Paleontologia e pittura. La bizzarra mostra dedicata a Ludovic Napoléon Lepic

Musée d’Archéologie Nationale, Saint-Germain-en-Laye ‒ fino al 26 marzo 2018. Un artista minore del XIX secolo, in un museo minore per una mostra che si sviluppa in due stanze. Perché occuparsene? E chi l’ha detto che siano interessanti solo esposizioni gigantesche dove si staccano migliaia di biglietti? A noi questa piccola esposizione ‒ approntata a pochi chilometri dalla gargantuelica Reggia di Versailles ‒ è piaciuta parecchio.

tableau Mégacéros ou Cerf Fossile
tableau Mégacéros ou Cerf Fossile

Il Musée d’Archéologie Nationale, situato nel Castello di Saint- Germain-en-Laye, propone sino a tutto marzo Ludovic-Napoléon Lepic, peintre et archéologue sous Napoléon III. Ludovic Napoléon Lepic (Parigi, 1839-1889) proveniva da una famiglia di militari bonapartisti ed era un eclettico: militare a sua volta, ma poi archeologo, collezionista, sperimentatore, artista, e bon vivant. Come testimoniano le foto a disposizione, un bell’uomo che, dopo aver divorziato da una ricca e nobile francese, non smetterà mai di disegnare i costumi per l’Opera dove si esibiva la sua amante. Lepic fu anche uno dei “corrispondenti” che hanno contribuito all’arricchimento del museo di Saint- Germain-en-Laye e l’istituzione ora si sdebita dedicandogli questa bizzarra esposizione.

PLEISTOCENE E INESATTEZZE

Nella prima sala, che è il nucleo principale dell’esposizione a lui dedicata, trionfa ora però un suo olio su tavola del 1869 il Megaceros in una palude: qui Lepic ritrae un cervo gigante (due metri al garrese) vissuto nel Pleistocene. Per farlo si avvale della sua esperienza di cacciatore, ma sbaglia clamorosamente l’ambientazione: ai piedi dell’animale si scorge un lago e qualche lontana costruzione, davvero impossibile da immaginare visto che l’animale in questione si è estinto molto prima che qualsiasi umano fosse in grado di erigere una qualsiasi forma di abitazione. Nella stessa sala che ospita l’olio di Lepic un video ricostruisce l’impressionante dotazione di corna dell’animale (larghe sino a 3 metri e mezzo), mentre in altre bacheche appaiono frammenti di ossa dell’animale in questione e disegni rilevabili dalle pagine dell’Atlante del Trattato elementare di paleontologia di F C. Pictet, quasi certamente fonte di ispirazione per i disegni preparatori del quadro.

Ludovic Napoléon Lepic
Ludovic Napoléon Lepic

LONTANO DALL’IMPRESSIONISMO

Bon vivant quale era, Lepic (1839-89) divenne intimo di Degas, frequentò anche Morisot, Monet, Renoir, Cézanne e Pissarro. Almeno sino a quando questi ultimi – non apprezzando il suo modo di dipingere tradizionale ‒ finirono per allontanarlo. Con qualche ragione visto che, come appare chiaro da questa mostra, il merito di Lepic è quello di essere uno dei principali pittori francesi di soggetti preistorici, di certo non un impressionista.

Aldo Premoli

Saint- Germain-en-Laye // fino al 26 marzo 2018
Ludovic-Napoléon Lepic, peintre et archéologue sous Napoléon III
MUSÉE D’ARCHÉOLOGIE NATIONALE
Château ‒ Place Charles de Gaulle
http://musee-archeologienationale.fr

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Aldo Premoli
Milanese di nascita, vive a Noto e Cernobbio. E poi New York, dove lavorano i suoi figli. Tra il 1989 e il 2000 dirige “L’Uomo Vogue”. Nel 2001 fonda Apstudio e fornisce consulenze ad aziende e associazioni industriali italiane e straniere. Ha tenuto conferenze in tre continenti per Ice, Anci e Aimpes e curato esposizioni che fanno da ponte tra arte e moda. Tra il 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte, scienza ed etica. Attualmente è blogger di “Huffington Post”, columnist de “Linkiesta” e direttore della piattaforma hyper local "SudStyle". Curatore indipendente di mostre che fanno da ponte tra arte e scienza. In Sicilia ha fondato “Mediterraneo Sicilia Europa onlus”, in Lombardia “La Cernobbina Art Studio”. Svolge attività di visiting professor per accademie del nord come del sud della Penisola.