“Riaprite i musei. L’arte guarisce l’anima”. L’appello di direttori e curatori francesi al governo

Come già accaduto in Svizzera, anche in Francia i direttori di musei scrivono una lettera aperta al Ministro della Cultura affinché vengano riaperti i luoghi della cultura. Per svolgere la loro missione: guarire l’anima soprattutto nei momenti di crisi

Palais de Tokyo, Parigi
Palais de Tokyo, Parigi

“L’arte, come la salute, aiuta a guarire l’anima umana”: con queste parole si chiude la lunga lettera che 100 curatori e direttori di musei francesi hanno indirizzato al Ministro della Cultura Roselyne Bachelot-Narquin, esortandola a riaprire musei e luoghi della cultura del Paese. L’appello-petizione, che su Change.org ha finora raccolto oltre 7.500 firme, arriva come reazione all’annuncio che il Presidente Macron ha fatto lo scorso 29 gennaio in merito alle misure e alle restrizioni da adottare per contrastare il contagio, e tra queste rientra la decisione di tenere ancora chiusi musei, biblioteche, cinema e teatri. Proprio Macron lo scorso novembre aveva annunciato che la riapertura dei luoghi della cultura sarebbe avvenuta a metà dicembre, perché “la cultura è essenziale per la nostra vita di cittadini”, per poi posticiparla al 7 gennaio, fino ad arrivare all’annuncio di pochi giorni fa. I direttori dei musei francesi, come già fatto dai colleghi in Svizzera, hanno così deciso di rivolgersi direttamente al governo per sottolineare la necessità e l’urgenza della riapertura delle istituzioni culturali per la salute mentale della comunità.

L’APPELLO DEI DIRETTORI DEI MUSEI FRANCESI AL GOVERNO

“Vogliamo restituire all’arte e alla cultura il ruolo che dovrebbero svolgere in questo momento di crisi e rendere ancora una volta un’eccezione culturale francese una realtà”, è scritto nella lettera. “I rigorosi protocolli sanitari messi in atto nelle nostre istituzioni, che dispongono anche di équipe perfettamente preparate all’accoglienza del pubblico, garantiscono l’accoglienza dei nostri visitatori in condizioni di sicurezza. Queste valutazioni dovrebbero consentirci, come è stato già ricordato dall’inizio dell’anno, di essere tra le prime istituzioni culturali a poter riaprire e questo in piena solidarietà con cinema e luoghi dedicati alla musica e alle arti. Dopo aver ascoltato gli ultimi annunci del governo”, continua la lettera, “vogliamo far sentire la nostra voce. Chiediamo di poter svolgere appieno il nostro ruolo di luoghi aggreganti, di riaprire le porte delle nostre istituzioni il più estesamente e il prima possibile”.

L’ARTE COME MEDICINA PER COMBATTERE LA CRISI

“Il Presidente della Repubblica ha sottolineato la reale angoscia in cui la situazione attuale getta i giovani del Paese, e ha indicato di voler dare loro la possibilità di frequentare un giorno alla settimana le lezioni all’università. Pensiamo anche a tutti gli studenti, ed in particolare a quelli dei Licei Artistici e di Storia dell’Arte, e vogliamo permettere loro di fruire nuovamente delle opere”, sottolinea la lettera. “In questo contesto, piuttosto che rimanere a porte chiuse, preferiamo senza esitazione ad un silenzio che pesa pesantemente sui nostri team e minaccia i nostri compiti, un’apertura graduale, se necessario con un protocollo sanitario ancora più rigido. Per garantire una sicurezza ottimale, saremmo inoltre disposti ad aprire solo una parte dei nostri spazi, se necessario. Per un’ora, per un giorno, per una settimana o per un mese, apriamo parzialmente le nostre porte, anche se dovessimo chiuderle in caso di nuovo lockdown o rafforzamento delle misure sanitarie. In un momento in cui molte istituzioni culturali stanno valutando la creazione di spazi dedicati al benessere attraverso l’arte e la mediazione artistica, desideriamo poterci prendere cura dei visitatori ora, perché ci sembra fondamentale che i luoghi della cultura possano ancora una volta offrire un’esperienza sensibile, necessaria al benessere mentale per affrontare questa crisi”. Tra i firmatari della petizione, scritta e pubblicata su Change.org dal Palais de Tokyo, sono Isabelle Bertolotti, Directrice – MAC, Musée d’art contemporain di Lione; Chiara Parisi, Direttrice del Centre Pompidou-Metz; Quentin Bajac, direttore del Jeu de Paume di Parigi.

– Desirée Maida

Leggi la petizione qui

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.