Apre a Lodi Prologis Park: arte urbana in un parco logistico. Le immagini dei murali e non solo

Etnik, Font, Hitnes, Made, Macs, Sea Creative, Joys e Vesod: 8 urban artist di fama internazionale hanno dato vita alla più grande galleria d’arte all’aperto mai realizzata in un parco logistico. Che viene aperta al pubblico con visite guidate

VESOD, vista diagonale, Prologis Park Lodi
VESOD, vista diagonale, Prologis Park Lodi

Prologis, leader mondiale nel settore immobiliare logistico (conta investimenti per un volume stimato di circa 92 milioni di metri quadrati in 19 paesi), in collaborazione con CEVA Logistics, all’esterno del magazzino del  Gruppo Ceva, tra Somaglia e Casalpusterlengo nella Bassa Lodigiana, ha dato vita a Prologis Park Lodi, galleria di urban art a cielo aperto. Etnik, Font, Hitnes, Made, Macs, Sea Creative, Joys e Vesod sono gli artisti coinvolti in questa ambiziosa rigenerazione: 40.000 metri quadrati, tra facciate di edifici e serbatoi d’acqua, sono stati tramutati in opere inedite, partendo da alcuni concetti astratti indicati dal committente. Ora che i murales sono stati completati, Prologis apre il parco ai visitatori esterni, organizzando visite guidate gratuite a partire da sabato 13 novembre. 

Hitnes, Prologis Park Lodi, vista angolare
Hitnes, Prologis Park Lodi, vista angolare

PROLOGIS PER UN AMBIENTE DI LAVORO STIMOLANTE 

Quest’operazione di valorizzazione degli edifici e del parco stesso è parte di un più ampio progetto internazionale, Parklife, che mira al benessere delle centinaia di dipendenti di Prologis e dei loro clienti. Come? Creando un luogo di lavoro stimolante per la vista e la fantasia con murales ricchi di colore, forme, suggestioni, per un ambiente sano dove la natura possa espandersi rigogliosa, grazie all’inserimento di piante ad alto fusto e di aiuole con erbacee perenni, studiate anche dal punto di vista della tavolozza cromatica. 

 

LE OPERE DEGLI ARTISTI PER PROLOGIS PARK 

Etnik, Font, Hitnes, Made, Macs, Sea Creative, Joys e Vesod sono gli artisti coinvolti nel progetto sotto la guida dell’art director Enrico Hemo Sironi che così commenta l’operazione: abbiamo realizzato un itinerario che mette al centro l’individuo e la natura. Un itinerario composto da otto stili differenti, che vogliono creare un ritmo e una cadenza nelle forme e nei concetti lasciando a chi lo visita un senso di nuova identità e di spirito rinnovato, frutto di un perdersi e ritrovarsi nei colori e nelle forme nuove. Se nell’articolo in cui annunciavamo la prossima apertura del parco già parlavamo dello schizzo del progetto di Luca Font, dove era evidente una sfumatura deperiana, il lavoro Evoluzione vede una serie di figure, estremamente stilizzate, lanciarsi nello spazio attraverso un vortice di cerchi concentrici. Hitnes orchestra una manciata di scorci e panorami: l’artista ha viaggiato in lungo e largo, sviluppando un dettagliato studio sulla fauna ornitologica in America. MADE stupisce con un lavoro grafico tridimensionale, una miscela esplosiva e fluida di forme plastiche, di cuori e picche. JOYS costruisce una griglia di linee parallele e incastri, geometrie segmentate sulle tonalità gialle-verdi-azzurre. Il riferimento di MACS alla Campbell’s soup cans di Andy Warhol è chiara e riesce convincente grazie all’utilizzo del volume cilindrico del serbatoio. SEA CREATIVE interviene sul secondo serbatoio, con volti che strizzano l’occhio ai manifesti pubblicitari ma in stile cartoon. ETNIK propone piani geometrici e configurazioni prismatiche compenetranti, mentre VESOD si lascia andare a giochi prospettici, figure in balia delle onde, barche rovesciate, e il lemniscata – il segno dell’infinito con i suoi due anelli concatenati – si trasforma in un portale, mentre la vegetazione si arrampica in un angolo verso il cielo. Ecco le immagini.  

-Giorgia Basili  

Per visitare Prologis Park Lodi è necessario registrarsi su Eventbrite sulla pagina dedicata all’evento

 

 

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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.