Cosimo Veneziano. Quesiti intorno alla mostra da Alberto Peola

“Verso Occidente l’Impero dirige il suo corso”: si intitola così la personale – la prima alla Galleria Peola – di Cosimo Veneziano a Torino, allestita fino al 23 dicembre. Un’occasione per fare il punto, insieme all’artista, su opere e percorso.

Cosimo Veneziano, Verso l'Occidente l'impero dirige il suo corso, particolare, 2013 - particolare

Il lavoro di Cosimo Veneziano (Moncalieri, 1983; vive a Torino) fa pensare agli scienziati-naturalisti dei libri di Jules Verne che fermano la loro attenzione su oggetti apparentemente non centrali, azioni dimenticate, archeologie psicologiche, in un’ottica a volte infantile. Come i segni di culture andine viste in Colombia e frutto di diverse ibridazioni, oppure uno Stupa visto in un museo torinese e riprodotto in 3d. O l’insegna di una Banca d’Italia in marmo, residuo di un edificio di Carrara ora abbandonato. Il lavoro più intrigante è certo Verso Occidente l’Impero dirige il suo corso, catalogazione del “fare” legato al “modellare”, dove le azioni lasciano una traccia del loro “essere azioni”. L’importanza delle cose intraviste ai margini ci riporta anche a George Perec e al suo cannocchiale rovesciato sulle cose.
La mostra pone alcuni problemi che abbiamo girato a Cosimo Veneziano.

La linea del gioco di Verso Occidente l’Impero dirige il suo corso, i lavori artigianali che diventano 3d tecnologici, sono nostalgia o scoperta o entrambe le cose?
Si tratta di scoperta, non di nostalgia. Scoperta per un mondo che non esiste più in Italia, ma attivo nei Paesi del Nord Europa: si tratta del mondo dei giochi educativi. Grazie al gioco si apprendevano i rudimenti di un mestiere artigianale, la differenza erano i vari strumenti realizzati in scala più piccola ma reali, il vero trapano, la vera pinza ecc. L’educazione al movimento che realizzavano quei giochi è un aspetto affascinante, perché rispecchiano un sistema lavorativo e di pensiero ormai completamente e volutamente rimosso dalla politica italiana.

Cosimo Veneziano, Los contrabandistas copiaron una escultura de mucho valor - particolare, 2013
Cosimo Veneziano, Los contrabandistas copiaron una escultura de mucho valor – particolare, 2013

La Stupa, ufo della mostra ma proveniente dal solido sistema museale torinese, è un aggancio con l’idea di architettura? E dove ti porterebbe questo?
Il lavoro sul monumento realizzato in collaborazione con l’architetto Maurizio Cilli è un esperimento di come usare principalmente un mezzo tecnologico, come la stampante in 3d, in un’altra maniera, abbandonando l’aspetto tecnico. La stampante in 3d ti permette di passare da un disegno a un manufatto senza la costruzione fisica, senza scolpire o modellare: si tratta di scultura e architettura allo stato puro, un processo che ti permette di ragionare sul minimalismo.

La Banca d’Italia della lapide (è il caso di dire) è solo una considerazione di perdita (la nostra economia) o c’è dell’altro?
Con l’uso della materia, come il marmo di Carrara, in un solo lavoro ho toccato numerosi temi, come la perdita economica di una materia, dei simboli economici che non esistono più, di architetture pensate come valore economico prive di funzione. Cercavo la sintesi e penso che questo lavoro abbia centrato pienamente il mio obiettivo.

Cosimo Veneziano, Imago Mundi, 2012
Cosimo Veneziano, Imago Mundi, 2012

L’approdo in una galleria storica come Peola mette in discussione l’esperienza di Diogene, il progetto di residenza in un tramway fuori uso condotto a Torino con Carretto & Spagna?
Sono due aspetti completamente distinti: lavorare con altri artisti ti permette di lavorare su vari aspetti, compreso il concetto di autore e sul nascondersi.

Quest’ultima domanda e risposta ci portano a un’altra considerazione, alla validità del dilagante sistema delle residenze. Quelle di Veneziano pare gli abbiano dato una sostanza operativa migliore (Colombia, Omegna e Carrara) ed è indubbio che un réseau di interscambi a livello nazionale e globale risponda a molti bisogni reali. Un dubbio però: non può anche essere a volte una delle molte superfetazioni che stanno invadendo il mutante sistema dell’arte globale?

Lorenzo Taiuti 

Torino // fino al 23 dicembre 2014
Cosimo Veneziano –
Verso Occidente l’Impero dirige il suo corso
testo critico di Pietro Gaglianò
ALBERTO PEOLA
Via della Rocca 29
011 8124460
[email protected]
www.albertopeola.com

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/39665/cosimo-veneziano-verso-occidente-limpero-dirige-il-suo-corso/

 

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Lorenzo Taiuti
Lorenzo Taiuti ha insegnato corsi su Mass media e Arte e Media presso Academie e Università (Accademia di Belle Arti di Torino e Milano, e Facoltà di Architettura Roma). E’ esperto delle problematiche estetiche dei nuovi media. È autore di video, installazioni e website, collabora con musicisti sperimentali in produzioni audiovisive. Ha collaborato sui temi di arte e media con vari periodici, tra cui "Giornale dell’Arte", "Virus", "Alias"", "Terzocchio", "Linea d'Ombra", "Repubblica", “Juliet”, “Exibart”, “Artribune”, “Arte e Critica”, “Digimag”, “Noema”, “D’Ars”. Ha pubblicato i seguenti testi sulle tematiche dell’arte e i nuovi media: Arte e media. Avanguardia e comunicazione di massa (Costa & Nolan 1996), Corpi Sognanti. L’Arte nell’epoca delle tecnologie digitali (Feltrinelli 2001), Multimedia. L’Incrocio dei linguaggi comunicativi (Meltemi 2005), I linguaggi digitali (per la serie XXI secolo - Enciclopedia Treccani 2010).