Art Basel Week. Le 9 fiere da visitare nei prossimi giorni

Si amplia il già ricco bouquet di fiere che affiancano ogni anno l’ammiraglia Art Basel, leader mondiale nel campo delle fiere d’arte moderna e contemporanea. E così diventa un tour de force più impegnativo del solito l’appuntamento svizzero. Anche perché ci sono pochi giorni per vedere tutto, e poi si parte per Palermo, ospite della 12esima edizione di Manifesta.

1. ART BASEL

Art Basel, veduta

Si conferma una fiera monstre, Art Basel, con le sue quasi trecento gallerie ai nastri di partenza per l’edizione 2018. L’Italia si difende in maniera eccellente, come sempre, sfoderando esattamente i medesimi nomi dello scorso anno: Alfonso Artiaco di Napoli (con Robert Barry nella sezione Unlimited, portato insieme a Massimo Minini, Cristina Guerra, Greta Meert e Sfeir-Semler), Galleria Continua di San Gimignano (con sedi anche a Beijing, Les Moulins e L’Havana; ad Unlimited presentano ben tre artisti: Daniel Buren, José Yaque e Nedko Solakov – e quest’ultimo sta pure a Parcours), Massimo De Carlo di Milano (con sedi a Londra e Hong Kong. Con una raffica ad Unlimited, visto che porta McArthur Binion insieme a Lehmann Maupin, Jim Hodges in solitaria, Olivier Mosset con Lange + Pult e Andra Ursuta con Eva Presenhuber), lo Scudo di Verona, Invernizzi di Milano (con Rodolfo Aricò ad Unlimited), kaufmann repetto ancora da Milano (ad Unlimited con Candice Breitz, in collaborazione con Marian Goodman e KOW), Magazzino di Roma, Giò Marconi di Milano, Massimo Minini di Brescia, Franco Noero di Torino (ad Unlimited con Lara Favaretto), Christian Stein di Milano, Tega di Milano, Tornabuoni da Firenze (con sedi a Milano, Forte dei Marmi, Parigi, Londra e Crans Montana), Tucci Russo di Torre Pellice (con una project room a Torino) e Zero… da Milano. Questo per quanto riguarda la Main section. New entry italica invece per la sezione Feature, con Monica De Cardenas (Milano, Zuoz, Lugano) che presenta Alex Katz (e Barbara Probst ad Unlimited), Fonti (Napoli) con Salvatore Emblema, Lorcan O’Neill (Roma) con Rachel Whiteread, P420 (Bologna) con Paolo Icaro (e Ana Lupas ad Unlimited), e ci mettiamo pure Emanuel Layr (Vienna e Roma) con Stano Filko: e così la line-up diventa assai più nutrita. Certo, fossimo presenti anche a Statements, dove si presentano solo project di artisti emergenti, sarebbe ancora meglio.

www.artbasel.com

2. LISTE

Liste 2016 opening

È nata nel 1996 e quindi si tiene ben stretta la palma della fiera collaterale più longeva. Ed è questo il trampolino per eccellenza in vista della partecipazione ad Art Basel, che nel frattempo Liste l’ha proprio acquisita. La location è sempre la medesima, ovvero il fantaspazio ex industriale del Warteck, dove ci si aggira per incontrare circa 80 gallerie da una 30ina di Paesi, con ben 15 new entry quest’anno. Fra queste, la Frutta Gallery di Roma/Glasgow, mentre confermano la loro presenza – sul fronte italiano – Laveronica di Modica, Francesca Minini da Milano e Monitor da Roma. Salta un giro, invece, Federico Vavassori da Milano, mentre Supportico Lopez da Berlino – la citiamo per il suo staff tutto italiano – ha fatto il grande salto verso la main fair.

