Books from the Wilderness, l’installazione dei Parasite 2.0 per la Libreria 121+ di Milano

Una libreria che diventa un’installazione, un contenitore trasfigurato dove i libri sono scelti da architetti sul tema del deserto e delle rovine. È “Books from the Wilderness” il progetto di Parasite 2.0 per la Libreria 121+ di Milano

BOOK FROM THE WILDERNESS PARASITE@121CORRAINI Davide Galli fotografo
BOOK FROM THE WILDERNESS [email protected] Davide Galli fotografo

Books from the Wilderness, progetto di Parasite 2.0 per  la Libreria 121+ a Milano, insidia l’ordinaria fruizione del luogo. Nella sede di via Savona 17, domicilio di Corraini Edizioni, si testano nuovi approcci: lo spazio per la vendita dei libri (una delle librerie più gradevoli d’Italia) si trasfigura in un’unica installazione e, più in generale, l’intero contenitore si riconverte nel suo contenuto. Un’apertura a sperimentazioni creative, non nuova per Corraini Edizioni che nel suo DNA contempla più vocazioni: casa editrice, galleria d’arte e spazio di ricerca tra cui spicca la storica collaborazione con Bruno Munari.

IL PROGETTO

Fino al 2 febbraio 2018, il collettivo di architetti milanesi Parasite 2.0 – al secolo Stefano Columbo, Eugenio Cosentino e Luca Marullo – che ha già incassato premi importanti come lo ‘Yap Maxxi 2016 e partecipazioni alle Biennali di Architettura di Venezia nel 2012 e nel 2014, trasforma la libreria manipolando i concetti di deserto e rovine.  “Non in un’accezione negativa”, spiega il collettivo, “ma come luogo di rinascita e purificazione, un habitat dove i lasciti della modernità diventano elementi liberi, privi dei loro rapporti reciproci, con i quali si possono immaginare nuove formulazioni e realtà”. Il deserto è quindi inteso come luogo in cui l’azzeramento della forma è, viceversa, un potenziale generatore di nuove configurazioni.

L’INSTALLAZIONE

A determinare l’allestimento e a offrire un insolito approdo ai libri, anche quest’ultimi scelti dai progettisti coerentemente a tale visione, ci sono spugne e gomme che simulano dune, capaci di assorbire memorie, opportunamente consumate per richiamare la naturale usura del tempo. Parasite 2.0 conferma dunque un ‘modus operandi’ responsabilmente sensibile a fronteggiare un rapporto corretto tra l’uomo e il suo habitat, a incrociare linguaggi e competenze per focalizzare criticamente temi brucianti del presente. Per l’occasione Corraini Edizioni ristampa gli storici cataloghi 10×10, libri d’artista a tutti gli effetti che, dagli anni Settanta, hanno scortato l’attività espositiva della casa editrice.

– Marilena Di Tursi

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Marilena Di Tursi
Marilena Di Tursi, giornalista e critico d'arte del Corriere del Mezzogiorno / Corriere della Sera. Collabora con la rivista Segno arte contemporanea. All'interno del sistema dell'arte contemporanea locale e nazionale ha contribuito alla realizzazione di numerosi eventi espositivi, concentrandosi soprattutto sulla promozione dei giovani artisti pugliesi dal 1988 fino ad oggi. È autrice di numerose pubblicazioni e di testi critici di presentazione dell’opera di giovani artisti, contenuti in cataloghi redatti in occasione di mostre personali e collettive. Per conto della Fondazione Corriere della Sera, in qualità di membro del consiglio scientifico, ha curato cicli di incontri dedicati all’arte contemporanea nell’ambito dell’iniziativa “Da Est a Ovest Bari incontra il mondo” (2015/2016) e “Quanto è contemporanea l’arte contemporanea?” (2016, con Marco Scotini, Achille Bonito Oliva, Domenico Fontana, Marco Senaldi). Laureata in Lettere presso l’Università degli Studi di Bari, con una tesi in Storia dell’arte contemporanea, ha conseguito la specializzazione triennale in storia dell’arte medievale e moderna presso l’Università “La Sapienza” di Roma e il titolo di Dottore di ricerca in Documentazione, catalogazione, analisi e riuso dei beni culturali presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bari. Insegna Storia dell’arte nel locale Liceo artistico.