Il National Museum of Brazil a Rio de Janeiro è in fiamme. Si teme per la collezione

L’Istituzione museale più importante e antica del Brasile, con sede a Rio de Janeiro, è in fiamme: si teme per la collezione composta da reperti archeologici, scheletri di dinosauri e il più antico fossile umano di 12 mila anni fa. La tragedia nell’anno del bicentenario.

National Museum of Brazil

La notizia arriva nelle prime ore del giorno in Europa da oltre oceano: il National Museum of Brazil è stato colpito da una grave incendio che pare abbia distrutto gran parte della collezione.
Sono storie che non vorremmo mai ascoltare: secoli di storia e di studi distrutti in poche ore e trasformati in cenere. Questo è quanto è accaduto nella sera del 2 settembre 2018 a Rio de Janeiro al National Museum of Brazil. Erano le 19.30 locali quando, a chiusura del museo, un incendio ha colpito l’intera struttura. Una notte intensa di lavoro per i vigili del fuoco che hanno impiegato più di cinque ore per domare le fiamme che si sono propagate a grande velocità, anche a causa dei numerosi materiali infiammabili esistenti all’interno delle sale. Le informazioni sono ancora incerte e confuse. Non si conosce l’entità dei danni, né la natura dell’evento. Doloso o causato da guasto tecnico? La collezione è stata completamente distrutta o è solo parzialmente danneggiata? Un solo dato positivo: pare che non ci siano feriti. 

National Museum of Brazil in fiamme, ph Felipe Milanez. Fonte Wikipedia

ACCUSE E DICHIARAZIONI

Il Presidente del Brasile Michel Temer ha commentato in una nota ufficiale: “oggi è un giorno tragico per il Brasile, sono andati persi duecento anni di lavoro, ricerca e conoscenza, la perdita della collezione del Museo Nazionale è incalcolabile”. Il direttore del museo Paulo Knauss ha dichiarato ai microfoni di GloboNews: “questa per il Brasile è una grandissima tragedia culturale”.
Come spesso accade, anche in questa occasione sono numerose le accuse e le denunce che vengono mosse da ogni schieramento politico e dal National Museum of Brazil. Il vicedirettore del museo, Luiz Fernando Dias Duarte, lascia intendere che si tratti di una tragedia annunciata. A suo parere le istituzioni non hanno mai dato la giusta attenzione o le sovvenzioni necessarie per la conservazione e il mantenimento dell’immensa collezione oggi a rischio. “Non resterà praticamente niente”, spiega. “Hanno colpito l’intero edificio. Questo museo iconico versava in un assurdo stato di abbandono. È come se fosse andato a fuoco il Louvre o il Museo di Storia Naturale di Londra”.

LA TRAGEDIA NELL’ANNO DEL BICENTENARIO

Il National Museum of Brazil è considerato una delle strutture museali più importanti del Paese. Inaugurato nel 1818 da Re Joao VI con il nome di Royal Museum ad oggi conserva più di 20 milioni di reperti tra questi i più importanti sono: il famoso Luzia uno scheletro umano di 12 mila anni fa considerato il più antico mai ritrovato nelle Americhe, un meteorite ritrovato nel 1784 chiamato Bendego, lo scheletro di un dinosauro, mummie egiziane, state greche e reperti di origine etrusca. L’edificio, anche noto come Palácio Imperial o Palácio de São Cristóvão, è stato costruito a partire dal 1803 e si trova in Quinta de Boa Vista, all’interno di un parco. La tragedia arriva nell’anno del bicentenario del Museo, una ricorrenza celebrata con mostre, attività e programmi che coinvolgono tutta la città, con un epilogo tristissimo che cancella con un colpo di spugna due secoli di storia, in una catastrofe culturale e scientifica.

Luzia al National Museum of Brazil, ph Ryan Somma. Fonte Wikipedia

LE REAZIONI DEL MONDO 

Migliaia sono i messaggi che vengono lanciati da tutto il mondo dell’arte che esprimono vicinanza e rammarico per quest’immensa perdita culturale che avrà gravissime ripercussioni future. Ad esempio Vik Muniz, grande artista e fotografo brasiliano, affida a Facebook una riflessione: “oggi il Brasile ha subito un’immensa perdita che che può essere equiparata ad un’ipotetica distruzione dello Smithsonian e del Museum of Natural History. Abbiamo perso una parte significativa del nostro passato e, di conseguenza, anche un’egual parte del nostro futuro”. 
Il Sindaco di Rio Marcelo Crivella dal 2017 commenta: “ieri un tragico incidente ha distrutto un palazzo storico nella nostra storia. È un dovere nazionale ricostruirlo a partire dalle sue ceneri, ricomporlo in ogni singolo dettaglio. Ovviamente non sarà come l’originale ma sarà comunque un ricordo della famiglia imperiale che ci ha dato l’indipendenza, una costituzione e un’unità nazionale”.

