La pittrice polacca Ewa Juszkiewicz espone a New York una collezione innovativa e grottesca, in cui altera la storia della pittura con inserti surreali.

Sembrano ritratti femminili del XVIII e XIX secolo: giovani donne alla finestra, o su un sofà, con le mani elegantemente appoggiate in grembo, il corpo avvolto nei vestiti d’epoca. Ma qualcosa non va: non appena lo sguardo dello spettatore sale dai piedi al volto, emerge chiaro ciò che rende questa serie diversa da ogni collezione storica. Non ci sono i volti: nascosti da chili di drappeggi arrotolati, da piante, insetti o nodi di capelli lucenti, i visi delle dame ritratte impediscono di confermare l’idea di bellezza anticipata dal resto del corpo. Proprio per questo l’artista polacca Ewa Juszkiewicz (Danzica, 1984) li crea da quasi dieci anni, e per la prima volta li espone alla Galleria Gagosian di New York, nello spazio Park & 75, dove saranno visibili fino al 4 gennaio nella personale In vain her feet in sparkling laces glow (da un verso della poetessa inglese Mary Leapor).

RITRATTISTICA CLASSICA SOLO IN APPARENZA

È studiando i ritratti classici, e la loro evoluzione, che Juszkiewicz ha elaborato la sua visione: “Mentre li guardavo sentivo una sorta di dissonanza nella mia percezione: mi attraevano, per l’abilità con cui erano stati realizzati, ma mi rendevo conto che la bellezza femminile veniva sempre canonizzata secondo la visione del periodo storico”. Così tutti i dipinti che ritraggono giovani donne del XVIII e XIX secolo, soprattutto fiamminghi, si somigliano tra loro, per i gesti e le espressioni, facendo scomparire le donne dietro pose canoniche che non lasciano spazio alla loro personalità. “Ho sviluppato un bisogno di dialogo con queste opere”, ha aggiunto la pittrice.

Ewa Juszkiewicz, Untitled
Ewa Juszkiewicz, Untitled

I RITRATTI DI EWA JUSZKIEWICZ

I ritratti puntano a contestare un ideale di bellezza femminile “imposto” dalla società del tempo, rivitalizzando la ripetitività delle opere con una distorsione a tratti inquietante. Giustapposizioni di elementi apparentemente incompatibili, come una donna vestita di tutto punto e un ciuffo di fiori che le esce dal colletto, contestano quegli ideali ravvisati dalla pittrice di base a Varsavia. I metri di tessuto avvolti intorno alle teste danno un senso di soffocamento grottesco e surreale, associando elementi tradizionali con quelli sensoriali: alla messa in dubbio del modello originale si aggiunge così lo scopo di liberare la vitalità delle donne intrappolata per secoli, dandole espressione.

LA PERSONALE DI EWA JUSZKIEWICZ A NEW YORK

I dipinti alla Gagosian Park & 75 sono stati preparati parafrasando opere di Élisabeth Vigée Le Brun, Jan Adam Kruseman, Joseph Karl Stieler e Adolf Ulrik Wertmüller. Le opere, lasciate senza titolo, sono quasi copie degli originali: solo alla fine vengono stravolte dall’assurdo. Colori e tagli, implementati in modo innovativo soprattutto nelle opere più recenti, sono anche mutuati dalla moda contemporanea. “Il mondo della moda mi attrae quando contesta i canoni stereotipici di bellezza, e mostra la figura femminile in modi innovativi”, ha sottolineato Juskiewicz.

Giulia Giaume

New York // fino al 4 gennaio 2021
Ewa Juszkiewicz – In vain her feet in sparkling laces glow
GAGOSIAN PARK & 75
821 Park Avenue
https://gagosian.com

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AutoreEwa Juszkiewicz
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Giulia Giaume
Appassionata di cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli teatrali, mostre di arte figurativa e contemporanea. Avvicinatasi al giornalismo culturale con un corso sulla critica teatrale e cinematografica del maestro Daniel Rosenthal, cerca con ogni mezzo di replicare per iscritto la meraviglia che suscita in lei ogni manifestazione del genio umano. Laureata in Lettere, sta scrivendo la tesi di Scienze Storiche sulle aggregazioni sociali nate con le nuove forme abitative del secondo dopoguerra milanese, mentre conclude il master di giornalismo alla scuola Walter Tobagi. Scrive recensioni per Satisfiction e coltiva il suo senso del bello sul blog personale Cinquesensi.