Il carcere di Reading potrebbe diventare centro culturale? Banksy offre 10 milioni di sterline

Dopo il murale ispirato a Oscar Wilde e realizzata sul muro della prigione lo scorso marzo, ora lo street artist di Bristol vuole compiere un ulteriore passo, acquistando l’intero stabile e dandogli nuova vita. La somma potrebbe essere raggiunta vendendo la stessa opera

Banksy, Carcere di Reading
Banksy, Carcere di Reading

Un prigioniero si cala dalle ripide mura del carcere, aggrappato a quelle che a prima vista paiono lenzuola annodate, ma che poi si rivelano pagine lunghissime le quali escono da una macchina da scrivere a penzoloni sotto i suoi piedi. Con questa immagine Banksy aveva celebrato lo scorso marzo la figura di Oscar Wilde, costretto ai lavori forzati alla fine del XIX secolo proprio nel carcere di Reading con l’accusa di omosessualità a causa della sua relazione con Lord Alfred Douglas. Ora la prigione del Berkshire, anche nota come Reading Gaol, è in vendita e l’anonimo street artist potrebbe essere il suo prossimo acquirente. Sul piatto, ha messo 10 milioni di sterline, proponendo di vendere l’opera realizzata per raccogliere la somma necessaria. La posta in gioco potrebbe poi alzarsi ulteriormente grazie al consiglio comunale di Reading, che sta valutando la possibilità di far arrivare l’offerta a circa 12,6 milioni di sterline grazie al proprio contributo. Del resto, chi si farebbe sfuggire l’occasione di avere nella propria città un nuovo polo di attrazione culturale voluto da uno degli artisti più noti del pianeta?

BANKSY VUOLE TRASFORMARE IL CARCERE DI READING IN UN HUB CULTURALE

Il progetto è, infatti, quello di dare nuova vita a questo luogo di detenzione, riconvertendolo in un centro per l’arte e per la cultura. Un gesto forte e ampiamente significativo che si lega con la storia stratificata del carcere di Reading: la vicenda di Wilde ha segnato un momento importante sia per la storia della letteratura inglese (a seguito della sua incarcerazione scrisse infatti la sua The Ballad of Reading Gaol), sia per quella della comunità LGBT+, in un tempo in cui legare l’omosessualità ai sentimenti e all’amore non era nemmeno lontanamente contemplato. E non è finita qui: il Reading Gaol ha, infatti, anche un legame con il passato della nazione, in quanto fu costruito sul sito dell’abbazia medievale di Reading, un monastero fondato da Enrico I, il quale si pensa possa essere sepolto proprio sotto queste mura. “Ci sono questi incredibili strati di storia, c’è la storia letteraria e la storia della comunità LGBT, e il legame con Oscar Wilde”, ha detto Banksy, secondo quanto riportato dal The Guardian. “Ma c’è anche un po’ di storia sociale vittoriana locale e nazionale e c’è il legame con la famiglia reale tutto in un edificio ed è così ben collegato al resto del paese. Per tanti motivi è assolutamente giusto che questo edificio sia preservato e utilizzato in modo costruttivo piuttosto che essere semplicemente sventrato e trasformato in appartamenti o qualcos’altro”.

LA POLITICA E IL CINEMA A SOSTEGNO DI BANKSY

Finora il consiglio ha avuto solo approcci informali da parte dei rappresentanti di Banksy, ma nessuna discussione dettagliata“, ha detto Jason Brock, a capo del consiglio comunale, citando ancora il The Guardian. “La nostra offerta rimane saldamente sul tavolo e gode di un ampio sostegno – sia all’interno della comunità qui a Reading che dalla più ampia comunità artistica – di coloro che riconoscono l’enorme valore storico e culturale della prigione”. Non è tardato ad arrivare, nel frattempo, il supporto del mondo dello spettacolo, impersonato da attori come Dame Judi Dench, Sir Kenneth Branagh, Kate Winslet e Natalie Dormer che si sono schierati a favore dell’iniziativa di Banksy. Riuscirà lo street artist ad avere la meglio?

-Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.