www.liste.ch

3. VOLTA

Volta 2015, Basel

Fondata nel 2005 da Amanda Coulson, Volta giunge alla 14esima edizione basilese (c’è pure l’evento newyorchese). E finalmente lascia la triste location in Markthalle per inaugurare in qualità di hub culturale il centro di distribuzione COOP, nei pressi del mitico campus di Novartis. Quanto alla presenza italiana, confermano la propria partecipazione la Galleria Bianconi e The Flat di Milano, Doris Ghetta di Ortisei, Montoro12 da Roma e Privateview da Torino; new entry invece il monzese Maurizio Caldirola, il bolzanino Alessandro Casciaro, il bresciano E3, la romana Anna Marra e la salernitana Paola Verrengia. 10 gallerie su 75: una gran bella percentuale.

voltashow.com

4. SCOPE

Scope 2015, Basilea

Lo scrivevamo già l’anno scorso: sia Volta che Scope hanno perso smalto nella loro funzione di talent scout. Ma qualcosa, come sempre, si scova e quindi una visita va fatta, tanto più che quest’anno la location cambia ancora, ed è a quattro passi da Messeplatz. Indice eloquente del fatto che la fiera ha deluso innanzitutto i galleristi, il radicale turn over dei partecipanti italiani: nessuna delle cinque realtà presenti l’anno scorso ha infatti confermato, e sono quindi new entry M77 e One Arts Club da Milano e Rizomi da Parma.

https://scope-art.com/

5. FRAME

Art Basel

Dodici gallerie e una fondazione. Sono questi i numeri di Frame, fiera che sbarca per il primo anno a Basilea (organizza eventi anche a New York, Parigi, Miami, San Francisco e Seattle). Nessuna presenza italiana e location fissata al Basel Art Center. Sulla carta, nulla di entusiasmante, ma si dovrà testare sul campo la prima impressione.

www.framebasel2018.com

6. PAPER POSITIONS

Photo Clara Wenzel Theiler, Courtesy Positions Berlin – Paper Positions Munich 2017

Altra novità per Basilea: oltre alle sedi di Berlino e Monaco di Baviera, sbarca in Svizzera Paper Positions, il cui focus è evidentemente il lavoro su carta. La location scelta è l’Ackermannshof, dove troveranno spazio 26 gallerie provenienti in buona parte dalla Germania e senza alcuna presenza italica.

www.paperpositions.com/

7. PHOTO BASEL

Photo Basel Volkshaus, © photo basel

Anche in questo caso, focus preciso: si espongono fotografie. Siamo alla quarta edizione e il luogo prescelto resta la Volkshaus, complesso celeberrimo a Basilea e in cui hanno messo mano – guarda un po’ – Herzog & deMeuron. Quanto alle gallerie italiane, come per Scope assistiamo a un importante turn over, con la new entry Mimmo Scognamiglio di Milano a tenere la bandiera, quando invece l’anno scorso erano ben quattro le realtà provenienti dal nostro Paese.

www.photo-basel.com/

8. I NEVER READ

I never read, veduta della fiera, 2016

Probabilmente il nome più creativo e ironico per una fiera. Libri, riviste, fanzine, stampe inaudite e progetti d’artista talora iper-under-ground. Una festa per chi ama la carta in tutte le sue declinazioni. E ormai è diventata non solo un punto fisso nel weekend basilese, visto che organizza appuntamenti ed eventi in mezzo mondo. Il prossimo sarà a Palermo nel quadro di Manifesta, con una project room curata da Valentina Bruschi e Ignazio Mortellaro e una reading room all’interno dell’Orto Botanico.

www.ineverread.com/

9. DESIGN MIAMI/

DiscoGufram, sofas by Atelier Biagetti, 2018 Courtesy of Gufram © TOILETPAPER

Si colloca come sempre nel cuore di Messeplatz la curatissima fiera dedicata al design. Livelli altissimi e luogo dove tirare un momento il fiato. Per sapere tutto quel che c’è da sapere su questa edizione 2018, vi rimandiamo all’articolo che le abbiamo dedicato pochi giorni fa.

http://basel2018.designmiami.com/

Marco Enrico Giacomelli

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.