Al via Fotografia Europea. Dieci anni con i piedi per Terra

La formula è ormai classica: mostre, incontri, workshop, pranzi con i fotografi e spettacoli. Ma quest’anno Fotografia Europea – siamo a Reggio Emilia – compie dieci anni e si consolida come un imprescindibile punto di riferimento per la fotografia di ricerca internazionale e per i tanti, tantissimi fotografi più o meno affermati che trovano nel circuito Off uno spazio per mettersi in mostra.

Richard Mosse, Grand Voyager Sunni Triangle, 2009 - Courtesy of the artist and Jack Shainman Gallery, New York
Richard Mosse, Grand Voyager Sunni Triangle, 2009 - Courtesy of the artist and Jack Shainman Gallery, New York

Cosa significano più di duecento location che espongono opere di fotografia in una città di provincia? Significano un’invasione capillare in tutto il tessuto urbano, significano adesione di un’intera collettività a un progetto che di anno in anno non perde il suo appeal e riesce a mantenere un altissimo livello qualitativo, catalizzando energie e creando stimoli infiniti.
A Reggio Emilia è iniziato il countdown per l’opening di Fotografia Europea e delle centinaia di sedi del circuito Off: si prepara il programma delle mostre ufficiali e degli eventi delle giornate inaugurali, quando si susseguiranno presentazioni di libri e progetti, conferenze, laboratori, letture di portfolio e tutto quanto connota, fin dalle origini, la manifestazione.
Quest’anno, tra le sedi tradizionali, tre mostre saranno allestite in Palazzo da Mosto, un ex asilo elegantissimo nelle sue forme ancora tardo quattrocentesche e che è stato da poco restaurato e restituito alla collettività. Peculiarità di Fotografia Europea, questa: aprire spazi normalmente inaccessibili per vivere in modo diverso la città, come in passato si è fatto per le inquietanti e affascinanti strutture dell’ex Ospedale Psichiatrico Giudiziario o per la centralissima Chiesa di San Giorgio.

Alessandra Calò, Fotoscopia, Reggio Emilia, 2015
Alessandra Calò, Fotoscopia, Reggio Emilia, 2015

Il tema dell’edizione 2015? Con Effetto Terra (che è anche un omaggio a Maria Perosino, studiosa torinese scomparsa l’anno scorso), Fotografia Europea apre l’obiettivo sulla Terra: dalle invisibili lontananze al più incredibile immenso, al di là di ogni immaginazione, si chiede qual è il ruolo della fotografia nella rappresentazione della geografia contemporanea. Ma non solo. Gli ambiti delle indagini si ampliano al rapporto tra uomo, natura e tecnologia – inevitabile il riferimento a Expo con l’adesione al progetto WE A.RE \ Reggio Emilia per Expo 2015 –, alla salvaguardia dell’ambiente e delle ricchezze del territorio e al concetto di arte pubblica, al suo uso attivo che “dall’impegno a raffigurare il mondo e i suoi problemi, passa all’ideazione e realizzazione di interventi sul territorio e nelle comunità”. Poi lo sguardo si estende in una prospettiva di natura senza uomo e di uomo senza natura, ricercando un equilibrio tra queste due dimensioni.
Quanto ai fotografi, nell’impossibilità di citarli tutti, si notano alcuni importanti ritorni: Ange Leccia (con Ile de Beauté, firmato insieme a Dominique Gonzalez-Foerster), Sarah Moon e Joan Fontcuberta, quest’ultimo tra i maggiori protagonisti dell’edizione con ben due mostre allestite (Gastropoda e Fauna Secreta. Carta bianca nella collezione di Lazzaro Spallanzani) e con la presentazione della nuova rivista Mould. Al centro del festival sta la collettiva No Man Nature, curata dal veterano di Fotografia Europea, Elio Grazioli, e da Walter Guadagnini, mentre tra gli autori meno noti, si dà spazio ad Alessandra Calò, vincitrice del Circuito Off del 2014 e che porta una ricerca raffinatissima sugli antichi metodi diagnostici, riprendendo i materiali dell’Arcispedale Santa Maria Nuova.

Joan Fontcuberta, Gastropoda#11, 2013
Joan Fontcuberta, Gastropoda#11, 2013

Effetto Terra vede anche la partecipazione – su tutte – dell’Olanda con Unfinished Father di Erik Kessels e l’agenzia Noor, perché Reggio Emilia vuole continuare a respirare aria europea, ma rimane come sempre ben ancorata al suo contesto storico e culturale, coinvolgendo in un sistema intelligente e coordinato tutte le istituzioni comunali, dai Musei Civici alla Biblioteca Panizzi.
Per festeggiare questo importante compleanno, nella tarda serata di venerdì 15 maggio, sulla facciata dello storico Teatro Valli, si staglieranno le videoproiezioni di Guy Laliberté, uno dei fondatori del Cirque du Soleil, sincronizzate alla musica del celebre dj Benny Benassi. E da quella sera, per circa due mesi, porte aperte a Fotografia Europea.

Marta Santacatterina

Reggio Emilia // fino al 26 luglio 2015
Fotografia Europea 2015. Effetto Terra
0522 456249
[email protected]
www.fotografiaeuropea.it

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/44906/fotografia-europea-reggio-emilia-2015/

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Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.