Comprare arte online. Kooness si racconta

È un progetto nato a Milano, ma guarda al mondo globale della Rete. Un marketplace dove comprare arte online, con tutte le assicurazioni del caso. Abbiamo intervistato i fondatori di Kooness.

Kooness
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Piattaforma online per la compravendita di opere artistiche, Kooness si è affermata in poco tempo come una realtà capace di far incontrare domanda e offerta in maniera efficace e intuitiva. Grazie a un sito che parla inglese e a una serie di strategie digital per diffonderne l’utilizzo, Kooness ha come interlocutore un pubblico sempre più internazionale.

Com’è organizzata e classificata l’offerta dei prodotti? Penso ad Artsy, che basa il proprio algoritmo su un vasto progetto di classificazione definito Arte Genome Project, che concepisce un migliaio di attributi possibili. Come avete sviluppato invece il vostro algoritmo?
All’interno della piattaforma ci sono diversi metodi di ricerca, a seconda delle esigenze dell’utente: si possono effettuare ricerche per galleria, artista oppure opera. Le ricerche per galleria e artista permettono all’utente di utilizzare due diversi filtri: uno geografico (la nazione in cui si trova la galleria o l’artista) e uno per categoria di opere trattate (ossia la linea artistica intrapresa dal gallerista o dall’artista). Attraverso la ricerca per opera è possibile effettuare 810 combinazioni diverse applicando i nostri filtri, che si dividono in quattro macrogruppi: Medium, Category, Price e Size. Ogni utente può decidere di selezionare opere che appartengono a uno o più di questi gruppi contemporaneamente.
A questa organizzazione abbiamo aggiunto un altro criterio di selezione che noi definiamo per “tag”: a ogni singola pagina – che sia quella di un’opera, di un gallerista o di un’artista – vengono aggiunti dei tag che, se cliccati, permettono di accedere a tutte le altre opere, gallerie e artisti che fanno parte di questo gruppo. Ad esempio, il tag “pop art” mi permette di vedere tutte le gallerie, opere e artisti che rimandano a questa tipologia di arte.

Kooness
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Nelle FAQ, dichiarate che ogni opera è presentata con “high quality images“. Basta un’immagine da 1.300 pixel di larghezza per convincere un utente a un acquisto nell’ordine delle centinaia – o migliaia – di euro? State pensando in futuro di inserire la possibilità di visualizzare immagini in altissima risoluzione, al cui ingrandimento è possibile apprezzare dettagli tecnici quali singole pennellate e texture materiche? 
Nel 2016 si effettuano molti acquisti online, di importi consistenti anche in altri settori: questo significa che gli utenti sono abituati a valutare un articolo da un’immagine digitale. Per questo motivo non abbiamo problemi con i nostri collezionisti. Lavoriamo molto sulla presentazione dell’opera, utilizziamo immagini in alta definizione e stiamo attenti che rispecchino la realtà al meglio; molta importanza viene dedicata dai nostri grafici al colore originario delle opere.
Forniamo nel dettaglio tutti i particolari dell’opera e, per aiutare i clienti nella scelta, abbiamo sviluppato un’applicazione, disponibile per iOS e Android, con tecnologia di realtà aumentata che permette di visualizzare un’anteprima dell’opera nell’ambiente in cui si desidera collocarla. Si tratta di un rendering molto preciso che permette di considerare anche la dimensione dell’opera e di valutare quale si adatti meglio nella stanza. Si consideri che, quando si acquista un’opera in galleria o in fiera, questo tipo di valutazione non è possibile. Inoltre offriamo ai nostri clienti la possibilità di restituire gratuitamente l’opera entro 14 giorni dalla ricezione: si tratta di un vantaggio che rassicura i collezionisti e offre un’ulteriore occasione di valutazione dell’acquisto.

