Vicenza. Riapre Palazzo Chiericati, gioiello disegnato da Palladio

Riaprono il 7 ottobre le sale dell’ala novecentesca dei musei della città veneta. In una delle dimore nobiliari più celebri tra quelle qui progettate da Andrea Palladio

Andrea Palladio, Palazzo Chiericati a Vicenza - foto Luca Girardini
Andrea Palladio, Palazzo Chiericati a Vicenza - foto Luca Girardini

È un investimento politico“, dichiara il vicesindaco e assessore alla Crescita Jacopo Bulgarini d’Elci. Politico perché intende investire su un museo per “costruire cittadinanza“, per dare vita a una realtà comunitaria abitata da cittadini più consapevoli, quindi migliori. E l’investimento non è stato da poco se in pochi anni (la prima idea di rifare completamente il polo museale risale al 1999 e nel dicembre 2013 erano già stati ultimati i lavori dell’ala cinquecentesca) sono stati spesi 6,5 milioni di euro per il restauro di uno dei più importanti palazzi progettati da Andrea Palladio a Vicenza e per dare un allestimento completamente nuovo alle collezioni che comprendono 4.500 opere pittoriche e scultoree (con i depositi fruibili dal pubblico), oltre a un grande patrimonio di disegni autografi, incisioni, monete, e oggetti di arte decorativa. L’impresa però non si ferma qui, visto che entro il 2018 le intenzioni sono di aprire al pubblico anche l’ala ottocentesca, unico spazio ancora inaccessibile.

Palazzo Chiericati, Vicenza. - foto Francesco Dalla Pozza
Palazzo Chiericati, Vicenza. – foto Francesco Dalla Pozza

UN MODELLO VIRTUOSO
Il progetto ha costituito un’importante voce di spesa per il Comune (pari al 10% della capacità dei mutui, a cui si sono aggiunti notevoli finanziamenti della Fondazione Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona), ma una volta completato porterà al raddoppio degli spazi espositivi (2.960 mq in totale) nei quali si darà grande rilievo alla didattica e che vedrà anche l’apertura di una caffetteria per un momento di relax in uno dei luoghi dove la memoria storica di Vicenza è più palpabile.
Non solo spese, però: dalla riapertura di un altro monumento simbolo della città berica, la Basilica Palladiana, si è riscontrato un incredibile aumento di visitatori (oltre 1.200.000 in quattro anni), mentre i costi per la gestione risultano coperti per circa il 65% dagli incassi della bigliettazione: una percentuale da sogno se confrontata con gran parte delle istituzioni museali italiane. E poi ci sono i prestiti. Attualmente una grande tela di Tintoretto è contesa da quattro importanti musei: superfluo sottolineare come tali richieste siano un vero e proprio asso nella manica per un museo come quello di Palazzo Chiericati.

Palazzo Chiericati, Vicenza. - foto Francesco Dalla Pozza
Palazzo Chiericati, Vicenza. – foto Francesco Dalla Pozza

UN VIAGGIO NELLA STORIA DI VICENZA
Quanto all’allestimento, il percorso è cronologico, espone resti della Vicenza medievale e per ora si arresta al XVI secolo. Villa è particolarmente orgoglioso di mostrare la ricostruzione ideale dell’interno della chiesa di San Bartolomeo, le cui pale d’altare sono proprietà del museo, e pari orgoglio è mostrato per elementi spesso – soprattutto in passato – considerati marginali, ma che marginali non sono: le cornici originali restaurate e rimontate sui dipinti per i quali sono nate, e che permettono loro di riconquistare una parte del contesto antico. Al centro di tutto, c’è quella pittura vicentina che nel Cinquecento recepisce immediatamente i modelli proposti da Giovanni Bellini (al suo “ritorno” in città dedicheremo a breve un ampio spazio) e che si connota per una forte identità accanto alla vicina arte veneziana.

Marta Santacatterina

PALAZZO CHIERICATI
Piazza Matteotti 37-39 – Vicenza
museicivicivicenza.it

 

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Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.