Como e la Scuola delle Arti Contemporanee

Alla sua quinta edizione, la rassegna comasca di arte urbana, a cura di Chiara Canali e Ivan Quaroni, fino al 6 novembre invade piazze, terrazze, cortili di palazzi storici, musei, accademie e spazi culturali nel cuore della città. Installazioni e interventi formulano una nuova mostra inserita nel paesaggio, inaugurando anche la Scuola delle Arti Contemporanee.

Orticanoodles, Andy, 2016 - Viale Roosevelt, Como 2016
Orticanoodles, Andy, 2016 - Viale Roosevelt, Como 2016

Quest’anno la maggioranza dei workshop tenuti dagli artisti coinvolti nel progetto Streetscape, a cura di Chiara Canali e Ivan Quaroni, è sostenuta dall’Accademia di Belle Arti Aldo Galli (IED Como). Durante l’inaugurazione dei diversi interventi e momenti espositivi di Streetscape, infatti è stata presentata la Scuola delle Arti Contemporanee, un nuovo corso di laurea, riconosciuto dal MIUR, che mira a formare figure professionali come artisti di ogni disciplina, curatori, organizzatori di eventi, fino ad addetti stampa e direttori artistici. Il corso si concentra sulla disamina delle principali correnti nella recente Storia dell’Arte, ma anche sullo studio dei sistemi di relazione economica, culturale e sociale che caratterizzano un settore in continua evoluzione. Abbiamo domandato a Salvatore Amura (CEO e Presidente dell’Accademia di Belle Arti Aldo Galli IED Como), Angelo Crespi (giornalista e docente universitario) e Ivan Quaroni (curatore e docente universitario) come si svilupperà la Scuola delle Arti Contemporanee a Como.

Come è nata la Scuola delle Arti Contemporanee?
Salvatore Amura: La Scuola delle Arti Contemporanee, sviluppatasi sull’impianto del tradizionale corso di arti visive, è nata dall’intuizione, verificata sul campo dal lavoro con gli studenti stessi, delle necessità di un mercato del tutto modificatosi nel tempo: il modo di fare arte, di lavorare per l’arte e infine di comunicarla è cambiato radicalmente, in virtù dei nuovi processi comunicativi. Molti studenti desiderano esprimersi personalmente ma non conoscono poi le modalità per presentarsi a un pubblico esterno, altri vorrebbero occuparsi di curatela, advertising o eventi d’arte e necessitano di apprenderne il mercato e le modalità di gestione. Il corso vuole soddisfare queste esigenze più peculiari e portare lo studente ad alti livelli di professionalità.

Giuseppe Veneziano, Todo Modo, 2016 - Teatro Sociale, Como 2016
Giuseppe Veneziano, Todo Modo, 2016 – Teatro Sociale, Como 2016

Come completerà i corsi in Restauro e Fashion? E quanti studenti potrà accogliere? 
S. A.: Il legame con il restauro nasce proprio grazie al “contemporaneo”: anche nel quinquennio di Restauro, infatti, ci si occupa di arte contemporanea, non solo dal punto di vista tecnico ma soprattutto deontologico. La presenza in vita degli artisti o il lascito, da parte degli stessi, di scritti e memorie impone una riflessione che va oltre la pura diagnostica del degrado.
Fashion Design, così come sviluppato in Accademia, non solo vive dello studio dei fenomeni culturali, che molto incidono su mode e creazioni, ma addirittura anticipa le tendenze. Solo una conoscenza dei mutamenti in tempo reale, da tutti i punti di vista, può permettere loro quella innovazione e ricercatezza che altrimenti non sarebbero possibili.
Il corso potrà accogliere fino a venti studenti circa, così da dare vita a una classe ottimale e seguirne la formazione e i progetti.

L’Accademia di Belle Arti Aldo Galli di Como, attraverso la Scuola delle Arti Contemporanee come farà emergere, a livello formativo, il tessuto territoriale che la supporta?
S. A.: L’Accademia di Belle Arti Aldo Galli, dal 2010 anche sede di Como dello IED, da anni collabora con istituzioni, enti e realtà imprenditrici del territorio attraverso la realizzazione di progetti professionali che permettono allo studente di confrontarsi in modo concreto e puntuale con il mercato in cui andranno a inserirsi. Questa possibilità di collaborazione, e le partnership che ne sono derivate, permettono di mantenere una relazione biunivoca: indubbiamente gli studenti maturano esperienze di alto livello formativo e la didattica in generale ne acquista una specificità, ma, a loro volta, enti e aziende di settore si avvalgono di menti giovani, creative, appassionate. La formazione culturale e artistica così specializzata, unita alle conoscenze pertinenti del digitale e del mondo della comunicazione consentono un valore aggiunto in termini di trasmissione della realtà territoriale: è chiaro che, grazie alla realizzazione di progetti freschi e dinamici, anche il territorio vivrà un forte riconoscimento di se stesso e di ciò che lo caratterizza. In ultimo, il territorio mette a disposizione spazi espositivi di prestigio per eventi culturali e tematici, in cui gli studenti possono avere così occasione di valorizzare la propria capacità espressiva e rendere ancor più attrattivo, ad esempio verso gli stranieri, un territorio già di per sé fortemente coinvolgente.

