Ironia e rivoluzione. La mostra austriaca dedicata a Josef Bauer

Ultimi giorni per visitare la mostra ospitata dal Lentos Kunstmuseum di Linz e dedicata all’emblematico Josef Bauer, artista sovversivo e grande indagatore del linguaggio in tutte le sue forme.

Josef Bauer. Demonstration. Exhibition view at LENTOS Kunstmuseum, Linz 2020. Photo maschekS
Josef Bauer. Demonstration. Exhibition view at LENTOS Kunstmuseum, Linz 2020. Photo maschekS

Josef Bauer (Wels, 1934) è sicuramente una figura chiave per l’arte concettuale austriaca, capace – come pochi altri – di scandagliare lucidamente il senso ultimo della comunicazione in toto. L’intera ricerca di Bauer verte, infatti, sempre verso l’analisi ossessiva del linguaggio, delle sue potenzialità e delle sue conseguenze; dai primi lavori degli Anni Sessanta, fino alle opere più recenti, si nota una volontà irrefrenabile di fondere tra di loro quanti più medium possibili nell’intenzione di sovvertire completamente qualunque forma di convenzione concepita dall’essere umano. Le lettere dell’alfabeto diventano così delle ingombranti sculture da portare in corsa durante una sorta di via crucis poetica, acquistano un peso concreto e si fanno effettivamente carne. Significato e significante lottano eternamente tra di loro (come nel caso della scritta gelb – giallo – su sfondo blu) e il colore fuoriesce dalle tele per rimanere sospeso in un terreno ibrido e inesplorato.

Josef Bauer, Buchstabenläufer, 1970. Photo Fritz Lichtenauer. Courtesy the artist & Krobath, Vienna & Galerie Karin Guenther, Amburgo
Josef Bauer, Buchstabenläufer, 1970. Photo Fritz Lichtenauer. Courtesy the artist & Krobath, Vienna & Galerie Karin Guenther, Amburgo

LINGUA E IMMAGINE SECONDO JOSEF BAUER

Lingua e immagine sono per Bauer degli elementi interscambiabili che possono esaltare l’uno mentre annullano completamente l’altro: un’alimentazione costante che rende vive le opere stesse. Impossibile da tralasciare, a tal proposito, le innumerevoli lingue di colore (è il caso di dirlo) che Bauer ha costantemente realizzato per decenni: delle pennellate che non hanno bisogno di alcun supporto per mantenersi in piedi, delle tracce cromatiche autonome, dei segni che possono essere apportati su qualunque tipo di immagine creando, inevitabilmente, dei contrasti che non lasciano indifferenti; macchie tangibili che cancellano e che valorizzano, forme statiche e cristallizzate ma che vibrano poiché colme di energia.

Josef Bauer. Demonstration. Exhibition view at LENTOS Kunstmuseum, Linz 2020. Photo maschekS
Josef Bauer. Demonstration. Exhibition view at LENTOS Kunstmuseum, Linz 2020. Photo maschekS

DIPINTI, INSTALLAZIONI E FOTOGRAFIE

Ogni opera non fa altro che oscillare continuamente tra dicotomie paradossali atte a creare un dialogo infinito con lo spettatore, l’esperienza del dubbio è sempre dietro l’angolo e i confini, tra i vari medium, si fanno sempre più labili in quanto ogni cosa contiene, al suo interno, più di una sola identità. È con quest’ottica che si può riuscire a comprendere l’ambigua natura di fotografie che sono allo stesso tempo dipinti e installazioni, o di sculture che appaiono come oggetti di design fungendo, al contempo, da testimonianze di performance avvenute; con Bauer la poesia si fa tattile e il concetto diviene un corpo da abbracciare e da consumare fino al midollo.
Demonstration, la grande retrospettiva concepita da Harald Krejci e curata da Brigitte Reutner presso il Lentos Kunstmuseum di Linz, nasce proprio con l’intento di fare luce sull’estro rivoluzionario dell’artista austriaco mettendone in risalto soprattutto gli aspetti più sottili e squisitamente ironici.

Valerio Veneruso

Linz // fino al 4 ottobre 2020
Josef Bauer. Demonstration
LENTOS KUNSTMUSEUM
Ernst-Koref-Promenade 1
https://www.lentos.at

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.