Palermo omaggia Giovanni Falcone. La grande opera di street art di Andrea Buglisi

L’arte contemporanea diventa lo strumento per riappropriarsi di spazi pubblici e celebrare la memoria dei grandi protagonisti della lotta alla mafia. Il progetto, voluto da Fondazione Falcone e dal Ministero dell’Istruzione, culminerà nel 2023 in varie città italiane

Andrea Buglisi, La porta dei Giganti, ritratto di Giovanni Falcone, Palermo
Andrea Buglisi, La porta dei Giganti, ritratto di Giovanni Falcone, Palermo

È terminata la realizzazione del grande ritratto di Giovanni Falcone ad opera dell’artista palermitano Andrea Buglisi, sulla parete di un edificio che fa angolo in via Duca della Verdura. Un luogo emblematico, che si trova sopra l’aula Bunker dell’Ucciardone di Palermo, teatro di una delle più grandi vittorie dello Stato contro Cosa Nostra: il maxiprocesso. L’opera ritrae Falcone che osserva la città dall’alto, con lo sguardo assorto ma rassicurante, quasi malinconico. È raffigurato dietro a un vetro blindato e una linea al centro del volto taglia la sua immagine in due parti: quella sotto è dipinta con tonalità marroni e quella di sopra con un verde sbiadito. A questo murale se ne aggiungerà un secondo in estate dedicato a Paolo Borsellino, collocato su un vicino edificio in via Sanpolo: una sorta di dittico in chiave contemporanea che prenderà il nome di La porta dei Giganti, un omaggio a due grandi eroi che hanno portato avanti in prima persona, pagando con la propria vita, la lotta contro la mafia e la criminalità organizzata.

L’ARTE PUBBLICA CONTRO LA MAFIA: UN PROGETTO ITINERANTE

L’opera rientra in un più grande progetto di design sociale dal titolo Spazi Capaci/Comunità Capaci, curato da Alessandro de Lisi e prodotto dalla Fondazione Falcone e dal Ministero dell’Istruzione in occasione del 29esimo anniversario della strage di Capaci, in cui rimasero uccisi Giovanni Falcone assieme alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo. Palermo è quindi il punto di partenza di un viaggio per la riappropriazione degli spazi della memoria e per la vitalità della lotta civile che mette l’arte al centro, della durata di tre anni. Il traguardo è infatti segnato per il 2023, anno in cui ricorre il 30ennale delle stragi di Firenze, Roma e Milano e del culmine della strategia stragista di Cosa nostra con l’omicidio di Don Pino Puglisi. “Su la testa! Palermo nel ‘92 era come il Far West, le ammazzatine non si contavano più”, scrive Andrea Buglisi sul suo profilo Facebook. “Avevo appena 18 anni, era maggio e nonostante si avvicinasse l’esame di maturità, io continuavo a leggere fumetti e guardare film in VHS. Poi ci fu il botto e il suolo tremò sotto i piedi. Il mio ‘Giovanni’ è un eroe tosto e malinconico, terra smossa e vetro blindato. Il suo sguardo ci cerca ancora, alza la testa Palermo!”

LE OPERE DI ARTE PUBBLICA CONTRO LA MAFIA A PALERMO

Il murale di Andrea Buglisi è il primo di un progetto composto da quattro interventi di arte pubblica nei luoghi della memoria di Palermo: sotto l’Albero Falcone – emblema di una comunità che è stata capace di risvegliarsi dal sonno della sottomissione a Cosa nostra dando inizio a una nuova stagione di responsabilità civile – verrà collocata la scultura L’attesa dell’artista trentino Peter Demetz, mentre il cortile dell’Aula Bunker dell’Ucciardone ospiterà una colossale installazione di Velasco Vitali intitolata Branco e composta da 54 cani a grandezza naturale realizzata in ferro, lamiere e cemento, a simboleggiare la ferocia dell’abuso della criminalità sulla società, ma anche la reazione degli oppressi attraverso la lotta civile. Infine, nella piazza Anita Garibaldi a Brancaccio, periferia per anni feudo dei clan, sorgerà un monumentale polittico urbano dal titolo Roveto Ardente, di Igor Scalisi Palminteri dedicato a don Pino Puglisi da poco proclamato Beato; un progetto che coinvolgerà gli studenti di diverse scuole della città, in linea con la convinzione che la consapevolezza della lotta alla mafia debba partire dall’educazione dei più giovani. Il percorso sarà inaugurato il 23 maggio, anniversario della strage di Capaci, alla presenza del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e delle massime autorità dello Stato.

– Giulia Ronchi

https://www.fondazionefalcone.org/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.