Il Palais de Tokyo apre ai nudisti. 160 persone visitano il museo nudi e in Francia è polemica

Fa discutere la decisione della direzione del museo parigino che nel primo weekend di maggio ha consentito l’accesso alle sale ad un gruppo di nudisti. E mentre in Francia divampa la polemica, il museo risponde: “Pronti a ripetere l’iniziativa”

Nudisti in visita al Palais de Tokyo
Nudisti in visita al Palais de Tokyo

Avevamo accolto la notizia della visita al Palais de Tokyo di un gruppo di naturisti completamente svestiti come una boutade, una provocazione, di quelle a cui spesso l’arte contemporanea ci ha abituato. Ed invece no, la questione sta assumendo contorni sempre più ampi, al punto da essere diventato un vero e proprio caso nazionale. Fa discutere la decisione dalla direzione del museo parigino di consentire l’accesso alle sale espositive, al di fuori degli orari tradizionali di visita, ad un gruppo di naturalisti che hanno visitato il museo totalmente privi di vestiti. Ed il Palais de Tokyo, nonostante le polemiche, ha dichiarato che è già pronto a ripetere l’iniziativa.

LA FRANCIA E IL NUDO

Circa 160 persone hanno partecipato, durante il week-end del 5 e del 6 maggio, alla visita guidata promossa dal museo, in accordo con l’associazione naturisti a Parigi, per sensibilizzare sulle tematiche legate al nudo. Un problema particolarmente sentito in Francia, paese che conta un numero altissimo di persone che praticano il naturismo. Oltre 88 mila nella sola Parigi, più di 2 milioni e mezzo in tutta la Francia. Numeri davvero importanti a cui non corrisponde, lamentano le associazioni di categoria, un’adeguata offerta di luoghi in cui praticare il nudismo. Già lo scorso anno, l’opinione pubblica francese si è divisa sulla proposta di sperimentare un’area nudisti all’interno di uno dei più grandi parchi pubblici della città, il Bois de Vincennes, nella zona est della capitale francese. Un’esperienza che ha riscosso un enorme successo e elevate adesioni al punto che, in barba alle polemiche, sarà replicata anche nel corso dell’estate 2018.

NUDI AL MUSEO

Ottima affluenza anche per la visita al Palais de Tokyo che ha raggiunto il numero massimo di visitatori nel giro di poche ore dall’annuncio.  Non era mai accaduto, per lo meno in Francia, che si consentisse la visita alle mostre senza vestiti. Un successo apprezzato dagli attivisti naturisti che hanno definito l’iniziativa “un passo in avanti in una delle capitali della cultura mondiale”. “È un’opportunità speciale” ha affermato Julien Claude-Penegry, a capo della comunicazione dell’Associazione dei naturisti di Parigi. “La mentalità sta cambiando. I naturisti stanno andando oltre le barriere e i tabù“.

LA POSIZIONE DEL MUSEO

La direzione del museo ha immediatamente dichiarato che le visite sono state organizzate al di fuori degli orari tradizionali d’apertura dell’istituzione, proprio per non urtare la sensibilità degli altri visitatori e per evitare che il gruppo di nudisti potesse mescolarsi con il pubblico eterogeneo che di solito frequenta il Palais. Una scelta che ha, comunque, fatto urlare allo scandalo una parte dell’opinione pubblica che ha definito l’iniziativa oltraggiosa ed offensiva nei confronti dell’istituzione museale. Una provocazione fine a se stessa, insomma, giusto per far parlare un po’ di sé. Nessuna provocazione, sostiene il museo che, anzi, forte del consenso ottenuto è pronto a ripetere l’iniziativa.

-Mariacristina Ferraioli

 

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.