Mr. Savethewall, Forever, 2016 - Piazza Cavour, Como 2016
Mr. Savethewall, Forever, 2016 – Piazza Cavour, Como 2016

Quali figure professionali mira a formare la Scuola delle Arti Contemporanee? E quali sono gli obiettivi del tuo corso di laurea?
Angelo Crespi: Nel mondo dell’arte contemporanea, anche l’artista non può non essere cosciente dei meccanismi di attribuzione di valore dell’opera d’arte. E tra questi il più importante e decisivo è il mercato. Non esiste più l’artista al di fuori dei rapporti economici che ne regolano il lavoro. Se nel passato l’opera d’arte costava perché valeva, oggi, slegata dall’estetica, spesso l’opera d’arte vale perché costa e dunque l’artista deve possedere gli strumenti culturali adeguati. A maggior ragione, gli esperti, i curatori, gli storici, gli organizzatori, i galleristi hanno bisogno di un apparato di conoscenze anche di tipo economico e giuridico. E sono queste le figure che noi vogliamo formare. Ovviamente professionisti che, oltre alle materie tecniche della pittura e dell’arte visiva e della storia dell’arte, siano consapevoli del mondo della comunicazione che è ormai imprescindibile nell’art system.

Quali caratteristiche, anche a livello di svolgimento delle lezioni, dovranno far propendere gli studenti per l’iscrizione al corso comasco?
A. C.: Le lezioni frontali saranno affiancate da workshop e laboratori. Abbiamo già ottenuto la disponibilità di una serie di grandi nomi e professionisti dell’arte contemporanea anche internazionali a intervenire come visiting professor così da implementare il percorso fatto dai docenti residenti, che già sono tra i migliori professionisti nel loro campo. E questo è un attestato di qualità a cui affianchiamo la bellezza della sede di Villa Sucota, un contesto che rende la Scuola di arti contemporanee tra le più belle al mondo.

Quali artisti riunisce la mostra Beautiful Dreamers durante la quinta edizione di StreetScape?
Ivan Quaroni: La mostra include le opere di alcuni dei più interessanti artisti della Lowbrow Art e del Pop Surrealism americani. Spesso provenienti dall’ambito dell’illustrazione e del graphic design, ma poi approdati alla pittura, questi artisti incarnano la propensione fantastica e surreale, insieme pop e folk, della pittura americana contemporanea. Tra le presenze più rilevanti ci sono Anthony Ausgang, premiato autore della cover del disco Congratulations degli MGMT; Gary Baseman, poliedrico artista, illustratore, designer e autore del famoso cartone animato Disney Teacher’s Per, e Zio Ziegler, i cui murales sono disseminati un po’ ovunque negli Stai Uniti, ma anche in Europa e Asia. Suo, tra l’altro, è il wall painting al quartier generale di Facebook a Menlo Park, in California.

Diego Dutto, Nonmama, 2016 - Cortile del Museo Archeologico Paolo Giovio, Como 2016
Diego Dutto, Nonmama, 2016 – Cortile del Museo Archeologico Paolo Giovio, Como 2016

Qual è l’elemento che accomuna questi artisti?
I. Q.: Tutti gli artisti qui proposti, inclusi Eric White, Ryan Heshka, Clayton Brothers, Tim Biskup, Jeremy Fish, Fred Stonehouse, Carlos Donjuan e Russ Pope rappresentano, con la loro varietà di linguaggi, l’evoluzione attuale di un movimento la cui data di nascita si può far risalire alla fondazione della rivista Juxtapoz nel 1994. Una galassia, più che un movimento, che in verità si è sviluppato lentamente, lungo un cinquantennio, nella costa ovest degli Stati Uniti, fino a diventare, oggi, una tendenza globale, con presenze in Europa, Asia e Sud America. Da quei primi, seminali fermenti, nel secondo dopoguerra, la Lowbrow Art è, infatti, cresciuta e si è trasformata, accogliendo via via gli influssi dell’Arte Psichedelica e del fumetto underground della vicina San Francisco, dell’estetica punk hardcore della Los Angeles Anni Ottanta, spesso attingendo anche dagli stilemi di pratiche limitrofe come il tatuaggio, l’illustrazione, il design di giocattoli e traendo numerosi spunti tanto dall’immaginario pop della Street Art, quanto dalla tradizione dall’Arte Folk americana.

StreetScape quest’anno rappresenta un dialogo più invadente e avvinto al tessuto urbano di Como. Potresti spiegarci il perché attraverso alcuni esempi? 
I. Q.: Intanto perché è aumentato da 10 a 14 il numero degli artisti rispetto alle precedenti edizioni, ma poi perché tre degli interventi previsti hanno dimensioni decisamente importanti. Mi riferisco a quello di Paolo Ceribelli, che occupa, con le sue sculture, l’intero spazio del Broletto; quello di Giuseppe Veneziano, che coinvolge la facciata del Teatro Sociale; l’installazione luminosa di Giulio Cassanelli sulla terrazza di Villa Sucota, lungo il cosiddetto chilometro della conoscenza che include Villa Olmo, Villa Grumello e Fondazione Ratti; infine l’intervento di Mr. Savethewall, che con la sua grande scultura in Piazza Cavour (un grande Pinocchio sbozzato da un tronco d’albero) farà sicuramente riflettere sul rapporto tra promessa e menzogna.

Ginevra Bria

www.ied.it/sedi/como

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. È specializzata in arte contemporanea latinoamericana.