La National Portrait Gallery di Londra acquista ritratti di donne

Stando a un report condotto da The Guardian, il museo britannico ha in collezione una bassa percentuale di ritratti con soggetti femminili o realizzati da donne. Per i prossimi tre anni è prevista quindi una riconfigurazione delle raccolte della Galleria

La National Portrait Gallery di Londra
La National Portrait Gallery di Londra

È un progetto che rivisiterà e darà una nuova configurazione alle proprie collezioni il percorso intrapreso dalla National Portrait Gallery di Londra, in collaborazione con Chanel. Il museo, che vanta una delle raccolte di ritratti più vaste e importanti al mondo, per i prossimi tre anni sarà impegnato in ricerche finalizzate all’incremento di opere realizzate da donne o che abbiano come soggetto donne, con lo scopo di portare o riportare alla luce personaggi femminili che, nonostante il loro contributo alla storia del Paese, non hanno avuto finora adeguata visibilità e il dovuto riconoscimento.

LA NATIONAL PORTRAIT GALLERY E LE DONNE DALLE STORIE IGNORATE 

Nei prossimi anni quindi il museo britannico si impegnerà ad acquisire ritratti di donne e/o fatti da donne che, secondo un report redatto da The Guardian, nella collezione della Galleria sono in numero nettamente inferiore rispetto a quelli maschili. Stando al report, solo il 25% dei ritratti della collezione permanente del museo ha come soggetti donne, e solo il 12% delle opere di proprietà del museo sono state realizzate da artiste donne. Per ovviare a tale disparità, la National Portrait Gallery ha deciso di dedicare maggiore attenzione alle “overlooked stories” dando così maggiore spazio alle donne il cui pensiero e operato hanno avuto impatto sul Paese. Tra i personaggi già esaminati dai ricercatori è Noor Inayat Khan, compositrice, scrittrice e agente segreta indiana che durante la Seconda Guerra Mondiale fu la prima donna operatrice di radio inviata in Francia durante l’occupazione, poi catturata e giustiziata dai nazisti nel 1944. 

IL FUTURO DELLA NATIONAL PORTRAIT GALLERY 

L’ambizioso progetto di ricerca avviato dalla National Portrait Gallery arriva in un momento cruciale per la sua storia. Il museo infatti resterà chiuso fino al 2023 per restauro, un progetto intitolato Inspiring People a cura di Jamie Fobert Architects e supportato dal National Lottery Heritage Fund, che comprende anche una reinterpretazione completa della Collezione dai Tudors a oggi, la creazione di nuovi spazi pubblici e di un ingresso più accogliente, oltre a un nuovo Learning Center all’avanguardia. Durante i tre anni di lavori, sarà comunque possibile fruire le opere della Gallery grazie a iniziative promosse in tutto il Regno Unito: 300 ritratti delle collezioni del museo viaggeranno dalla Cornovaglia a Edimburgo, nell’ambito di un progetto che vedrà opere fino a ora raramente date in prestito approdare in musei di tutto il Paese. Anzi, la National Portrait Gallery lancia un invito a tutti i musei della Gran Bretagna a ospitare temporaneamente le proprie opere, così da condividerle con un pubblico sempre più vasto. Tra i musei finora coinvolti, la York Art Gallery l’Holburne Museum di Bath, National Museums Liverpool, la Laing Art Gallery di Newcastle e la Scottish National Portrait Gallery.

– Desirée Maida 

www.npg.org.uk

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.