Grandi cuochi impegnati per finanziare i restauri del Duomo di Milano

L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra la Veneranda Fabbrica del Duomo e l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto vedrà la vendita di prodotti degli chef Cesare Battisti, Carlo Cracco e Gianluca Fusto e una call to action rivolta ai principali ristoranti della città

Fusto, Battisti, Cracco

Che arte e gastronomia vadano a braccetto, è cosa ogni giorno più vera. A volte queste sinergie si trasformano in iniziative solidali e benefiche. È il caso del nuovo progetto che unisce la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano all’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto nell’iniziativa Il gusto del Duomo. L’idea, volta a contribuire al restauro del monumento simbolo di Milano e sensibilizzare riguardo alla necessità di continua manutenzione, si articola in due parti: da un lato la vendita di tre prodotti enogastronomici iper-selezionati degli chef Cesare Battisti, Carlo Cracco e il super pasticcere Gianluca Fusto, dall’altro una call to action rivolta ad alcuni dei migliori ristoranti della città per la realizzazione di un piatto solidale. “Mettere il nostro operato a frutto per sostenere, concretamente, uno dei simboli dell’identità italiana, il Duomo di Milano, è la conferma del nostro impegno e del profondo legame con il territorio e in tal caso, al capoluogo lombardo che mai come in questo ultimo biennio ha dimostrato una grande resilienza” ha spiegato Gianluca De Cristofaro, responsabile tecnico scientifico dell’Associazione Ambasciatori del Gusto, che riunisce oltre 120 esponenti del settore tra cui giornalisti, cuochi, pasticceri, maestri pizzaioli, sommelier, gelatieri e personale di sala.

Frutti e verdure scolpite nel marmo del Duomo 1 © Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano
Frutti e verdure scolpite nel marmo del Duomo 1 © Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano

I PRODOTTI ESCLUSIVI DEGLI CHEF PER CONTRIBUIRE AL RESTAURO DEL DUOMO

La prima parte dell’iniziativa – Il Gusto del Duomo. Insieme per il Simbolo di Milano – consiste nella realizzazione da parte dei tre chef e Ambasciatori del Gusto di tre prodotti dolciari esclusivi legati alla tradizione milanese, anche in vista del Natale, acquistabili al Duomo Shop in loco e online: sono il Torrone del Ratanà firmato Cesare Battisti, i Baci di Cracco del famoso Cracco che in questi giorni spopola su Amazone Prime Video e i Biscotti di Milano di Fusto. “Il torrone del Ratanà: un vero atto d’amore verso Milano” spiega Cesare Battisti, chef patron del Ratanà e segretario generale degli Ambasciatori del Gusto. “La storia lo consacra come il dolce preparato a Cremona per il banchetto di nozze di Francesco Sforza con Bianca Maria Visconti. Un dolce raffinato e sostanzioso, adatto a festeggiare due novelli sposi. La nostra versione guarda a Milano e ai due suoi ingredienti rappresentativi: il riso soffiato e lo zafferano in pistilli.”. Legati alla tradizione milanese anche i Baci di Cracco, prodotto icona del laboratorio di pasticceria nel cuore della città qui presentato in edizione speciale: “Abbiamo preso spunto dai tradizionali baci di dama proponendo sei nuovi gusti, tutti da scoprire e adatti ad ogni occasione”, spiega lo chef Carlo Cracco: “Nati a Tortona nell’Ottocento furono presentati alla fiera internazionale di Milano nel 1906 vincendo la medaglia d’oro, massimo riconoscimento di pasticceria del tempo”. A chiudere questa triade di dolcezze sono i Biscotti di Milano dello chef Gianluca Fusto: “Unici nel loro genere, sono stati studiati e concepiti per l’apertura della Boutique Laboratorio e per questo rappresentano un connubio speciale con la città, che viene esaltata oggi dalla confezione esclusiva dedicata al Duomo di Milano. Grazie alla super friabile base di Farina di Riso e Zafferano, questi Biscotti, che sono Gluten Free e Lactose Free, nascono per conquistare e sorprendere anche i palati più esigenti”. Nelle prossime settimane verranno rivelati i dettagli anche della seconda iniziativa del progetto, Un Piatto per il Duomo. Insieme per il simbolo di Milano, che vedrà alcuni Ambasciatori e i loro ristoranti milanesi impegnati nell’offerta di un piatto “solidale” per ampliare la raccolta fondi e rafforzare la campagna di sensibilizzazione.

 

LA CULTURA CULINARIA DI MILANO E IL DUOMO

Non è un caso che il restauro della cattedrale passi per la buona cucina: da centro di vita e lavoro quale è sempre stato, il cantiere del Duomo è intrecciato da secoli con la cultura culinaria della città. Dal risotto alla milanese – che si dice sia nato qui, tra i maestri vetrai – alla produzione in proprio di vino, la cui vendita contribuiva a sostenere economicamente i lavori di costruzione, il progetto va proprio a recuperare questo tradizionale connubio: “Non ci siamo inventati nulla: riscoprendo questa antica tradizione, abbiamo pensato di riproporla con la vendita di alcuni speciali prodotti, per destinarne il ricavato ai restauri del Duomo. Grazie alla collaborazione con gli Ambasciatori del Gusto e alla disponibilità degli chef Cesare Battisti, Carlo Cracco e Gianluca Fusto, questo progetto è oggi possibile” ha dichiarato Fedele Confalonieri, presidente della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano. L’iniziativa va in supporto ai piani di restauro in un momento, quello pandemico, che ha messo in crisi gli introiti turistici e la continuità dei lavori: questi, che vanno dall’intervento sulla Guglia Maggiore (quella che porta la Madonnina) al recupero del grandioso organo, dall’intervento sulle Sacrestie all’incessante opera di restauro di guglie, vetrate e altri elementi architettonici, non possono interrompersi e non l’hanno mai fatto da quasi settecento anni.

-Giulia Giaume

Eventi d'arte in corso a Milano

 

 

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.