Uno dei più bei musei del mondo è in Corea del Sud: tutto dedicato al suono

L'Audeum Audio Museum di Seul, realizzato dallo studio dell'archistar Kengo Kuma, è un luogo multisensoriale dove esperire il suono - ma anche la luce e le consistenze tattili -“come in una foresta”

Ventimila tubi di alluminio in verticale che racchiudono uno “strumento architettonico” dove i visitatori possono immergersi nei suoni, ma anche sperimentare luci e ombre, vento e profumi. Uno spazio sensoriale che supera il concetto tradizionale di spazio espositivo, e lo fa con grazia: questo è l’Audeum, il Museo dell’Audio di Seul, che dallo scorso dicembre è il primo museo della Corea del Sud a vincere il “Premio Speciale per un Interno” del prestigioso concorso di architettura Prix Versailles.

Audeum, il primo museo al mondo tutto dedicato alle apparecchiature audio

Voluto da Michael Chung in memoria del padre, esperto di acustica e fondatore della Silbatone Acoustics, l’Audeum è il primo museo al mondo completamente dedicato alle apparecchiature audio, la cui evoluzione è ripercorsa dall’invenzione del fonografo nel 1877 a oggi. Lo spazio – aperto nel giugno 2024 nel quartiere residenziale di Seocho-gu, ma con vista su Gangnam – si estende su oltre 220 metri quadrati distribuiti su sette piani, due interrati e cinque esterni, ed è stato realizzato su progetto dello studio dell’archistar giapponese Kengo Kuma. “Questo museo richiedeva uno spazio unico che non esiste nei musei tradizionali. L’edificio è progettato affinché i visitatori possano sperimentare texture, luce, vento e profumo come un insieme coeso che non può essere sperimentato in un museo di arti visive”, spiega l’architetto in un film distribuito dal museo.

Audeum. Photo Taiki Fukao
Audeum. Photo Taiki Fukao

Com’è l’Audeum Audio Museum di Seul

Realizzato insieme al designer Hara Kenya, il museo è completamente ricoperto di lamelle in alluminio, la cui sovrapposizione va a creare sul vetro sottostante un effetto ombreggiato simile alla luce del sole che filtra tra gli alberi. Dentro, invece, spazio al legno, con la tecnica del “wooddrappeggio che enfatizza il passaggio dalla durezza lucente dell’esterno alla morbidezza soffusa dell’interno. “Il mio obiettivo per questo museo era creare un’esperienza di ascolto unica all’interno di una struttura simile a una foresta”, ha spiegato Kuma.

Audeum. Photo Taiki Fukao
Audeum. Photo Taiki Fukao

Il museo come luogo di esperienza sensoriale. La “foresta” dell’ Audeum

Il museo ospita un’ampia collezione di apparecchiature anche rare, come il fonografo Edison e l’altoparlante Western Electric, ed è tutto rivolto alla loro valorizzazione funzionale: per questo motivo la finitura in legno è stata progettata tenendo particolare conto dell’acustica. Un approccio che ha avuto come obiettivo la trasformazione dell’edificio stesso in uno strumento, sempre in un’ottica di “ambiente naturale” e sensorialmente stimolante. Una sensazione accentuata da scelte che incoraggiano a esplorare la texture degli ambienti – è il caso delle spesse pareti in pietra della scalinata con una finitura satinata –; la luce, diffusa nelle sale anche da una serie di panneggi di tessuto; e la fragranza del legno di cipresso dell’Alaska, che abbraccia le pareti come un sipario.

Giulia Giaume

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Giulia Giaume

Giulia Giaume

Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo…

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