Non lasciatevi ingannare dalle dimensioni contenute: Lugano è un autentico scrigno di interventi artistici da ammirare all’aria aperta. Vi suggeriamo qualche spunto, tra sculture, opere di Street Art e progetti temporanei.

Non c’è nulla che può frenare l’arte, nemmeno una pandemia globale che ha portato alla chiusura temporanea dei musei. A Lugano l’arte si può vivere anche all’aperto, unendo un percorso culturale alla scoperta del territorio.
Nonostante la scena creativa di Lugano sia di piccole dimensioni, non mancano gli interventi di arte pubblica sullo sfondo di un paesaggio suggestivo, caratterizzato dal contrasto fra montagne e lago. Lugano, insieme a istituzioni private come Arte Urbana Lugano (AUL), si impegna a promuovere l’arte in giro per la città, passando da murales di street artist emergenti, come Close Up della Nevercrew, a vere e proprie installazioni di artisti affermati, come la nuova scultura di Nicolas Party all’esterno del LAC, la cui esposizione personale Rovine è in corso al MASI fino al 9 gennaio 2022. Ogni anno viene anche presentato un progetto artistico temporaneo, come Echoes di Mathias Gmachl, ora in mostra all’interno del Parco Ciani. Basta quindi indossare un paio di scarpe e andare a scovare le opere presenti in città.

SCULTURE E INSTALLAZIONI A LUGANO

La maggior parte delle sculture e installazioni è collocata lungo il golfo di Lugano e spazi dal classico al contemporaneo. Il percorso inizia con il Parco delle sculture, dove sorge il monumento di George Washington: il parco comprende un gruppo di lavori realizzati nella metà del XX secolo, acquisiti dalla Città di Lugano negli Anni Settanta. Il patrimonio è composto da lavori di artisti svizzeri e italiani di spicco, come un cavallo di Nag Arnoldi, soggetto iconico della sua produzione artistica, oppure la Semisfera attorno a due sassi del noto artista svizzero di stampo costruttivista Max Bill.
Proseguendo raggiungiamo l’esterno della sede LAC del Museo della Svizzera Italiana (MASI), in cui proprio nelle scorse settimane è stata collocata una scultura di Nicolas Party: si tratta di una grande testa rosa acceso con lo sguardo rivolto verso il lago, nell’atto della contemplazione del paesaggio.
Dopo aver costeggiato la prima sponda del golfo di Lugano ci ritroviamo in Piazza Indipendenza, al cospetto dell’imponente Eros bendato, una gigantesca testa di bronzo progettata dallo scultore Igor Mitoraj, artista polacco che si ispirava ai reperti dell’antica Grecia e Roma nella produzione delle sue opere di matrice classica. La scultura divenne patrimonio pubblico della città nel 2002, in seguito a una sua mostra personale. Attraversando la strada sbuchiamo in Piazza Castello, a pima vista spoglia, ma in realtà custode di un patrimonio artistico rilevante, tra l’obelisco di Ugo Crivelli e le due figure inconfondibilmente progettate dal noto artista ticinese Ivo Soldini. Piazza Indipendenza custodisce anche un nuovo gioiellino dell’arte: appesa al muro del Palazzo dei Congressi, la Street Art incontra la pittura del Seicento attraverso una riproduzione su tela della Predica di San Giovanni Battista di Pier Francesco Mola, realizzata dall’artista ticinese Andrea Ravo Mattoni, in collaborazione con AUL.
Possiamo finalmente entrare nel meraviglioso parco civico della città di Lugano, il Parco Ciani, che, oltre a racchiudere diverse sculture, è anche luogo di eventi ed esposizioni temporanee. Camminando tra i giardini rigogliosi, incontriamo la Maria Grazia di Francesco Messina e la copia della Desolazione di Vincenzo Vela, artista di stampo neoclassico che occupa un posto di riguardo nella storia dell’arte ticinese e italiana, il cui museo personale si trova a Ligornetto. Procedendo verso la foce del fiume Cassarate incontriamo il Socrate morente dell’artista russo Markus Antolkolski installato nel 1917, uno dei simboli della città, che è stato però vandalizzato nel 2015 e quindi sostituito da una copia con l’obiettivo di conservare questa icona cittadina. Ci troviamo poi davanti a un’enorme sfera specchiata lacerata dell’artista contemporaneo di origine albanese Helidon Xhixha, acquisita dalla città in seguito a un progetto artistico pubblico temporaneo realizzato nel 2019.

