Clamorosa escalation della polemica sulla Russia alla Biennale. La Commissione Europea: “Condanniamo la scelta e toglieremo i fondi a Venezia”

La vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen e il commissario alla cultura Glenn Micallef hanno firmato una comunicazione ufficiale che promette conseguenze dirette se ignorata. Ora la palla è nel campo italiano: dimissioni di Buttafuoco all’orizzonte?

Poveri illusi noi italiani che eravamo convintissimi che il dibattito sulla prossima Biennale d’Arte di Venezia si sarebbe catalizzato attorno all’assenza degli artisti nostrani in mostra. Niente da fare: le faccende di rilevanza globale ci hanno scalzati anche dalle polemiche che ora si stanno concentrando in maniera a dir poco clamorosa non su una assenza, bensì su una presenza, ovvero quella – dopo anni – della Russia di Vladimir Putin che – col beneplacito della Fondazione Biennale (nonostante il sommo scuorno del Governo e del Ministro Alessandro Giuli) – tornerà a occupare il suo padiglione. Il dibattito però è partito in Italia, si è allargato ovviamente in Ucraina (il Paese che dalla Russia è stato aggredito) e rapidamente è arrivato ai massimi livelli internazionali. “Condanniamo fermamente la decisione della Fondazione Biennale di consentire alla Russia di riaprire il suo padiglione nazionale alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia del 2026“. Così la vicepresidente esecutiva della Commissione Europea Henna Virkkunen che congiuntamente con il commissario Glenn Micallef (che è il “ministro della cultura” europeo) hanno condannato congiuntamente la partecipazione della Russia alla 61. Biennale d’Arte di Venezia. Insomma si è espresso il vicepresidente esecutivo, si è espresso il commissario alla cultura: manca solo Ursula Von Der Leyen a prendere posizione su questo pastrocchio.

La Commissione Europea prende posizione contro la presenza russa in Biennale

La posizione della Commissione è in realtà la stessa del governo italiano: La Commissione europea ha espresso una posizione chiara in merito all’illegale guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina. La cultura promuove e tutela i valori democratici, favorisce il dialogo aperto, la diversità e la libertà di espressione e non dovrebbe mai essere utilizzata come piattaforma per la propaganda”. Ma non la stessa della Fondazione La Biennale di Venezia…

La Commissione contro la decisione della Biennale

Il tono della comunicazione è quello di un richiamo all’ordine: “Gli Stati membri, le istituzioni e le organizzazioni devono agire in linea con le sanzioni dell’UE ed evitare di dare una piattaforma a individui che hanno attivamente sostenuto o giustificato l’aggressione del Cremlino contro l’Ucraina. Questa decisione della Fondazione Biennale non è compatibile con la risposta collettiva dell’UE alla brutale aggressione della Russia“, si legge ancora.

La Commissione Europea minaccia di togliere i fondi alla Biennale

In chiusura alla dichiarazione, arriva la minaccia:  “Qualora la Fondazione Biennale dovesse procedere con la decisione di consentire la partecipazione della Russia, prenderemo in considerazione ulteriori misure, tra cui la sospensione o la cessazione di un finanziamento UE in corso alla Fondazione Biennale. Inevitabili, a questo punto, una reazione della Fondazione e del Governo. Il presidente Pietrangelo Buttafuoco può chinare il capo, chiedere scusa, e “ritirare l’invito” alla Russia; la Russia può toglierlo dall’imbarazzo e ritirarsi lei; il Governo Italiano può intervenire per far decadere il presidente o, infine, il presidente può togliere dall’imbarazzo il Ministro Giuli rassegnando lui le proprie dimissioni. 

E intanto 22 Paesi europei si esprimono contro la presenza russa

Una situazione che si aggrava di ora in ora, cui si aggiunge la lettera che 22 Paesi europei hanno scritto alla Presidenza e al CdA della Biennale per chiedere di riconsiderare la partecipazione russa. Nella missiva, promossa dalla ministra lettone della Cultura Agnese Lace, i vari ministri richiamano il ruolo storico della Biennale come spazio di libertà artistica, fondato sui valori europei di espressione, dignità umana e scambio culturale. I ministri sottolineano che la cultura non può essere separata dalle realtà politiche e morali del presente, e invitano la Biennale a riconsiderare la decisione.

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Redazione

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