l’Oberon Award per la sua versione illustrata dei Viaggi di Gulliver, che ha realizzato insieme al graphic designer Jens Dan Johansen. Si chiama Daniel Frost, è nato a Staffordshire nel 1984 e ha studiato al Royal College of Art di Londra, dove si è laureato nel 2010. È un artista e un illustratore, e così da un lato si citano le sue mostre (a Londra, Milano. Copenaghen, Anversa…), dall’altro i suoi clienti (Nike, New York Times, Guardian, Transport for London…).

UN MONDO IN OGNI LIBRO

A fungere da trait d’union, in un certo modo, sono proprio i libri. Andando a ritroso, nella produzione di Frost troviamo le illustrazioni per Uncle Oscar’s Chairs. From A to Z (Particular Books, 2018) di Magnus Englund, esperto di design e architettura scandinavi nonché co-fondatore di Skandium; la premiata coppia The School of Art e The School of Music (2015 e 2017, entrambi per l’editore Wide Eyed), ognuno con 40 divertenti “lezioni” uscite rispettivamente dalla penna di Teal Triggs e di Meurig & Rachel Bowen – mentre per il 2019 è in preparazione il terzo volume della serie, The School of Numbers, scritto da Emily Hawkins.
Ma la chicca sta all’esordio della letteratura per l’infanzia, con quell’Atop a Hill in Frostville (Little Otsu, 2014) che fa immediatamente comprendere quanto sia talentuoso Daniel Frost. Palette limitatissima in stile Fifties e personaggi futuristici come il reclining bicyclist. Il segreto di ogni cocktail sta nella scelta delle materie prime, nella capacità di miscelarle a dovere e soprattutto nell’avere chiaro in mente l’obiettivo. E Frost apparecchia cocktail notevoli.

Daniel Frost - The Children and the Whale (Gestalten, Berlino 2018). Cover
Daniel Frost – The Children and the Whale (Gestalten, Berlino 2018). Cover

NOI STIAMO CON MOBY DICK

Ed eccoci a The Children and the Whale, il gioiellino partorito dal narratore e illustratore inglese per la mitica Gestalten di Berlino. Un mondo intero si apre e si sviluppa in appena 32 pagine, con un basso continuo onirico che sembra un paralume sul bianco accecante del profondo nord. In 32 pagine una favola che è un intero Bildungsroman, un romanzo di formazione con una morale e senza moralismi.
I protagonisti sono Cuno e Aia, fratello maggiore e sorella minore, abitanti del Polo, affascinati – soprattutto Cuno – dai racconti del padre che hanno per protagonista una enorme balena. E come in ogni romanzo di formazione che si rispetti, inizierà presto un viaggio alla sua ricerca. Qui ci fermiamo, anche se rivelare il plot poco danneggerebbe un libro che ha nella qualità pittorica e nell’inventiva prospettica delle illustrazioni il suo punto di forza, almeno per un lettore adulto.
Al termine dell’impresa, Cuno avrà imparato due, o meglio una lezione fondamentale: l’importanza della rispettosa relazione con l’esterno – sia esso costituito da un altro essere umano, da un altro essere vivente, dal proprio ambiente, insomma dalla Terra e da ciò che ospita. Non è poco, di questi tempi soprattutto.

Marco Enrico Giacomelli

Daniel Frost – The Children and the Whale
Gestalten, Berlino 2018
Pagg. 32, € 14,90
ISBN 9783899558166
gestalten.com
danielfrost.co.uk

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.