I PROBLEMI FINANZIARI DEL MUSEO 

Dalle pagine del New York Times che raccontano la vicenda viene sottolineata la precarietà finanziaria della struttura che proprio in questi anni ha dovuto lottare contro un’economia non in crescita e una profonda instabilità politica. Gli stessi media locali hanno raccontato come anche i professori che lavoravano all’interno della struttura abbiano contribuito nella raccolta di denaro per pagare i servizi di pulizia. Questa situazione, confermata dal vice direttore Luiz Fernando Dias Duarte, in un’intervista rilasciata domenica 2 settembre, subito dopo l’incendio, afferma come il Museo abbia lottato per rimanere a galla nel corso degli anni non ottenendo mai i giusti sussidi per una corretta manutenzione e ristrutturazione dello stabile. Rincara affermando come anche la stessa Brazilian Development Bank avrebbe promesso ingenti finanziamenti che avrebbe tuttavia resi disponibili solamente da ottobre durante le elezioni.

LE ALTRE VICENDE

Non è la prima volta che dobbiamo occuparci di notizie del genere. Solamente la scorsa settimana vi abbiamo raccontato del crollo del tetto della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami a Roma che da anni era chiusa al pubblico a causa della struttura dichiarata pericolante. Tutto questo però non accade solamente nel nostro Paese. A giugno dalla Scozia arriva la notizia dell’ennesimo incendio della Glasgow School of Art di Mackintosh – considerato uno dei centri dell’arte più importanti del mondo – che segue quello del 2014 che ha distrutto la biblioteca. Le cause? Nel secondo caso una dispersione di gas accidentale, nel primo invece è ancora tutto da accertare. Quello che sappiamo è che gran parte della struttura è distrutta. Fortunatamente è stato dichiarato che sarà ricostruita interamente. 

I PRIMI BILANCI 

La collezione è stata per larga parte distrutta, non si conosce con precisione l’entità del danno, ma i conservatori che sono riusciti ad entrare nello stabile non sono riusciti ad esprimere pareri positivi. C’è chi dice che le fiamme abbiano distrutto il 70%, chi il 90% dei beni nel patrimonio del museo. Cristiana Serejo, vice Direttore del Museo, ha invece confermato che la struttura non era assicurata. “Spero che impareremo da questo”, ha raccontato ai microfoni del The Guardian, “altri edifici pubblici si trovano nella stessa situazione. Bisogna trovare una soluzione”.

LA COLLEZIONE DISTRUTTA 

Numerose sono le informazioni discordanti giunte dal Brasile. Si sono salvati la grande biblioteca contenente preziosi volumi e il meteorite ritrovato nel 1784 e chiamato Bendego. È stato inoltre rinvenuto anche uno scheletro, ma è ancora presto per dire se si tratti di Luzia, mentre la collezione proveniente dall’antico Egitto è andata completamente distrutta. Numerosi sono ancora i roghi che si formano spontaneamente nell’area a causa della grande quantità di elementi combustibili. “È il legno che sta ancora bruciando”, raccontano i vigili del fuoco ai giornalisti accorsi sul luogo, “stiamo costantemente gettando acqua per arginare e impedire alle fiamme di propagarsi”. La zona dove sorgeva l’Istituzione museale è stata recitata, ben visibile sono le pareti carbonizzate ma ancora in piedi, mentre all’interno si scorgono solamente montagne di macerie. 

BRUTTE NOTIZIE PER L’ITALIA

Arriva anche una triste conferma dall’account Twitter ufficiale del Sito Archeologico di Pompei: “solidarietà al popolo brasiliano che ha appena perso il suo Museo Nazionale. L’incendio che ha devastato il #museunacionalrj ha colpito, purtroppo, anche #Pompei. Lì erano conservati alcuni affreschi pompeiani, tra cui questo dettaglio proveniente dal Tempio di Iside”. Si tratta di affreschi dal valore inestimabile sopravvissuti all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C che raffigurano cavallucci marini, delfini e un drago. 

– Valentina Poli

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Valentina Poli
Nata a Venezia, laureata in Conservazione e Gestione dei Beni e delle Attività Culturali presso l'Università Ca' Foscari di Venezia, ha frequentato il Master of Art presso la LUISS a Roma. Da sempre amante dell'arte ha maturato più esperienze nel settore della didattica progettando e gestendo laboratori, in quello della preparazione di piccoli e grandi eventi culturali, nel settore delle gallerie d'arte e in campo giornalistico con collaborazioni con riviste del settore. Oggi vive a Roma.