Dall’arte alla vita. Il libro di Alessandra Acocella

Punta lo sguardo su un triennio epocale il volume dedicato ai luoghi che fecero da sfondo alle sperimentazioni creative nostrane fra il 1967 e il 1970. Un itinerario in cui si uniscono indissolubilmente arte ed esistenza.

Fiumalbo (MO), agosto 1967. Da sx, Maurizio, Tiziano e Adriano Spatola, Arrigo Lora Totino e Claudio Parmiggiani. Photo Luigi Ferro
Fiumalbo (MO), agosto 1967. Da sx, Maurizio, Tiziano e Adriano Spatola, Arrigo Lora Totino e Claudio Parmiggiani. Photo Luigi Ferro

Da qualche tempo la storia dell’arte come storia delle mostre temporanee d’arte contemporanea è al centro di un processo che parte dai testi e dai contesti per ricostruire filologicamente e atmosfericamente l’ambiente polifonico dove il pubblico e il privato, l’artista e il critico, l’attore e lo spettatore, la rivista e il catalogo, il gallerista e il collezionista, stabiliscono punti cardinali utili a ridisegnare le fitte trame degli eventi.
Avanguardia diffusa. Luoghi di sperimentazione artistica in Italia 1967-1970, il libro di Alessandra Acocella – pubblicato da Quodlibet in collaborazione con la Fondazione Alessandro Passaré di Milano – si pone al centro di questo versante del fare storia, con la consapevolezza che la storia in sé ha lasciato il posto alle storie, agli intrecci culturali, agli avvenimenti, ai racconti e ai raccordi plurivoci.

APPROPRIARSI DEI LUOGHI

Partendo in prima battuta dall’evocazione di un evento esemplare e significativo – Sculture nella città (Spoleto, 1962), utile per tutti a prendere le distanze dall’immobilità della scultura, intesa ancora come volume concluso e chiuso rispetto al tessuto urbano – Acocella punta l’indice su un brano dell’arte, e particolarmente sul triennio felice 1967-1970, che mira ad appropriarsi dei luoghi non deputati per disegnare un itinerario che dal mondo dell’arte si proietta nel mondo della vita.
È l’effimero a essere al centro di questa bella ricerca proposta da Acocella, un ingrediente che è, per l’arte e per la critica, spostamento sulla funzione dell’arte, sull’ideologia del fare, sulla formatività.
Il punto di partenza è Parole sui muri, l’evento organizzato a Fiumalbo dall’8 al 18 agosto 1967, grazie al sodalizio tra Claudio Parmiggiani e il sindaco Mario Molinari (una seconda edizione è organizzata dal 27 luglio al 4 agosto dell’anno successivo), seguito a ruota da Un paese + l’avanguardia artistica (ad Anfo, 25 agosto-3 settembre 1968), dal VI Premio Masaccio (a San Giovanni Valdarno, giugno 1968) e dal Nuovo Paesaggio, la mostra non realizzata per la Triennale del Grande Numero (1968) di cui l’autrice ricostruisce, con precisione, l’atmosfera magica.

Alessandra Acocella, Avanguardia diffusa (Quodlibet)
Alessandra Acocella, Avanguardia diffusa (Quodlibet)

UNO SGUARDO AI CAPITOLI

C’è, poi, un capitolo sull’ottava Biennale di San Benedetto del Tronto che Dorfles, in dialogo con Luciano Marucci e Filiberto Menna, declina Al di là della pittura (1969), e altri capitoli dedicati alle manifestazioni Meno 31. Rapporto estetico per il Duemila (Varese, 1969), al Campo Urbano (Como, 1969) e agli Interventi sulla città e sul paesaggio (Zafferana Etnea, 1970), ma anche tutta una serie di richiami ad altri eventi – tra questi è indimenticabile la scena offerta a Amalfi da Arte povera + astrazioni povere –, ad altre avventure di cui restano oggi, tracce, fotografie, articoli, incontri, scontri (in occasione dell’Impatto percettivo viene augurato da Crispolti quel “buon impatto” che crea una spaccatura critica con le linee delle “alternative attuali”). Un elegante volume, davvero indispensabile per quanti vogliano conoscere e approfondire quegli anni.

Antonello Tolve

Alessandra Acocella – Avanguardia diffusa. Luoghi di sperimentazione artistica in Italia 1967-1970
Quodlibet, Macerata 2016
Pagg. 248, € 24
ISBN 9788874628988
www.quodlibet.it

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CuratoreAlessandra Acocella
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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi, 1977) è titolare di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino. Ph.D in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico artistica (Università di Salerno), è stato visiting professor in diverse università come la Mimar Sinan Güzel Sanatlar Üniversitesi, la Beǐjin̄g Yuy̌ań Daxué, l’Universitatea de Arta si Design de Cluj-Napoca e la Universidad Central de Venezuela. Critico d’arte e curatore, è stato commissario in diverse giurie internazionali. Tra i suoi libri si ricordano “Gillo Dorfles. Arte e critica d’arte nel secondo Novecento” (La Città del Sole, 2011), “ABOrigine. L’arte della critica d’arte” (PostmediaBooks, 2012), “Ubiquità. Arte e critica d’arte nell’epoca del policentrismo planetario” (Quodlibet, 2013), “La linea socratica dell’arte contemporanea. Antropologia Pedagogia Creatività” (Quodlibet, 2016), “Istruzione e catastrofe. pedagogia e didattica dell’arte nell’epoca dell’analfabetismo strumentale” (Kappabit, 2019), “Me, myself and I. Arte e vetrinizzazione sociale ovvero il mondo magico del selfie” (Castelvecchi, 2019), “Atmosfera. Atteggiamenti climatici nell’arte d’oggi” (Mimesis, 2019). Ha curato con Stefania Zuliani il volume di Filiberto Menna, “Cronache dagli anni settanta. Arte e critica d'arte 1970-1980” (Quodlibet, 2017) e, con S. Brunetti, “Il sistema degli artisti. Collezione, conservazione, cura e didattica nella pratica artistica contemporanea” (Mimesis, 2019). Dal 2018 e Direttore della sede romana della Fondazione Filiberto e Bianca Menna e dal 2014 è curatore della Gaba.Mc – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.