Ad aprile inaugura il nuovo museo del Victoria&Albert. Ancora una volta nell’East London

Il 18 aprile, a meno di un anno dall’inaugurazione dell’adiacente V&A East Storehouse, aprirà al pubblico il nuovo spazio pensato dallo storico museo londinese di arti decorative e applicate per raccontare le sfide sociali e culturali del nostro tempo. Un polo di comunità, tra mostre, inedite opere d’arte contemporanea, un ristorante di qualità

A meno di un anno dall’inaugurazione del riuscitissimo museo-deposito progettato da Diller Scofidio+Renfro al Queen Elizabeth Olympic Park di Londra, il circuito del Victoria&Albert Museum si amplia ancora. Dopo l’apertura al pubblico del V&A East Storehouse alla fine di maggio 2025 – con l’ulteriore impegno a valorizzare l’eredità culturale di David Bowie, aprendo alla fruizione l’archivio dell’artista, a partire dalla fine dell’estate scorsa – l’ecosistema dello storico museo di arti applicate e decorative di Londra potrà presto contare su un nuovo polo di riferimento.

Inaugura il V&A East Museum al Queen Elizabeth Olympic Park

Il V&A East Museum aprirà il 18 aprile 2026 sempre all’interno del Queen Elizabeth Olympic Park di Stratford (quadrante est della capitale inglese). Disegnato dagli architetti O’Donnell + Tuomey, l’edificio che ospita il museo si sviluppa su cinque piani, per 7mila metri quadrati di superficie complessiva a disposizione; l’obiettivo è quello di celebrare il ruolo trasformativo della cultura e dell’arte, come atto politico e sociale. Dunque i contenuti del nuovo centro sono stati sviluppati in collaborazione con giovani, creativi e residenti dell’East London. Nelle due gallerie permanenti, intitolate Why We Make, i visitatori potranno apprezzare una collezione di oltre 500 oggetti, allestiti per rappresentare dieci temi attraverso architettura, design, moda, arti visive, performance: dall’identità al benessere, alla giustizia sociale, tra dipinti rinascimentali e abiti in seta del Settecento, gioielli di produzione asiatica, creazioni di Vivienne Westwood e lavori di artisti contemporanei, da Leigh Bowery a Maud Sulter. 

Ad aprile inaugura il nuovo museo del Victoria&Albert. Ancora una volta nell’East London
V&A East Museum London. Image credit Victoria & Albert Museum, London

Il programma di commissioni del V&A East Museum ad artisti contemporanei

All’ingresso, la scultura monumentale A Place Beyond, dello scultore britannico Thomas J Price (che in Italia ricordiamo per la deprecabile azione razzista perpetrata ai danni di una sua opera a Firenze, un anno fa), accoglierà il pubblico invitandolo a riflettere sulla rappresentazione della comunità nello spazio pubblico. Per il V&A, Price ha realizzato la scultura più imponente mai prodotta: una figura femminile non idealizzata, in bronzo, che abita lo spazio con fare disinvolto. L’artista britannico inaugura così un programma semestrale di commissioni (New Work) che permetterà al museo di ampliare le sue collezioni, con opere inedite realizzate da Carrie Mae Weems (con The Long Goodbye, per il suo debutto inglese), Es Devlin, Lawrence Lek, Rene Matić, Tania Bruguera.

Mostre e servizi al pubblico. La proposta del Cafe Jikoni

Ma il V&A East Museum ospiterà anche mostre e progetti temporanei (l’accesso al museo è gratuito come usa a Londra, fatta eccezione per le mostre). A partire dall’esposizione The Music is Black: A British Story, sull’impatto della musica nera britannica sulla cultura inglese e internazionale, dall’inizio del Novecento a oggi. Oltre un secolo di storia ripercorso attraverso strumenti, fotografie, video, abiti e testimonianze sull’evoluzione di generi come il jazz, il reggae, il drum&bass, il trip hop, il garage e il dubstep.
E si conferma anche l’attenzione del V&A ai servizi per i visitatori. Se allo Storehouse – da poco riconosciuto dal TIME tra i migliori posti da visitare al mondo – il partner designato per gestire caffetteria e ristorazione del museo è stata una delle bakery più apprezzate della città (e5), coinvolta sin dall’inizio nella progettazione degli spazi e nella definizione di un calendario di eventi e conferenze, l’East Museum punterà sul team del ristorante Jikoni, guidato da Ravinder Bhogal e Nadeem Lalani Nanjuwany. Nel quartiere posh di Marylebone, il ristorante di cucina fusion è attivo dal 2016, e ha conquistato la critica gastronomica londinese per il suo approccio sostenibile e moderno a una proposta che supera i confini territoriali e culturali, nutrendosi della contaminazione tra influenze indiane, del Sud-Est asiatico, africane e inglesi. Pluripremiato, Jikoni cura da diverse edizioni la proposta gastronomica di Frieze, e all’interno del V&A aprirà, già il 18 aprile, il Cafe Jikoni, “naturale evoluzione della nostra missione di lunga data di superare i confini e unire le persone attraverso il cibo”, spiega Bhogal. I piatti proposti, in linea con gli obiettivi del museo, rifletteranno quindi la complessità e la ricchezza delle comunità che convivono in città, in particolare nell’East London.

Livia Montagnoli

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