Nicolas Party, Head, 2019, acrilico e olio su vetroresina, LAC, Lugano
Nicolas Party, Head, 2019, acrilico e olio su vetroresina, LAC, Lugano

STREET ART PER LE VIE DI LUGANO

La Street Art non appartiene più solo alle grandi metropoli: anche Lugano ha i suoi street artist, che animano le pareti dei palazzi delle vie interne del centro città. Proprio nel 2020, AUL ha collaborato con diversi street artist per la produzione di murales cittadini, permettendo così la diffusione dell’arte negli spazi pubblici. Tra le diverse opere troviamo uno dei murales più grandi della città di Lugano: Close Up in Viale Stefano Franscini 27. Realizzato da Nevercrew, raffigura delle balene tridimensionali e indaga il rapporto tra uomo e natura. La crew svizzera compare anche in Viale Cassarate 4 con uno stencil di un gorilla chiamato Boundary bars e rappresentato su delle serrande abbassate, interpretate come sbarre che imprigionano l’animale. Una critica all’altalenante legame tra uomo e animale. In Via Luigi Lavizzari 7 la natura è evocata nuovamente dal murale Microcosmo/Macrocosmo prodotto da DEM. Sempre connesso alla natura, ma soprattutto al territorio, è il murale di Seacreative in Viale Carlo Cattaneo 4, in dialogo con il fiume Cassarate.

PROGETTI PUBBLICI TEMPORANEI

Ogni anno la Città di Lugano organizza una serie di progetti artistici temporanei, creando così un fil rouge tra creatività e territorio. Uno dei primi progetti è stato quello di Cracking Art Group nel 2013, in cui grandi chiocciole di colore blu hanno invaso il lungolago di Lugano, rilanciando il calore dell’arte per il territorio ticinese. Se gli interventi già citati di Helidon Xhixha risalgono al 2019, dalla fine del 2020 all’inizio del 2021 il lago Ceresio ha ospitato un’installazione dell’artista emergente ticinese Giacomo “Jack” Braglia, in collaborazione proprio con Helidon Xhixha, caratterizzata da due grandi sculture metalliche galleggianti di fronte al Parco Ciani, raffiguranti altrettante bottiglie, interpretabili come rifiuti abbandonati. Questa tipologia di opere non solo arricchisce il paesaggio, ma trasmette importanti messaggi di forte attualità. Da poche settimane la questione ambientale dei mari è stata richiamata anche dall’installazione Echoes di Mathias Gmachl all’interno del Parco Ciani in collaborazione con LAC: una balena in acciaio di 18 x 6 metri, delimitata da un piattaforma circolare, rileva la presenza del pubblico nelle vicinanze, invitandolo, attraverso dei suoni, ad allontanarsi. Il messaggio è chiaro: l’uomo non deve disturbare la fauna marina con attività sempre più rumorose.

Letizia Bianchi

INDIRIZZI UTILI

PARCO DELLE SCULTURE
Riva Antonio Caccia 1

MASI, LAC
Piazza Bernardino Luini 6

Piazza Indipendenza
Piazza Castello
Parco Ciani
Viale Stefano Franscini 27
Viale Cassarate 4
Via Luigi Lavizzari 7
Viale Carlo Cattaneo 4

https://arteurbana.ch

Dati correlati
AutoriMathias Gmachl, Cracking Art Group, Vincenzo Vela, Helidon Xhixha, Igor Mitoraj, Max Bill
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