Ondata Omicron: lo Smithsonian chiude cinque musei per carenza di personale

La chiusura temporanea delle istituzioni ha permesso al grande complesso museale Washington di indirizzare i dipendenti in salute verso altre sedi, evitando code e assembramenti

The Smithsonian Building in Washington D.C. United States. Edit of WikipediaImage Smithsonian Building
The Smithsonian Building in Washington D.C. United States. Edit of WikipediaImage Smithsonian Building

Anche il personale museale si ammala: con la valanga di contagi dovuti alla variante Omicron a Washington, lo Smithsonian è stato messo sotto assedio come non è successo a molti altri musei al mondo. Costretto a chiudere temporaneamente cinque dei suoi musei, incluso lo storico Museo Nazionale di Storia Naturale, che riaprirà solo mercoledì 5 gennaio. La grande istituzione della capitale statunitense – dove i numeri dei casi di Covid sono lievitati al loro massimo da inizio pandemia – ha dovuto prendere il provvedimento di chiusura per re-indirizzare i dipendenti rimanenti verso le sedi principali. “Lo Smithsonian“, si legge in una dichiarazione, “ha gestito gli esiti diretti e indiretti dell’ultima ondata di infezioni da Covid causate dalla variante Omicron. Negli ultimi giorni, lo Smithsonian ha visto un aumento dei casi positivi di Covid e dei relativi periodi di quarantena tra il nostro personale essenziale e operativo”. A chiudere sono stati anche quattro musei minori, il National Museum of African Art, il National Postal Museum, l’Anacostia Community Museum e il National Museum of Asian Art (Freer Gallery of Art e Arthur M. Sackler Gallery), che hanno riaperto il 3 gennaio dopo un paio di giorni a porte chiuse. “La chiusura del Museo Nazionale di Storia Naturale”, hanno aggiunto, “consentirà allo Smithsonian di riassegnare il personale e mantenere aperti tutti gli altri musei per il resto della settimana“: la decisione è scaturita soprattutto dalle grandi code accumulatesi all’esterno dei musei la settimana scorsa, proprio per la mancanza di personale addetto ai servizi per i visitatori.

LE SEDI DELLO SMITHSONIAN ASSILLATO DAL COVID

Il complesso dello Smithsonian è il più grande network culturale del mondo, tra museo, sezione educativa e di ricerca. Fondato nel 1846, la Smithsonian Institution – che deve il suo nome il primo donatore James Smithson – conta ben 19 musei, 21 biblioteche, 9 centri di ricerca e uno zoo, per lo più situati nel distretto di Columbia, e attira (gratis) circa 30 milioni di visitatori all’anno. Oltre al Museo Nazionale di Storia Naturale – protagonista di film come Una notte al museo, ospita circa 145 milioni di manufatti – il complesso include il Museo Nazionale Air and Space – dedicato all’aviazione e all’esplorazione spaziale, ha una sede distaccata anche in Virginia –; il Museo Nazionale della Storia e Cultura Afroamericana e l’Anacostia Community Museum, dedicati alla storia e all’arte afroamericana; la National Portrait Gallery; lo Smithsonian American Art Museum; la Arthur M. Sackler Gallery e la Freer Gallery of Art, entrambe dedicate all’arte asiatica; l’Hirshhorn Museum di arte moderna e contemporanea, e il relativo giardino di sculture; i musei nazionali di Arte Africana, Arte Americana e Arte Nativa, a cui è dedicato anche il George Gustav Heye Center a New York; il Museo Nazionale delle Poste; la Renwick Gallery di arti decorative americane; il Parco Zoologico Nazionale; alcuni edifici istituzionali come lo Smithsonian Institution Building e  l’Arts and Industries Building e istituzioni diffuse, come il Museum del Design Cooper Hewitt di New York.

– Giulia Giaume

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.