Un artista chiamato Banksy: 100 opere dello street artist a Palazzo dei Diamanti di Ferrara

Dipinti, stencil e serigrafie: Palazzo dei Diamanti riapre con un percorso che celebra i passi più significativi della carriera ventennale del misterioso artista di Bristol.

Grannies 2006, Collezione privata
Grannies 2006, Collezione privata

Palazzo dei Diamanti di Ferrara riapre al pubblico esponendo uno degli artisti più popolari della nostra epoca. Un artista chiamato Banksy, a cura di Stefano Antonelli, Gianluca Marziani e Acoris Andipa, è un percorso di oltre 100 opere del misterioso artista di Bristol la cui identità resta tutt’ora avvolta nel mistero. La mostra, ideata e prodotta da MetaMorfosi Associazione Culturale in collaborazione con Ferrara Arte, è stata realizzata interamente grazie a opere provenienti da collezioni private (Banksy, infatti, non ha nulla a che fare con l’organizzazione dell’evento, nonostante ne sia stato informato tramite il suo ufficio). L’esposizione è stata progettata con la volontà di mettere sotto la lente di ingrandimento l’immaginario banksiano, esaminato attraverso numerosi riferimenti, aneddoti, considerazioni e relazioni tra gli elementi. Al centro, i temi cari allo street artist: la guerra e la pace, il controllo sociale e della libertà in senso esteso e i paradossi del nostro tempo.

Love Is In The Air (Flower Thrower) 2003, Collezione privata
Love Is In The Air (Flower Thrower) 2003, Collezione privata

UN ARTISTA CHIAMATO BANKSY: LE OPERE IN MOSTRA

Il percorso espositivo abbraccia i momenti più significativi della carriera di Banksy, partendo dai primissimi dipinti fino alle opere provenienti da Dismaland (la sua mostra dalle sembianze di un distopico parco divertimenti)  come la scultura Mickey Snake con Topolino inghiottito da un pitone. In mostra anche gli stencil e le serigrafie, considerate da Banksy fondamentali per la diffusione dei suoi messaggi. Tra il 2002 e il 2009 l’artista pubblica 46 edizioni stampate che vende tramite la sua casa editrice Pictures on Walls di Londra, raffiguranti le sue immagine più iconiche: come Girl with Balloon (che nel 2017 è stata decretata l’opera più amata dai britannici secondo un sondaggio condotto da Samsung), ma anche di Love is in the Air, ovvero la raffigurazione del celebre ragazzo che lancia un mazzo di fiori come se fosse una bomba a mano, apparsa per la prima volta nel 2003 in un murale di Gerusalemme, sulla linea di confine che separa israeliani e palestinesi. Presenti anche alcune opere “riscoperte”, come Lab Rat, uno dei suoi primissimi lavori realizzato in spray e acrilici su compensato nel 2000 (i ratti sono stati anche i soggetti della sua opera postata durante la quarantena, che trovate qui). Originariamente pannello laterale di un palco allestito presso il festival di Glastonbury, Lab Rat venne dipinto sul posto; il pannello è rimasto poi per anni in un magazzino e alla sua riscoperta nel 2014 è stato autenticato dall’artista. “Banksy mette in discussione concetti come l’unicità, l’originalità, l’autorialità e soprattutto la verità dell’opera tratteggiando una nuova visione sulla relazione tra opera e mercato, istituendo, di fatto, un nuovo statuto dell’opera arte, una nuova verità dell’arte stessa, ovvero l’opera originale non commerciabile” spiegano due dei curatori, Stefano Antonelli e Gianluca Marziani. “Banksy usa strumenti e materiali che tutti conosciamo, senza perdere aderenza con oggetti fisici e tangibili, con forme semplici e quasi banali, con un mondo lo-fi privo di utopie fantasy. Lo capiscono tutti in quanto usa la grammatica degli oggetti e la sintassi delle storie condivise. Si alimenta di cronaca e realtà, ribaltando storie che toccano l’umanità intera”.

– Giulia Ronchi

Un artista chiamato Banksy
30 maggio 2020 – 27 settembre 2020
Ferrara, Palazzo dei Diamanti
Aperto tutti i giorni 11-21
Informazioni e prenotazioni
www.palazzodiamanti.it
[email protected]

Evento correlato
Nome eventoUn artista chiamato Banksy
Vernissage30/05/2020 no
Duratadal 30/05/2020 al 27/09/2020
Autore Banksy
CuratoriGianluca Marziani, Stefano Antonelli, Acoris Andipa
Generiarte contemporanea, urban art
Spazio espositivoPALAZZO DEI DIAMANTI
IndirizzoCorso Ercole I D'este 21 - Ferrara - Emilia-Romagna
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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.