La galleria del futuro sarà ecosostenibile. Lo dichiara l’art system di New York in una lettera

In una lettera elaborata in occasione dell’Earth Day, i galleristi e gli artisti di New York si impegnano a ripensare alle proprie attività secondo un modello che rispetti la sostenibilità ambientale. L’intento è quello di contribuire a prevenire nuove catastrofi.

Photo by Oliver Niblett on Unsplash
Photo by Oliver Niblett on Unsplash

“Come proprietari di gallerie, membri dello staff e artisti che lavorano nelle e con le gallerie d’arte di New York City, riconosciamo le molteplici emergenze in atto. C’è la pandemia globale che ha già causato centinaia di migliaia di morti e innescato una crisi economica che avrà effetti duraturi sul nostro settore. C’è anche la crisi climatica, che precede e sopravvivrà a questa pandemia. Ognuna di queste emergenze richiede un’azione immediata e su larga scala e riconosciamo che un ritorno alla ‘normalità’ nella riapertura delle nostre gallerie è un ritorno a una crisi ambientale che continua a metterci a rischio”. Comincia così la lettera inviata da New York, firmata dai membri dello staff di gallerie come David Zwirner, Gladstone Gallery, Charles Moffett, James Cohan e Andrea Rosen e da alcuni artisti, tra cui Anicka Yi, Tauba Auerbach, Carol Bove, Marilyn Minter e Mika Rottenberg. Il 2020 si sta rivelando uno degli anni più critici e drammatici di sempre, dominato dalla pandemia che ha innescato una reazione a catena, facendo esplodere altre tematiche urgenti. Tra queste, non sono da meno le problematiche sociali che riguardano razzismo e classismo, come sottolineato nel testo: “riconosciamo inoltre che la crisi climatica si interseca con le ingiustizie strutturali, razziali, economiche, del lavoro e di altra natura sia nelle sue cause profonde che negli effetti diretti”.  

UN NUOVO MODELLO DI GALLERIA CLIMATE-CONSCIOUS: LA LETTERA DA NEW YORK

Insomma, se fino a poco fa le megas e i grandi player del sistema artistico statunitense parevano immersi in un Olimpo che aveva poca attitudine con i problemi della quotidianità, ora i firmatari della lettera si dichiarano pronti a mettersi una mano sulla coscienza, proponendosi come i fautori di un nuovo modello sostenibile. Partendo innanzitutto dalla riduzione dell’inquinamento e dell’impatto ambientale prodotto dalle proprie attività e avviando un esempio di galleria più “climate-conscious” al fine di scongiurare (o almeno, provarci) future catastrofi. La lettera – concepita in occasione dell’Earth Day il 22 aprile e aggiornata recentemente – prosegue con un elenco di punti che i firmatari si impegnano a rispettare negli anni a venire, ovvero: “valutare l’impatto sul clima delle nostre gallerie e pensare al modo in cui le nostre attività possano diventare più attente alla salvaguardia dell’ambiente; diffondere un messaggio di sostenibilità ambientale quando interagiamo con colleghi, buyer e clienti, facendo sì che queste tematiche diventino conversazioni standard all’interno delle nostre gallerie. Elencare pubblicamente i nostri nomi per far sapere a tutti che condividiamo questo impegno”. È possibile leggere il testo integrale a questo link.

– Giulia Ronchi 

https://www.galleriescommit.com/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.