Kooness
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In generale, che soluzioni avete messo in campo – o pensate di utilizzare – per impedire il furto di immagini protette da copyright, soprattutto se non sono “degradate”?
Su Kooness abbiamo scelto di non utilizzare un watermark per non compromettere la fruizione dell’opera completa e per non nasconderne i dettagli. Per tutelarci dal furto di immagini, abbiamo bloccato la possibilità di salvare le immagini dalla nostra piattaforma. Ciò che ovviamente non possiamo impedire è di effettuare lo screenshot dello schermo del computer, ma in questo modo le immagini perdono la loro definizione e risultano di scarsa qualità.
Un avvertimento che possiamo dare a chi desidera acquistare arte online è di controllare sempre la definizione delle immagini che vengono proposte, così è possibile valutare se si tratti di un eventuale furto di immagini e di conseguenza di una probabile truffa, o se si tratti di immagini autentiche. Un’ulteriore prova di autenticità per chi acquista opere su Kooness è garantita dall’acquisto diretto da gallerie d’arte che forniscono tutti i documenti necessari per attestarne l’autenticità. Inoltre le nostre gallerie partner lavorano da anni nel settore, partecipano alle fiere e godono di stimabile reputazione.

Al momento l’offerta è molto “italiana”, nel senso che la gran parte degli artisti e delle gallerie sono attive nel nostro Paese. Eppure, avete scelto di realizzare tutti i contenuti in inglese, un chiaro segno di apertura a un mercato internazionale. Che strategie digitali avete approntato per inserirvi su una scena globale che può già vantare un numero di competitor sufficientemente ampio? Come pensate di promuovere e diffondere la portata di questa piattaforma e distinguerla dalle altre?
È vero, al momento i nostri artisti e galleristi sono soprattutto italiani, e questo per due ragioni; la più ovvia è perché siamo nati a Milano; in secondo luogo perché, girando all’interno di questo mondo da molto tempo, pensiamo che le gallerie del nostro Paese abbiano pochi rivali al mondo nel lavoro di ricerca e nella qualità delle opere. Al momento abbiamo gallerie provenienti da 7 nazioni diverse e artisti da 17 diversi Stati.
La piattaforma è nata da subito in lingua inglese in quanto l’obiettivo principale è quello di dare alle gallerie che lavorano con noi una visibilità su scala internazionale: ogni giorno abbiamo in media visitatori da 21 diverse nazioni sparse per tutto il mondo. Per quanto riguarda la diffusione della piattaforma, il 90% delle nostre strategie è attraverso strumenti digitali, come campagne di online advertising e social. Abbiamo anche pagine di Instagram e Facebok molto seguite, che ricevono ogni giorno centinaia di interazioni.

Kooness
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Qual è il vostro modello di business?
Il nostro modello di business è molto semplice: Kooness è un marketplace per gallerie d’arte. Noi ci occupiamo di promuovere le nostre gallerie sul web e diamo loro la possibilità di vendere le loro opere online. I nostri curatori selezionano le gallerie che sono in target con noi (la qualità è uno dei pilastri portanti della nostra strategia); una volta selezionate le gallerie, insieme a loro selezioniamo artisti e opere che andranno in piattaforma, dopodiché ci occupiamo di tutte le attività di promozione e, se necessario, offriamo supporto nelle spedizioni delle opere.
In sintesi, possiamo dire che siamo un tramite fra le gallerie d’arte e i milioni di persone che ogni giorno accedono a Internet per cercare un’opera. Non siamo assolutamente una galleria online.

Un giudizio sui vostri competitor.
Come tutti i mercati in forte crescita, ci sono dei competitor. Pensiamo che Artsy sia un progetto fantastico, Artspace un grande calderone in cui c’è di tutto (opere di artisti fantastici vendute vicino a occhiali da sole e gift card), i big come Amazon e ebay hanno iniziato a vendere arte, ma sinceramente crediamo che l’arte, per essere apprezzata, vada venduta sola e non affiancata ad altre duecento categorie.

Caterina Porcellini

www.kooness.com

 

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Caterina Porcellini
Caterina Porcellini è nata a Taranto, si è formata al DAMS di Bologna e professionalmente a Milano. Già durante l'università sviluppa un interesse per l'influenza esercitata dalla tecnologia su pensiero e società, attraverso le tesi di Marshall McLuhan, Walter J. Ong e Lev Manovich. Da allora si mantiene sempre aggiornata sui nuovi media, lavorando come web editor, social media manager e consulente SEO. Dal 2007 ha collaborato con testate specialistiche e non, Exibart e alcuni siti del Gruppo 24 ORE tra gli altri. Continua ad avere un occhio di riguardo per quelle forme d'espressione che hanno una relazione diretta con il pubblico: architettura e design, fotogiornalismo, performance e installazioni. Grazie alla recente collaborazione con Plain Ink Onlus, sta approfondendo l'utilizzo con finalità sociali dei mezzi di comunicazione popolari, come fumetti e storytelling.