Riaprono (cautamente) al pubblico i musei in Cina. Stop ancora a teatri e cinema

Il governo cinese ha varato una serie di regole strettissime per regolare l’affluenza dei visitatori nei siti culturali. Dalle mascherine obbligatorie alla prenotazione online

Lo Skyline di Shanghai
Lo Skyline di Shanghai

Spiragli di speranza arrivano da Oriente. Mentre Europa e Stati Uniti cominciano a sperimentare il clima di isolamento e gli effetti più devastanti del Covid-19, in Cina, il paese dal quale il contagio si è sprigionato e che per ora ha subito le conseguenze più gravi della malattia in termini numerici, si assiste ad un primo timido ritorno alla normalità. Anche grazie alla cultura. Le autorità cinesi hanno infatti deciso di riattivare librerie, gallerie d’arte, il Museo di Shanghai e il Power Station of Art, sede della Biennale di Shanghai. Ma sarebbero circa 180 i musei che hanno riaperto ad un mese dallo scoppio dell’epidemia: i numeri sono forniti da un comunicato pubblicato dalla National Cultural Heritage Administration. Sono questi piccoli segnali di un cauto ritorno alla quotidianità anche se non mancano paure e preoccupazioni: ecco perché sono state predisposte regole precise per accedere e monitorare le visite all’interno di negozi e siti culturali. Ad esempio l’affluenza è stata limitata a 2000 persone al giorno (contro le 8000 previste in periodi di normalità) per il Museo di Shanghai ed è necessario prenotare online tramite il sito o tramite WeChat (il WhatsApp cinese). Sono stati predisposti anche tour digitali e in generale i periodi di visita sono scaglionati. Ma queste misure non hanno scoraggiato il pubblico: sono ben 1000 infatti i visitatori che hanno riservato un primo tour nelle sale riaperte del Museo di Shanghai, segno di una vitalità che è mancata per troppo tempo. 

UNA RIAPERTURA CAUTA E ORDINATA 

Secondo le disposizioni imposte dal governo le sale del Museo di Shanghai dovranno essere continuamente sanificate. Inoltre è stato previsto un incremento del 30% di addetti ai lavori per controllare i visitatori, i quali dovranno rispettare le dovute distanze, essere muniti di mascherina e documento di identità validi. Sette sono le sale che saranno nuovamente fruibili, dedicate a ceramiche, bronzi, calligrafia e dipinti. Il Museo delle sculture antiche, il Museo dei mobili Ming e Qing e il Museo dell’artigianato rimarranno invece chiusi al pubblico al fine di proteggere le opere più antiche attualmente sprovviste di una adeguata protezione. Diversamente per le mostre, dolorosamente sospese dallo stop di gennaio, sono stati rimodulati i termini di chiusura. Per fare un esempio, la “Mostra speciale di sculture in bambù a cresta d’oro – Jinxi Cliff” – il cui termine era stato previsto per il 23 febbraio chiuderà invece il 22 marzo-, mentre l’originale mostra che celebra l’anno del ratto “Anno nuovo del ratto cinese” si concluderà il 29 marzo . “Raimbow of the Sea-Tang Zhaoti Temple Jianzhen Cultural Relics and Dongshan Kuei Yi Fan Painting Exhibition”, una importante esposizione che racconta il legame amicale tra Cina e Giappone, si concluderà infine il 5 aprile. Le misure dettate dalle autorità riguardano anche il Power Station of Art che ha riaperto le proprie porte con ingressi contingentati e controllati, così come il Museo d’Arte Contemporanea di Shanghai. Purtroppo a non poter partecipare a questa importante rinascita sono i teatri e i cinema che resteranno chiusi per non creare assembramenti. Ad ogni modo, in vista di una futura riapertura, il governo ha già richiesto di mantenere un tasso di affluenza al di sotto del 50%, al fine di garantire l’incolumità di tutti ed evitare quello che tutti temono in Cina: la ricaduta, l’epidemia di ritorno. 

Valentina Muzi

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Valentina Muzi
Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla Facoltà di Studi Storico-Artistici dell’Università di Roma La Sapienza, laureandosi in Storia dell’Arte Contemporanea e svolgendo il tirocinio formativo presso il MLAC- Museo e Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Ateneo, parallelamente ha frequentato un Executive Master in Management dei Beni Culturali presso la Business School del Sole24Ore di Roma. Dal 2016 svolge attività di PR, traduzione di cataloghi, stesura di testi critici e curatela indipendente. Dal 2017 svolge l’attività di giornalista di taglio critico e finanziario per riviste di settore. Attualmente è membro del Board Strategico presso l’Associazione culturale Arteprima noprofit, nella stessa ha svolto il ruolo di Social Media Manager ed è Responsabile organizzativa della piattaforma Arteprima Academy.