Il soft power dell’Italia in Cina grazie a due grandi mostre su Pompei e Palladio

Per le celebrazioni per il 55° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina, aprono a Pechino due mostre che raccontano il patrimonio culturale italiano sotto la lente dell’archeologia e dell’architettura

La Cina è da sempre affascinata dalla cultura italiana. E la lega all’Italia una lunga storia di relazioni diplomatiche. Nel quadro delle celebrazioni per il loro 55° anniversario, sono ora in corso al Museo Nazionale della Cina a Pechino due mostre che raccontano il patrimonio culturale italiano sotto la lente dell’archeologia e dell’architettura. Si tratta dei progetti espositivi Pompei. Un’eterna scoperta, visitabile fino al 10 ottobre, e Geometria, armonia e vita. L’architettura di Andrea Palladio dall’Antichità al Classicismo aperta fino al 5 maggio. Entrambe realizzate con la curatela congiunta italiana e cinese – Ambasciata d’Italia e Istituto Italiano di Cultura di Pechino, in collaborazione con il Museo cinese – sono mostre che dimostrano l’effettivo peso culturale che sta iniziando ad avere la narrazione dell’arte italiana in Oriente.

Pompei. Un’eterna scoperta. Courtesy MiC
Pompei. Un’eterna scoperta. Courtesy MiC

La mostra in Cina su Pompei

Promossa dal Museo archeologico nazionale di Napoli e dal Parco archeologico di Pompei e realizzata in collaborazione con l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, la mostra Pompei. Un’eterna scoperta ricostruisce oltre due secoli e mezzo di ricerche sulla città vesuviana, ripercorrendo la storia degli scavi dal 1748 fino alle più recenti campagne archeologiche. Attraverso reperti, documenti, immagini e apparati multimediali, il percorso espositivo restituisce l’evoluzione delle metodologie di indagine e di conservazione, offrendo al pubblico una lettura dinamica e aggiornata di uno dei siti archeologici più celebri al mondo.

Pompei. Un’eterna scoperta. Courtesy MiC
Pompei. Un’eterna scoperta. Courtesy MiC

La mostra in Cina su Palladio

Uno dei maestri più influenti del Rinascimento italiano è, invece, al centro della mostra Geometria, armonia e vita. L’architettura di Andrea Palladio dall’Antichità al Classicismo. Il percorso mette in luce il dialogo tra l’architettura palladiana e i modelli dell’antichità classica, evidenziando come i principi di proporzione, equilibrio e armonia abbiano influenzato profondamente lo sviluppo del linguaggio architettonico occidentale. Disegni, modelli e apparati interpretativi accompagnano il visitatore alla scoperta di un pensiero che, ancora oggi, continua a ispirare architetti e studiosi in tutto il mondo. La mostra presenta anche manufatti legati all’architettura tradizionale cinese, creando un affascinante dialogo tra tradizioni architettoniche di culture diverse.

Il Ministro Giuli inaugura le mostre su Pompei e Andrea Palladio al Museo Nazionale della Cina, courtesy MIC
Il Ministro Giuli inaugura le mostre su Pompei e Andrea Palladio al Museo Nazionale della Cina. Courtesy MiC

La storia di uno scalpellino “tradotta in cinese”

L’esposizione è frutto di un rigoroso progetto scientifico guidato da alcune tra le più autorevoli istituzioni culturali e accademiche italiane: il Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio / Palladio Museum di Vicenza e l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccanicon la collaborazione del Politecnico di Torino. “Geometria, armonia e vita. L’architettura di Andrea Palladio dall’Antico al Classico nasce con l’ambizione di “tradurre in cinese” la storia di uno scalpellino divenuto architetto universale, mettendo in dialogo la sua eredità con l’architettura cinese, storicamente concepita come espressione collettiva e come continuità di forme e materiali”, conclude l’Ambasciata d’Italia a Pechino. “In un Paese in cui l’architettura è diventata negli ultimi decenni uno dei principali motori di trasformazione urbana, la mostra porta in Piazza Tiananmen colui che è considerato il re dell’architettura degli ultimi cinque secoli”.

Claudia Giraud

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Claudia Giraud

Claudia Giraud

Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate…

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